W il Governo del Cambiamento

Quello giallo-verde del Cambiamento doveva essere il Governo “spauracchio”, temuto, osteggiato da tutti, un incubo per il Paese.

Invece piace a tutti.

Piace ai mercati finanziari che si sono placati con l’insediamento del premier Conte e dei vicepremier Di Maio e Salvini, piace agli imprenditori che beneficeranno della flat tax che porterà un taglio delle tasse come mai nel passato, piace a chi non ha un lavoro perchè gli sarà dato un assegno mensile di 780 euro al mese come reddito di cittadinanza, piace agli artigiani che non avranno più gli studi di settore, piace ai pensionati che si vedranno alzati le pensioni minime, piace alle vittime della legge Fornero che sarà abrogata, piace ai precari ai quali sarà ripristinato l’articolo 18, piace agli imprenditori e al micro-credito che avranno una banca pubblica che finanzierà quei progetti ai quali gli istituti privati non hanno dato fiducia.

Piace all’imprenditoria produttiva del nord che vota Lega e al disoccupato del sud che ha affidato la sua sopravvivenza al M5S.

Piace ai legalitari perchè gli onesti sono arrivati al potere e la corruzione sarà debellata ma anche agli evasori fiscali che finalmente avranno la tanto agognata “pace fiscale”.

Piace ai tutti i parlamentari che sono appena stati eletti e non volevano tornare a votare, in particolare a quelli del Pd che sarebbero stati spazzati via dalle urne. Piace ai grillini che hanno coronato il sogno di “aprire l’Italia come una scatola di tonno”, ai leghisti perchè Salvini fermerà l’invasione dei migranti e ne espellerà 100.000 all’anno, ai securitari perchè potranno sparare in casa loro e perchè più risorse saranno destinate alle forze dell’ordine e alla costruzione di nuove carceri. Piace alla destra di Fratelli d’Italia che ha mezzo piedi nella maggioranza, piace alla sinistra antimperialista perchè il nuovo alleato sarà Putin, piace agli antiberlusconiani che godono come ricci vedendo Silvio fuori dal Governo ma anche ai berlusconiani che sanno che i loro voti saranno decisivi in più di un’occasione e che il loro prezzo sarà molto alto. Piace a Renzi perchè adesso ha il tempo per costruire il suo partito ma anche a Bersani e D’Alema che potranno ricucire col Pd e ricompattare la sinistra.

Piace agli anti-europeisti perchè da domani si batteranno i pugni sui tavoli di Bruxelles fino a sfondarli, ma anche agli europeisti che si sentono rassicurati dopo il braccio di ferro che ha visto Savona cacciato dal Ministero dell’economia e delle finanze e le dichiarazioni che l’Italia non vuole uscire dall’Euro.

Ha tirato un sospiro di sollievo Mattarella che non ne poteva più e si era messo in una posizione scomodissima.

Piacerà meno agli ex parlamentari che perderanno i vitalizi, agli scafisti, a Soros, a qualche imprecisata multinazionale o lobby bancaria… poco male, anzi, tanto meglio.

Se gli impegni del contratto di Governo saranno rispettati De Gasperi sarà un fesso al cospetto di Di Maio e Salvini e la nuova coalizione giallo-verde vincerà le elezioni per vent’anni. E’ giusto così, visto che avrà accontentato tutti e dimostrato che quelli che c’erano prima erano dei minimalisti, dei ragionieri asserviti a Bruxelles, degli incapaci totali, quando non dei ladri corrotti e dei nemici degli italiani.

Viceversa, se gli impegni del contratto non saranno rispettati, o lo saranno solo in minima parte, per i due supereroi del Popolo Di Maio e Salvini inizieranno i problemi se non un rapido declino, quantomeno del M5S, mentre per il centrosinistra si riaccenderà una speranza di vita che oggi, per la reputazione che si è così profondamente radicata tra gli elettori, sembra bruciata in modo irreversibile.

Il “Governo del Cambiamento” piace a tutti, senza aver fatto ancora nulla. Del resto, si sa, l’attesa del piacere è essa stessa piacere.

Andrea Marsiletti