INTERVISTA – Sihem, presidente delle donne tunisine di Parma: “Mi piace Salvini perchè è forte e non ha paura di nessuno”

nella foto a sinistra: Sihem Abdelafou Zaiter, insieme a Matteo Salvini e all'on. Laura Cavandoli

Il tema dell’immigrazione si presta a essere letto da vari punti di vista. Oggi conosciamo quello di Sihem Abdelafou Zaiter, presidente dell’Associazione delle giovani donne tunisine che opera da diversi anni a Parma.

Sihem, cosa fa la tua Associazione?

La finalità principale è quella di essere vicina alla comunità tunisina, aiutare la sua integrazione nel contesto di Parma, curare il rapporto con il consolato, dare un contributo positivo sia al Paese che ci ospita che a quello d’origine. Lo facciamo promuovendo cultura (abbiamo aperto una scuola di arabo in via Montanara), fornendo informazioni sulle nuove leggi in Italia e in Tunisia e tramite tante altre attività. La nostra associazione è riconosciuta dal Governo tunisino.

Com’è vista l’Italia in Tunisia?

Da noi l’Italia è chiamata “la madre”, ce l’abbiamo nel cuore. Siamo due Paesi vicinissimi, basti pensare che le luci della Tunisia si vedono dalla Sicilia. Purtroppo c’è scarsa informazione, e spesso in Tunisia si pensa che qui si trovino i soldi per strada e sia un Paradiso. Ma così non è. Mi dispiace tantissimo per la morte in mare di 120 tunisini che avevano in testa un’idea sbagliata dell’Italia. Gli errori della politica li pagano loro.

L’Italia è un Paese razzista?

Assolutamente no. La maggioranza di noi qui si trova bene.

Sei impegnata in politica, nella Lega di Salvini. Come ti è venuta questa passione, in particolare per Salvini?

Ho scelto di impegnarmi in politica con Salvini perchè mi riconosco nelle sue idee.

Che però non sono tenere con l’immigrazione?

Certamente Salvini critica l’immigrazione, ma lo fa per migliorare la situazione. Sono nella Lega per dare l’immagine di un’immigrazione attiva nei territori e per il bene comune. Mi sono rifiutata di farmi usare da certi politici posando nelle loro foto e ripetendo gli slogan “dobbiamo aiutare gli immigrai” oppure “gli immigrati hanno bisogno”.

Come ti hanno accolto nel partito di Salvini?

Bene. Entrando nella Lega nessuno mi ha chiesto di rinunciare alla mia religione musulmana e alla mia cultura. Sono in contatto, in particolare, con l’onorevole Laura Cavandoli e la senatrice Gabriella Saponara che, sebbene siano diventate due parlamentari, continuano a rispondermi quando le chiamo al telefono, mi danno consigli e sono sempre gentili con me.

Cosa ti piace di Salvini?

L’Italia ha bisogno di uno come Salvini perchè è forte e non ha paura di nessuno. Ci vogliono persone che non dicano solo delle parole ma facciano dei fatti… e mettano in riga la gente. Sulla questione della sicurezza sono con lui. Se parliamo di Parma, la città è molto diversa da quella di primi anni 2000. Oggi di sera non è più possibile passare da via Trento e da via San Leonardo. In via Reggio vedo dei minorenni per strada. Io sono per la legalità e per il rispetto degli altri e delle leggi. Quindi chi sbaglia deve pagare! Non è ammissibile che uno spacci e poi se ne vada in vacanza tre o quattro giorni in albergo, per tornare fuori e ricomincia a spacciare. In questo modo si rovinano i giovani, tanto quelli italiani che quelli stranieri.

Sei favorevole alla chiusura delle frontiere?

Sì, per il bene dell’immigrazione. Bisogna creare un buon rapporto tra i Governi tunisino e italiano e uno scambio culturale, commerciale e universitario tra i due Paesi, che preveda il trasferimento, in entrambe le direzioni, di manodopera regolare all’interno dei decreti flussi, che viva nella legalità.

Ma se uno straniero è regolare non vedo perchè non abbia diritto ai lavori pubblici. Perchè in Italia non possiamo vedere un carabiniere straniero?

Andrea Marsiletti