L’annuncio di Massimo Rutigliano: “Mi candido alle primarie del Pd di Parma”. Scrive una lettera al segretario cittadino Lorenzo Lavagetto

Massimo Rutigliano

L’avvocato Massimo Rutigliano, fondatore dell’associazione Millecolori, è il primo candidato alla primarie del Pd per la scelta del sindaco di Parma. Annuncia la sua candidatura con un’intervista alla Gazzetta di Parma.

Ha inviato una lettera al segretario comunale Lorenzo Lavagetto per chiedere che vengano organizzate le primarie per la scelta del candidato sindaco, dichiarando contestualmente di essere intenzionato a parteciparvi. Primarie che, ha aggiunto, dovrebbero essere aperte anche ai non iscritti al Pd. Ed eventualmente anche di coalizione.

Primarie i cui partecipanti, secondo Rutigliano, dovrebbero sottoscrivere tre impegni: i candidati sconfitti dovranno sostenere chi risulterà vincitore e rinunciare a ricoprire incarichi per almeno tre anni, mentre il candidato vincente dovrà garantire che, in caso di sconfitta alle elezioni, rimarrà in consiglio comunale.

Cosa l’ha spinta a scendere in campo, per di più con così ampio anticipo?

L’ho fatto perché la politica è fatta di confronto di idee e di elaborazione di progettualità. La vecchia politica di uscire allo scoperto all’ultimo momento la vedo negativamente. Tornare in mezzo alle persone e confrontarsi fa parte di un gioco che bisogna fare a viso aperto. Spero che questa mia decisione possa stimolare altri a fare altrettanto, per poi confrontarsi. Per il mestiere che faccio, credo di avere qualcosa da dare.

Perché oggi a Parma è importante fare le primarie? E perché farle aperte?

Le primarie non devono essere vissute come un momento di contrapposizione, ma di confronto fra idee, progetti e persone. Per il Pd l’apertura è necessaria: se una forza politica è chiusa in se stessa, vuol dire che non sta facendo politica”. […]

È stato assessore con Stefano Lavagetto, la cui amministrazione è indicata come esempio di immobilismo e anche arrendevolezza ai diktat di Bologna, a partire dalla rinuncia alla stazione dell’alta velocità.

In realtà sono molto orgoglioso di quell’esperienza, fatta insieme a persone validissime. Bisogna ricordare che si veniva da Tangentopoli e che i cassetti erano vuoti, nel senso che non c’erano progetti e che si è dovuto riprendere in mano tutto da zero, in un contesto di leggi ancora farraginoso. Tanti progetti attuati successivamente erano frutto dell’amministrazione Lavagetto. E comunque tante cose sono state fatte, a partire da un piano regolatore che erano trent’anni che non si faceva. Per l’alta velocità, l’idea era che i treni entrassero in città e c’era un accordo ben preciso sul numero di convogli, poi qualcuno quell’accordo l’ha lasciato in un cassetto. E comunque non mi risulta che quella rinuncia sia stata un favore a Bologna o a Prodi.

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ParmaDaily pubblica la lettera integrale di Rutigliano inviata al segretario cittadino del Pd Lavagetto:

Parma, 19 dicembre 2015

Gent.mo Sig.

LORENZO LAVAGETTO

Segretario Cittadino PD di Parma

e p.c. Gent.mo Sig.

GIANPAOLO SERPAGLI

Segretario Provinciale PD di Parma

Caro Lorenzo,

come ti ho detto molto tempo fa, ritengo che il PD abbia l’obbligo di aprirsi alla città, confrontarsi con essa per cercare di ridare a Parma un buon governo, così come aveva fatto tuo padre.

So che anche tu lo condividi e che insieme alle ragazze ed ai ragazzi della segreteria cittadina già da tempo avete avviato questo processo virtuoso, cercando non già alleanze di vertice, bensì il contributo di tutte le persone per bene che, in questa città, per fortuna, sono ancora la maggioranza e sono rimaste deluse da tante precedenti esperienze.

Come anche tu oggi hai ricordato in conferenza stampa, un grande patrimonio del PD è costituito dalle primarie per la scelta dei candidati che sono non solo un percorso per scegliere il “miglior candidato”, ma ancor più un percorso di elaborazione collettiva di idee e progetti che deve vedere il coinvolgimento del maggior numero di persone possibili.

Le primarie sono previste dalla Statuto ed io, quale iscritto al PD, ti chiedo quindi di avviare il percorso per dare avvio alle stesse.

Proprio per dare rapido impulso all’avvio delle primarie dichiaro formalmente che ho intenzione di presentare la mia candidatura (e tu sai bene quanto mi costa).

Lo faccio perché spero che le primarie vedano la partecipazione di più candidati che siano portatori di idee positive per la nostra città e siano in grado di coinvolgere quante più persone possibili, anche perché la politica per me, come ben sai (e so che è concetto da te condiviso), non è “posti e poltrone” bensì idee, progetti, programmi (finalizzati al bene collettivo) da tradurre poi in azione concreta.

Confido che a seguito della mia decisione ci siano altre persone, ben più capaci e meritevoli di me, disposte a mettersi a disposizione della città e, qualora ciò dovesse avvenire, come mi auguro, avrò raggiunto il mio obiettivo e sarò ben felice di fare un passo indietro, cercando di dare il mio contributo di idee, anche “stando in panchina”.

Mi farebbe piacere che chiunque dovesse partecipare alle primarie e dovesse perderle al momento della candidatura sottoscrivesse una dichiarazione di impegno con la quale si obbliga, se sconfitto, a dare lealmente il suo sostegno al vincitore, senza chiedere o pretendere alcun posto per almeno 3 anni (ciò, tra l’altro, impedirebbe il gioco delle candidature presentate al solo fine di “togliere voti” al competitore – come vedi non uso la parola avversario perché avversario non deve essere – dell’amico).

Io questo obbligo me lo assumo sin d’ora.

Mi farebbe anche piacere che i partecipanti alle primarie si impegnassero, in caso di vittoria, a dimettersi da ogni altra carica prima della presentazione della candidatura a Sindaco, impegnandosi – in caso di sconfitta alle elezioni – a comunque partecipare al consiglio comunale per tutta la durata della legislatura e non a dimettersi. Anche tale impegno personalmente dichiaro sin d’ora (anche se non ho alcuna carica dalla quale dimettermi).

Personalmente ho tante idee, tanti progetti per Parma (che non merita tutto quello che è avvenuto in questi ultimi lustri) e sarò felice di confrontarli con tutti, aperto al contributo di idee di tutti, utilizzando anche il prezioso lavoro che tu e gli altri amici del PD di Parma avete già fatto.

La mia speranza, lo ripeto, è che le primarie costituiscano non solo un momento di leale ed affettuosa competizione tra i diversi candidati (per ritrovare l’unità con chi le vincerà) ma anche e soprattutto un modo per aprire il PD alla città tutta, al contributo di tutti, cercando di coinvolgere davvero il maggior numero di cittadini.

La partecipazione infatti non è una vuota parola (una delle tante sproloquiate dall’attuale amministrazione, ma negata nei fatti) bensì un metodo di lavoro necessario e fecondo perché il confronto e l’apertura sono una ricchezza vera e reale, non uno sciocco fastidio.

Aggiungo che la mia disponibilità e per primarie aperte. Ritengo sia opportuno assegnare un congruo periodo per presentare le candidature (ad esempio 2 mesi) per consentire a ciascuno di verificare “sul campo” il consenso che può raccogliere, con un successivo periodo di 5-6 mesi per permettere a ciascun partecipante di proporsi e confrontarsi in mezzo alla gente (mercati, circoli, associazioni, ecc.) per poi dar corso alla votazioni al più tardi ad ottobre del prossimo anno.

Ciò consentirebbe a chiunque voglia competere di potersi organizzare per tempo perché, diversamente, in un arco temporale breve, facilmente prevarrebbe chi è già oggi più organizzato e non già “il migliore”, mentre la città ha proprio bisogno di questo: “passione, capacità, competenza, idee, progetti, amore per la città (e non per sé stessi).

Ovviamente, a scanso di equivoci, sin d’ora faccio presente che nel mio DNA non c’è alcuna alleanza futura con l’attuale Sindaco (e, ovviamente, ancor più con il precedente) che ritengo portatore di vuote parole e sostanziale insipienza amministrativa.

Di ciò comunque si parlerà anche nel corso della campagna per le primarie anche se, mi auguro, che saranno più improntate a discutere di idee e progetti piuttosto che di talune persone che, con tutta franchezza, non meritano neppure che si perda del tempo a congetturare sul loro futuro.

Sono certo che nella tua qualità di Segretario, unitamente a tutto il PD di Parma, saprai comprendere e valutare il senso della mia iniziativa.

Con affetto e stima.

Massimo Rutigliano

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