Arcigay torna a Parma: l’associazione sarà intitolata a Braibanti

Dopo 11 anni torna a Parma Arcigay, nel ricordo di Aldo Braibanti, studente del Liceo Romagnosi, scrittore, drammaturgo e poeta, partigiano, condannato per “plagio” (allora si mascheravano così i processi sull’omosessualità) alla fine degli anni sessanta.

Arcigay si è presentata in Municipio,alla presenza della vicesindaco Nicoletta Paci, proprio nel giorno in cui la Camera dei Deputati è chiamata con il voto di fiducia a varare definitivamente la legge sulle unioni civili.

“Il Comune di Parma – ha ricordato Nicoletta Paci – è da sempre impegnato a sostegno delle associazioni LGBTI. In questo giorno importante per le persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, che dovrebbero vedere approvata da Parlamento la legge sulle unioni civili, mi fa particolarmente piacere salutare il ritorno dell’associazione Arcigay. Aspettiamo i decreti attuativi, ma intanto sarà un passo molto importante. Il Comune di Parma è in prima fila per i diritti civili, e non ha caso ha aderito alla rete nazionale e internazionale delle istituzioni impegnate su questi temi”.

“Torniamo in campo a Parma in una giornata importante – ha affermato Massimiliano Alari, presidente della neonata associazione, e ciò è stato possibile anche grazie al sostegno che abbiamo avuto dal Comune e a Nicoletta Paci in particolare. Lo facciamo nel nome di Aldo Braibanti, il cui ricordo ci è molto caro, anche come tributo per riscattarlo da ciò che in vita ha dovuto subire”.

Di “appoggio del Comune di Parma prezioso e non scontato” ha parlato Alberto Nicolini, segretario di Arcigay Reggio Emilia, il quale ha ricordato che “essere gay è una delle variabili umane” e si è detto felice di “tendere la mano anche ai nostri amici di Parma”.

A Parma l’Associazione LGBTI Aldo Braibanti nasce dalla volontà di 17 persone, uomini e donne che, a prescindere dal proprio orientamento sessuale, hanno sentito la necessità di formare un’associazione per affermare e promuovere anche a Parma il diritto universale dell’identità di genere.

La motivazione è scaturita dalla piazza del 23 gennaio 2016 con l’iniziativa “Svegliati Italia” .

Da lì si è pensato di riportare a Parma la realtà territoriale Arcigay che mancava dal lontano 1995, per poter dare non solo un punto di riferimento per le persone LGBTI, ma anche un appoggio per tutte quelle persone che devono affrontare problematiche legate al disagio e alla diversità.

L’Associazione LGBTI “Aldo Braibanti” promuoverà iniziative, incontri e progetti al fine di diventare ufficialmente Comitato Territoriale Arcigay Parma.

Perché questo nome? Semplicemente perché Aldo, grande scrittore, drammaturgo e poeta, partigiano, è stato una figura importante sia per la nostra città, sia per Fiorenzuola d’Arda dove nacque nel 1922.

Nel 1964 finì davanti al Tribunale di Roma con l’accusa di plagio, motivazione che all’epoca i tribunali usavano per condannare le persone per il reato di omosessualità. Il processo si concluse 4 anni dopo e Braibanti fu condannato a 9 anni di reclusione, ridotti a 6 in appello. Altri due anni gli vennero condonati perché partigiano della Resistenza e finì per scontarne due. Uscito di prigione si trovò ad affrontare una situazione economica molto critica che lo portò a vivere di stenti. Per

questo, un gruppo di parlamentari tra cui Franco Grillini (presidente onorario di Arcigay e sostenitore della scelta del nome per l’Associazione) e Marco Pannella, si mossero e riuscirono a fargli ottenere un vitalizio grazie alla legge Bacchelli, ma soprattutto ridonarono all’uomo la dignità perduta.

La scelta del nome è stata fatta non solo considerando quello che Aldo Braibanti ha subito, ma anche perché si vuole riscattare e valorizzare quello che è stato per la nostra storia e la nostra cultura.

Cosa farà la neonata associazione lo ha spiegato la vicepresidente Gaia De Luca: Promuovere e tutelare il diritto all’uguaglianza tra ogni persona sia essa gay, bisessuale, lesbica, transessuale o eterosessuale; Lottare contro ogni forma di violenza e discriminazione dei diritti umani; Promuovere la visibilità e la piena partecipazione alla vita sociale e civile delle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans; Proporre politiche culturali, sociali e un dibattito esteso intorno alle tematiche dell’omosessualità, del lesbismo e della transessualità; Assicurare servizi a tutte le persone gay, lesbiche, bisessuali, trans che possano averne bisogno (ad esempio consulti con psicologi); Offrire servizi sanitari (ad esempio test HIV rapido in collaborazione con la AUSL); Creare punti di riferimento sicuri per tutte le persone omosessuali e soprattutto transessuali che nella nostra città non hanno punti di incontro in cui potersi confrontare con altre persone; Creare una rete di giovani universitari e liceali che combattono il bullismo omofobico nelle scuole; Fare corsi di formazione per dirigenti d’azienda presso le associazioni di categoria per fare in modo che gli ambienti lavorativi diventino inclusivi; Creare una rete di associazioni che collaborino nella realizzazione dei progetti.

Il prossimo problema da risolvere sarà quello di reperire una sede idonea per l’associazione, che intanto sta lavorando, di concerto con il Comune e con altre associazioni sui diritti, per celebrare il 17 maggio la Giornata Internazionale contro l’Omofobia, con il “Pride Square” al pomeriggio in piazza Steccata, la “Veglia ecumenica” alal Chiesa Metodista alle ore 19 in borgo Giacomo Tommasini, e la “Camminata Arcobaleno”, con partenza alle 20,30 da piazzale Borri, che sarà accompagnata da reading intervallati da brani musicali.

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