Si è tenuto il convegno “Verso un sistema unico di accoglienza”

Un Convegno per presentare i risultati del report annuale del progetto Emilia-Romagna Terra d’asilo e valutare il sistema d’accoglienza territoriale rivolto a rifugiati e a richiedenti asilo nel territorio romagnolo. Nell’incontro, “Verso un sistema unico di accoglienza: diario di una trasformazione in corso”, tenutosi nella sala conferenze dell’Assistenza Pubblica “Luigi Anedda”, sono state messe in evidenza luci e ombre e sono state individuate e messe a confronto possibili tracce di lavoro e di sviluppo, in termini operativi, organizzativi e di sistema.

Al momento hanno parteciapto il Prefetto di Parma, Giuseppe Forlani; l’Assessore al Welfare, Laura Rossi; la Responsabile del Servizio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione sociale della Regione Emilia Romagna Monica Raciti.

Elisabetta Mora del Comune di Parma ha coordinato la presentazione del report. La presentazione dei dati del monitoraggio statistico sui RTPI-U in Emilia Romagna, al 31-12-2015, è stata curata dall’associazione. Asilo in Europa in collaborazione con la Regione Emilia Romagna nella persona di Silvia Zarrella di Asilo in Europa. La Presentazione di “Verso il sistema unico di accoglienza: diario di una trasformazione in corso. Pratiche e obiettivi dell’ accoglienza tra conflitto di mandati e ripensamento dell’accoglienza diffusa” è avvenuto a cura di Michele Rossi di Ciac Onlus. La presentazione dello studio territoriale sui diritti ed equità nell’emergenza: tra pluralità e governance, è avvenuto a cura di Giuseppina Bruno di Ciac Onlus. Al convegno hanno partecipato rappresentanti del Servizio Centrale SPRAR e ANCI Nazionale.

“Portiamo avanti politiche di accoglienza a livello territoriale – ha precisato l’assessore al welfare, Laura Rossi, – in sinergia con tutti i soggetti coinvolti. Le vere politiche di sicurezza partono, infatti, da buone pratiche di accoglienza e integrazione”.

L’idea di partenza del progetto Emilia-Romagna Terra d’asilo, di cui il Comune di Parma è ente capofila e Ciac onlus ente gestore, è stata la necessità di condivisione delle informazioni, dei metodi, delle visioni, delle buone prassi messe in campo sul territorio emiliano romagnolo relative all’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo. Conoscere, monitorare, mettere in comune e ridefinire l’approccio delle politiche d’accoglienza è stata la mission: in questo incontro il Comune di Parma ha voluto divulgare i risultati del monitoraggio, sottolineando le prassi positive di cambiamento incontrate a livello locale, e le proposte per superare eventuali ostacoli o disomogeneità sul territorio regionale alla Regione Emilia-Romagna.

Il progetto ha visto l’adesione di Anci Emilia-Romagna, del Servizio Centrale e della Prefettura di Bologna in qualità di coordinatrice delle Prefetture della regione. In seguito si è avuta anche l’adesione di Enti Locali e realtà del terzo settore, a partire dai titolari e gestori di progetti SPRAR in Emilia-Romagna e delle singole Prefetture.

Obiettivi del progetto sono stati l’acquisizione di conoscenze e di strumenti per l’elaborazione di possibili proposte di raccordo ed integrazione dei diversi sistema di accoglienza attualmente attivi, partendo da una accurata ricognizione dei diversi sistemi territoriali; l’elaborazione di un sistema di indicatori/elementi per individuare, nel variare delle specificità territoriali, punti di forza, criticità e trasferibilità di prassi innovativi in direzione di una azione di sistema “unificato”; il monitoraggio dello stato dell’arte regionale rispetto ai percorsi di accoglienza diffusa, con particolare attenzione ai minori stranieri non accompagnati, alle vittime o potenziali vittime di tratta e ai richiedenti asilo in condizioni di vulnerabilità.

Il progetto ha previsto, quindi, una mappatura delle diverse situazioni territoriali e delle differenti modalità attraverso cui i numerosi attori locali hanno organizzato la risposta all’emergenza e il suo raccordo con i progetti Sprar e i servizi territoriali, con particolare riferimento all’individuazione di punti di forza e di criticità; l’individuazione delle prassi, formalizzate e non, e delle modalità di coordinamento tra enti; l’individuazione di criteri, metodi, strumenti di monitoraggio e degli indicatori dei livelli di accoglienza in uso nei diversi territori; l’individuazione delle forme, dei luoghi e della composizione di eventuali forme di comunicazione, coordinamento e programmazione interistituzionale territoriale.