Delitto di Basilicagoiano, Alfieri: “Dall’Olio lascia basiti”

E’ molto documentato il post su Facebook di Luigi Alfieri, fondatore di Parma non ha paura, giornalista e scrittore, in merito al delitto di Basilicagoiano: “Venerdì all’alba ho aperto la Gazzetta e quando sono arrivato a pagina 13 “mi è dato un colpo”. Si parlava del delitto di Basilicagoiano, consumata da 2 italiani e 4 rumeni ai danni di un tunisino. Titolo gigante: Urla e botte: perchè nessuno è intervenuto? Sommario: l’accusa arriva dal capogruppo del Pd Nicola Dall’Olio. L’articolo riporta un post fatto dal politico su facebook: “La cosa allucinante è che in quell’ora di urla, botte e orrore non un vicino ha pensato di intervenire o di chiamare la polizia, arrivata a mattanza compiuta. Questa sordità e indifferenza alle grida disperate di una persona pestata a morte, questa aridità umana di chi ha sentito per un’interminabile ora senza nemmeno dare l’allarme, mi preoccupa e mi spaventa molto, ma molto di più di 4 spacciatori in bici in giro per i viali”.

Sono rimasto basito. A parte che come tutti sanno gli spacciatori in giro per i viali di Parma sono centinaia, purtroppo, e assediano la città in modo insopportabile, mi è venuto in mente che Basilicagoiano è una frazione ricca di volontari e di persone per bene. Il primo paese in cui i cittadini si sono uniti per fronteggiare la criminalità aiutandosi uno con l’altro.

Così, fedele al detto, giornalista una volta, giornalista per sempre, ho pensato di vederci chiaro.

Ho rintracciato la famiglia che abita nell’appartamento che sta sopra a quello della mattanza. Si tratta di una coppia di sposi: Ferruccio Gigante e la moglie. Ferruccio fa il tabaccaio. E’ un tipo tosto; volontario della Pubblica assistenza; sanguigno e generoso.

Sono andato a trovarlo in tabaccheria. E’ furibondo. “Il danno e la beffa” attacca. “Abbiamo vissuto una notte da incubo. Da film horror. Le grida di tormento di quel poveretto ci resteranno nelle orecchie per sempre. La paura che ci ha straziato non la cancelleremo mai. Tornerà in sogno ogni notte. E poi siamo stati additati come dei vili, Da non credere”.

“Ho controllato le schermate del telefonino. Ho chiamato la polizia la prima volta alle 0,36 minuti. Mi hanno detto che erano di turno i carabinieri. Li ho chiamati alle 0,37. Ho telefonato ancora alle 0,45, alle 0,59, all’1 e 04. E credo che anche altri vicini abbiano chiamato. Intanto le urla della vittima si facevano più strazianti, sentivamo i colpi delle mazze da baseball schiantarsi sulle sue ossa, sentivamo i carnefici che urlavano dove è la roba e dove sono i soldi. Le urla si facevano disperate e flebili. Come di animale. Mia moglie tremava come una foglia. Ci sentivamo coi vicini via whatsapp e sms. Nessuno può capire cosa significa stare dentro a un film dell’orrore. Ma abbiamo continuato a martellare il 112. Non ci siamo mai arresi fino all’arrivo dei primi due carabinieri”.

Al piano di sopra una coppia di sposi normali, al piano di sotto 6 belve scatenate armate di mazze da baseball, probabilmente drogate. Si poteva chiedere a qualcuno di scendere e intervenire? Si poteva fare di più che telefonare alle forze dell’ordine?

I vicini mi hanno consegnato i messaggi che si sono scambiati col telefonino. Ne leggo alcuni a caso: “abbiamo chiamato ancora adesso e mi continuano a dire che la pattuglia sta arrivando”. “Aiuto, penso che quando arrivano si siano già ammazzati”. “Abbiamo detto ai carabinieri che sicuramente c’è un morto”. “Aiuto che paura”. “Adesso sentiamo andare acqua dal rubinetto: chissà cosa stanno facendo”.

“Dicono che c’è sangue ovunque e che l’hanno fatto a pezzi”. “Aiuto”.

Che dire? Come si fa ad accusare le vittime come se fossero carnefici. “Sabato – dice Ferruccio Gigante – tutti mi chiedevano: è vero che non avete avvisato la polizia? Si immagina la vergogna? Pensavano a noi come a dei mostri. Siamo stati terrorizzati. Ci siamo dati da fare. E questo è il risultato. Lo sa che ora quando cade un giocattolo al bambino di sopra, mia moglie trema dalla paura? Lo sa che ci sono degli anziani che abitano qui che vogliono vendere la casa per il terrore? E chi la compra ora? Vorrei sapere se chi ci ha criticato sarebbe stato capace di scendere in mezzo a sei belve scatenate e armate. Assetate di sangue”.

Come dire: da vittime a carnefici. Da un dolore all’altro. Ma io lo dico chiaramente: sto dalla parte dei cittadini di Basilicagoiano.

La morale è che Nicola Dall’Olio, quando parla di criminalità e sicurezza deve stare più attento. Forse pensa di sapere tutto, ma Socrate insegna che nessuno sa tutto. Unico tra i dirigenti del Pd provinciale e cittadino, ha snobbato il convegno che il suo partito aveva organizzato in materia di sicurezza, facendo uscire sulla Gazzetta un documento che mi ha sconcertato. Ha detto che le giunte non si giudicano dalle multe cancellate e dai viaggi non autorizzati. Prende sottogamba lo spaccio per le vie della città parlando di “quattro spacciatori in bicicletta”. Quei quattro spacciatori sono quelli che, moltiplicati per cento, tengono in scacco interi quartieri di Parma. Non consentono ai cittadini una vita normale. Così come non consentono ai cittadini una vita normale il proliferare dei furti in abitazione, delle truffe agli anziani, degli scippi e dei borseggi. E la sicurezza non è un tema da lasciare in mano solo alla destra. Se Dall’Olio avrà la pazienza potrà ascoltare sul mio profilo facebook o su youtube le dichiarazioni che il responsabile nazionale del Pd Emanuele Fiano ha fatto alla presentazione del mio libro a Montecitorio: c’è nella sinistra progressista “un cambiamento di linea culturale. Siamo consci che il tema della sicurezza è un tema centrale nella qualità della vita dei nostri cittadini. C’è stato un tempo troppo lungo nel quale la sinistra italiana ha ritenuto che la questione dei diritti potesse prevale sulla paura. Non più”. Tutto questo senza pelosi distinguo.

Per quanto mi riguarda, poi, io penso che un politico debba stare dalla parte dei cittadini e captare i loro desideri e problemi. E, se lecito, soddisfarli. E penso che sarebbe ora di smetterla di irridere a quattro spacciatori in bicicletta. Lo spaccio è un problema molto, molto, molto serio (serio quanto il motivo per cui la gente si droga) e di droga parlavano i carnefici di Basilicagoiano con la loro vittima. Droga e soldi. Il cerchio si chiude”.