Libertàeguale: “Pizzarotti ritiri la cittadinanza onoraria di Parma a Aung San Suu Kyi”

Alcuni mesi fa l’Associazione Libertàeguale di Parma, aveva chiesto al Sindaco Pizzarotti di acquisire informazioni ufficiali, tramite il nostro ministero degli esteri, circa la situazione della minoranza Rohingya, vittima di persecuzioni – pulizia etnica – da parte dei militari del regime del Myanmar e di informare il Consiglio Comunale di Parma.

Le notizie di alcune agenzie di stampa internazionali ci hanno raccontato di incursione dei militari nei villaggi in mezzo alla foresta che con mitragliatrici in pugno sparavano su donne, vecchi e bambini in fuga nella giungla con decine di migliaia di assassinati e centinaia di migliaia di persone in fuga che hanno trovato rifugio in Bangladesh. Le condizioni di vita di questi disperati sono al limite della sopravvivenza. Papa Francesco nel dicembre scorso è accorso per incontrare prima i militari dell’esercito birmano, poi il Segretario di Stato Suu Kyi.

Al Papa fu raccomandato di non pronunciare mai il nome dei Rohingya negli incontri ufficiali e privati con le autorità civili, militari e religiose. Pressione grave e al limite della intimidazione per mettere il bavaglio al Pontefice il quale, come si è spostato nel vicino Bangladesh, ha ricevuto una piccola rappresentanza della popolazione perseguitata dai militari birmani chiedendo loro perdono per il silenzio della comunità internazionale, inerme di fronte a questa tragedia che colpisce donne, bambini e vecchi. Il Papa ha anche confessato di avere pianto.

In verità l’indignazione della comunità internazionale nei confronti del silenzio di Aung San Suu Kyi cresce sempre più. Bono, Bob Geldof, diverse istituzioni britanniche hanno preso le distanze da Aung San Suu Kyi, il Comune di Oxford, per la prima volta nella sua storia, ha tolto alla leader birmana il “Premio della Libertà” e il college di St Hugh ha rimosso il suo ritratto dalla sala principale.

I premi Nobel Mohamed Junus, Desmond Tutu, Malala e Dalai Lama, sono pubblicamente intervenuti per chiedere alla leader birmana di denunciare e condannare le stragi in corso verso una popolazione che ha tutti i diritti di essere accettata e riconosciuta nel complesso mosaico dei popoli di Birmania.

In queste ore, arriva la notizia più importante: i responsabili del Memoriale dell’Olocausto di Washington hanno deciso di ritirare il “Premio Elie Wiesel” a Aung San Suu Kyi, conferitogli nel 2012, perchè “aveva incarnato i principi che noi desideriamo ispirare ai leader e nei cittadini comuni: affrontare l’odio, prevenire i genocidi, promuovere la dignità umana”.

I Rohingya non sono stati difesi apertamente e le persecuzioni sono continuate e quindi sono venute meno le motivazioni del Premio Wiesel.

Ora chiediamo al Sindaco di Parma Pizzarotti di intervenire direttamente su Aung San Suu Kyi , cittadina onoraria di Parma, per chiedergli di levare la ferma protesta contro i massacri dei Rohingya ad opera dei militari birmani per farli cessare immediatamente e per assicurare pace e diritti a quel popolo.

Se non dovesse arrivare nessuna risposta esaustiva, la cittadinanza onoraria dovrebbe essere revocata. Parma, per la sua storia di lotte per la libertà e la democrazia, troverebbe imbarazzante annoverare tra i suoi cittadini illustri, chi di fronte alla tragedia di un popolo se ne sta in silenzio o peggio ancora si rende complice.

Massimo Pinardi
Presidente Libertàeguale Parma