Protocollo welfare Parma 2020, le critiche della Cgil: “Una pericolosa fuga in avanti”

Il protocollo relativo al progetto “Welfare Parma 2020”, sottoscritto questa mattina in materia di welfare generativo, rappresenta a nostro avviso un fatto nuovo e grave per questo territorio.

Anche senza entrare nel merito dei contenuti del progetto (che comunque contiene diversi aspetti irricevibili) stupisce e inquieta che, per la prima volta nella storia del welfare locale, argomenti di pertinenza della contrattazione sociale territoriale e del confronto fra Comune, Aziende sanitarie e organizzazioni sindacali vengano demandati alla regia di una fondazione bancaria, che detta tempi e modi del confronto, escludendo chi non sta al metodo del protocollo (nel caso di specie, il sindacato più rappresentativo di Parma e provincia).

Se queste sono le premesse, non può stupire che gli accordi sociali si sottoscrivano nella sede di una fondazione bancaria e che le parti sociali cessino di essere tali per diventare “partners” (così si legge).

Questo protocollo non solo non si inserisce nel solco del Piano sociale sanitario regionale 2017-2019 (come si vorrebbe sostenere in premessa), ma anzi in parte sconfessa i principi contenuti nel Piano. E soprattutto contraddice apertamente quanto sancito nel protocollo sottoscritto soltanto un mese fa in sede di Conferenza territoriale sociale e sanitaria, dove si individua la Conferenza stessa (presieduta dal Sindaco di Parma) come la sede del confronto per la costruzione del welfare locale.

Ci auguriamo che si volti rapidamente pagina e che le istituzioni e aziende pubbliche firmatarie tornino allo spirito della Conferenza, e che la firma di questa mattina non sia invece il punto d’inizio di una nuova e pericolosa era per Parma, quella di un welfare locale “a guida finanziaria”.

Ufficio Stampa Cgil Parma