La nuova legge urbanistica regionale incrina la maggioranza

Passa con il sì di Partito democratico, l’astensione di Forza Italia, il no di Lega Nord, Movimento 5 stelle, Sinistra Italiana, Misto-Mdp e Altra Emilia-Romagna la nuova disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio che andrà a sostituire la legge regionale 20/2000.

“Una legge fatta di contraddizioni dove si può dire addio alla pianificazione” ha commentato Giulia Gibertoni del Movimento 5 stelle. “Il nostro voto di astensione non nasconde la spaccatura avvenuta in seno alla maggioranza” è invece il commento di Galeazzo Bignami di Forza Italia. E Igor Taruffi di Sinistra Italiana pur riconoscendo che “eravamo vicini a un punto di equilibrio, ovvero l’astensione” esprime dispiacere per le distanze emerse col Pd. “Saremo qui anche fra qualche mese, quando discuteremo le conseguenze di questa legge” commenta. Silvia Prodi (Misto-Mdp) motiva il suo voto contrario dovuto a una valutazione tecnica della legge, mentre più netta è la posizione di Pier Giovanni Alleva (AltraER) che non riconosce “alcun punto di incontro con Giunta e Pd”.

In Aula sono stati votati 48 emendamenti: accolti 21 del Pd, 2 firmati da Rainieri (Ln) per riconoscere gli alloggi di edilizia residenziale sociale come opere pubbliche con finalità sociale, uno di Galeazzo Bignami (Fi), quattro della Giunta. Accolto anche l’ordine del giorno di Tommaso Foti (Fdi) per istituire un’apposita unità tecnica di missione con compito di supporto agli enti locali per l’applicazione della nuova legge e quello del Pd per costituire “una base conoscitiva condivisa con gli enti locali e divulgare le buone pratiche amministrative e di governo del territorio”. Respinti invece i quattro ordini del giorno di M5s: il primo per il non passaggio all’esame dell’articolato data l’assenza di modifiche rilevanti dopo la mobilitazione dei cittadini; il secondo che imponeva il divieto assoluto di realizzare una nuova Apea (area ecologicamente attrezzata) in presenza di abitazioni; il terzo contro gli oneri di urbanizzazione che i Comuni possono destinare agli enti della chiesa cattolica; il quarto che chiedeva una rielaborazione della legge regionale 20/2000. Lo scontro tra Pd e Si, Misto-Mdp e AltraER si è giocato invece sull’articolo 5, che regola il limite del consumo di suolo.

Ha spiegato Igor Taruffi in Aula: “Chiediamo che la quota di insediamenti in espansione realizzata nel periodo transitorio, ovvero a 18 mesi dall’entrata in vigore della legge, non sia superiore alla media del consumo di suolo rilevato negli ultimi dieci anni nella regione e, in caso contrario, domandiamo di applicare correttivi in ordine alla compatibilità”. “Vogliamo evitare che la legge si contraddica” aggiunge Pier Giovanni Alleva, ma l’emendamento è respinto. Respinti anche tutti gli altri 7 emendamenti proposti da Si, Misto-Mdp e Altra Er. No alla richiesta di Silvia Prodi (con Si e AltraER) di intervenire per “rendere più chiari gli accordi operativi” e alle sue proposte in ambito di pianificazione. “Per noi si tratta di modifiche irrinunciabili,” ha commentato Taruffi, “inevitabile la divaricazione su questi temi”. Respinta anche la proposta di un nuovo articolo sulla disciplina urbanistica dei servizi religiosi presentata da Forza Italia, finalizzato a una regolamentazione più puntuale dei luoghi di culto, mentre è stato accolto accolto l’emendamento dei forzisti sull’introduzione nel regolamento edilizio del riferimento agli usi temporanei.

Ufficio Stampa Regione Emilia Romagna

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