Ecco i risultati di Davines per la sostenibilità ambientale

Davide Bollati

Davines S.p.A., gruppo italiano con sede a Parma dedicato al settore della cosmetica professionale, pubblica il proprio Rapporto di Sostenibilità 2016. Il documento racconta tutte le azioni di sostenibilità e lo sforzo di analisi e miglioramento che l’azienda ha intrapreso per diventare una B Corp, modificando il proprio modello di business per essere una forza a impatto positivo sulle persone e sul pianeta.

Le iniziative descritte coprono quindi un ampio spettro di attività – di sostenibilità ambientale, sociale ed economica – e i risultati ottenuti a beneficio dei propri interlocutori: clienti, fornitori, collaboratori e comunità. Tutte queste attività testimoniano l’impegno di Davines di diffondere bellezza sostenibile, non solo attraverso i propri prodotti, ma anche pianificando le proprie strategie e il proprio business con questo obiettivo finale.

Davines pubblica il proprio Report di Sostenibilità 2016, un documento che prende avvio innanzitutto dall’impegno dell’azienda come B Corp di apportare soluzioni tangibili alle problematiche ambientali e sociali, rispettando al contempo i più elevati standard di performance, trasparenza e responsabilità. L’azienda, infatti, attenta a coniugare il successo di impresa con obiettivi e comportamenti sostenibili ed etici, ha deciso di rispondere attivamente alla chiamata alla collaborazione fra governi, imprese e persone contenuta nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Davines ha quindi deciso di riflettere nella propria strategia aziendale gli obiettivi individuati dall’ONU – ovvero i Sustainable Development Goals (SDG), che rappresentano aspirazioni e priorità di sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030 – sia attraverso azioni dirette, sia coinvolgendo i propri collaboratori, sia infine sensibilizzando clienti, fornitori e tutta la comunità. Nel report, quindi, per ogni area rendicontata viene graficamente espresso l’obiettivo SDG a cui si fa riferimento.

Questa missione e questi principi ispiratori si sono virtuosamente sommati ai principi dell’economia circolare, per pianificare e implementare un nuovo modello di sviluppo. Tale modello è stato realizzato attraverso le attività oggetto di analisi e valorizzazione al fine di raggiungere gli alti standard richiesti dalla certificazione B Corp. In modo particolare, il Report di Sostenibilità 2016 misura e racconta sia le attività che migliorano l’impatto ambientale dell’azienda e dei prodotti, sia quelle che creano un effetto positivo nei confronti dei collaboratori nel mondo e delle comunità di appartenenza di clienti, fornitori e consumatori.

L’azienda ha massimizzato il proprio impatto positivo, in particolar modo:
– Preservando e ottimizzando le risorse disponibili, per esempio, l’acqua impiegata per kg di prodotto è stata ridotta del 9,5%;
Minimizzando le emissioni (già il 100% dell’energia elettrica utilizzata nella sede di Parma proviene da fonti rinnovabili e anche sono acquistate per policy aziendale auto ad alimentazione ibrida, ibrida plug-in o elettrica, che sono aumentate del 66% nel corso del 2016);
– Aumentando la quota di rifiuti destinata al riciclo, che nel corso del 2016 è duplicata, raggiungendo il 60,4%, ovvero 307 tonnellate pari a due balene azzurre. Contemporaneamente, si è lavorato per ridurre i materiali riguardanti il packaging primario, secondario e terziario con una progressiva scelta a minor impatto ambientale ed un design dei prodotti più responsabile (l’85,3% del cartone impiegato è in materiale riciclato).
– Misurando in base al loro impatto ambientale e sociale i prodotti lungo il loro del ciclo di vita (SLCA, condotto sulla base dei 4 principi di sostenibilità definiti dalla network internazionale The natural Step), individuando così e implementando nel tempo azioni migliorative efficaci. Nel 2016 l’analisi è stata condotta su oltre il 51% dei prodotti a fatturato, quindi sulle referenze di prodotto strategicamente più importanti. Il coinvolgimento dei fornitori è stato fondamentale in questa analisi: vi hanno infatti partecipato il 60% di fornitori, rappresentando il 97% del valore degli acquisti totali annui. Quasi la metà di loro vanta inoltre performance ambientali e sociali “eccellenti” o “superiori alla media”. Questo rapporto con i fornitori permette infine a Davines di tracciare con precisione la provenienza delle materie prime: il 97% proviene da produttori a filiera controllata, mentre del 96% da zone geografiche note;
– Dedicando sempre maggiore attenzione alla ricerca e all’innovazione sostenibile nel creare i propri prodotti, sia haircare con il marchio Davines, sia skincare con il marchio [comfort zone]. Nel 2016 infatti il 61,8% degli ingredienti dei prodotti sono altamente biodegradabili (in base al metodo OECD 301, particolarmente restrittivo);
– Dedicando una speciale e costante attenzione al benessere dello staff aziendale, attivando progetti dedicati come il volontariato di impresa che permette a ciascun collaboratore a Parma di impiegare fino a 4 giorni all’anno in attività benefiche, a condizione che la stessa quantità di tempo libero sia dedicata alla medesima causa, moltiplicando quindi il valore dell’impegno personale per l’attività volontaristica di propria scelta.
– Attivando e sostenendo progetti che promuovono il messaggio di bellezza sostenibile, come la campagna globale I Sustain Beauty, un invito alla comunità internazionale di professionisti della bellezza nella creazione di progetti in ambito sociale, ambientale e artistico in grado di migliorare ed impattare positivamente sull’uomo e sul pianeta. L’azienda diventa collettore di questi progetti dando loro visibilità e promuovendone lo sviluppo dei migliori per ogni edizione.

L’impegno costante di Davines è dichiarato anche dagli sfidanti obiettivi che l’azienda si è posta per l’anno 2017, a testimonianza del medesimo modello di sviluppo teso a una “prospera longevità” costruita sull’attenzione e la cura per la qualità, le competenze, l’affidabilità, l’autenticità e l’efficacia.

In un’ottica di condivisione e trasparenza nei confronti dei propri stakeholder, Davide Bollati, Presidente dell’azienda, e Paolo Braguzzi, Amministratore Delegato e Direttore Generale, presentano il rapporto di sostenibilità ogni anno nel corso di un incontro, per commentare i risultati, condividere i progetti per il futuro e raccontare le strategie di sviluppo.
Quest’anno “Davines Incontra”, così è chiamata l’occasione annuale, si terrà il giorno 14 luglio alle ore 10.30 presso Rosa dell’Angelo a Rivalta (PR).

Il Gruppo Davines: Fondato nel 1983, Davines è oggi una realtà internazionale distribuita in 94 paesi dedicata al mercato professionale dell’haircare, con il marchio Davines, e dello skincare con il marchio Comfort Zone. Presidente del gruppo è Davide Bollati, mentre Paolo Braguzzi ne è Amministratore Delegato e Direttore Generale. Oltre all’headquarter di Parma, Davines annovera filiali a Londra, Parigi, New York, Città del Messico, Deventer – in Olanda – e ha recentemente aperto una nuova sede a Hong Kong.

Entrambi i brand sono specializzati nella creazione di prodotti di qualità elaborati con spirito artigianale e sviluppati scientificamente attraverso le tecnologie cosmetiche più avanzate. L’impulso internazionale, l’eccellenza del Made in Italy, l’attenzione all’ambiente e all’uomo sono tra i valori cardine del suo percorso volto a creare un modello di impresa orientato ad una prospera longevità.