Polizze di assicurazione vita, occhi aperti!

A proposito di polizze di assicurazione sulla vita si pone l’attenzione sulla tipologia di polizze vita che non rientrano nella tradizionale tipologia in quanto sono polizze di assicurazione di tipo finanziario.

Nell’ambito dell’attività di consulenza prestata per la Federconsumatori di Parma mi sono stati sottoposti più casi di assicurazione stipulata sotto forma di polizza vita , tramite un consulente appoggiato ad una società di intermediazione , il cui riscatto di è rivelato particolarmente difficoltoso in quanto le polizze denominate “La signature Bond Plus” hanno la natura di prodotto finanziario.

Frequentemente, al momento della relativa stipula il contraente non ha la possibilità di rendersi esattamente conto dell’effettiva natura e dell’alto rischio del prodotto che sta sottoscrivendo perché, per lo più, non viene adeguatamente messa in evidenza la complessità dell’operazione ed il relativo sostanziale collegamento con l’investimento sottostante.

Inoltre si è riscontrato che in tutti i casi le polizze di questo tipo, stipulate con compagnia con sede in Irlanda , non hanno mai consentito il recupero del capitale “investito” sotto forma di premio per l’impossibilità concreta di ottenerne il pagamento, che viene sempre condizionato e subordinato alla liquidazione della società estere che ne gestiscono i fondi.

La sottoscrizione di queste polizze comporta sempre l’assunzione di un rischio di natura finanziaria, in quanto le prestazioni della polizza dipendono dalle performance dei Fondi per cui, al momento della richiesta di rimborso alla scadenza stabilita, l’assicurato si trova l’amara scoperta di non poter riscattare in concreto il capitale versato.

Per le polizze di assicurazione sulla vita unit-linked collegate a linee di investimento di fondi, la cui gestione è affidata a società esterne alla Compagnia di assicurazione, la struttura sottostante in cui sono investiti i “Fondi” viene solitamente messa in liquidazione e non vi è alcuna possibilità di recupero economico finchè non viene esaurito il relativo procedimento di liquidazione.

Tali prodotti finanziari assicurativi esigono pertanto, data la loro natura assolutamente rischiosa, un’appropriata consulenza finanziaria al momento della sottoscrizione , consulenza che di norma non viene esaurientemente prestata in quanto il prodotto viene proposto da un gestore che fa capo ad una società di intermediazione assicurativa, la quale agisce in nome di una compagnia di assicurazione estera di cui non si ha un’esauriente informativa.

Quest’ultima, inoltre, affidando la gestione dei fondi a società esterne alla stessa, che investono sul mercato internazionale e che sono di solito poste in liquidazione, non si ha mai certezza circa le reali prospettive di recupero del premio pagato in quanto la compagnia di assicurazione è molto vaga al riguardo, trincerandosi dietro le comunicazioni di queste società, che saranno in grado di rimborsare qualcosa solo alla conclusione della liquidazione degli attivi sottostanti.

Si è riscontrato che non c’è mai la disponibilità per il rimborso e la compagnia si riserva di tenere monitorata la posizione degli investimenti dichiarando che, solo qualora venissero realizzati dei proventi, provvederanno al relativo riconoscimento ma in concreto, nonostante siano trascorsi ormai alcuni anni dalla prima richiesta, non è mai pervenuto alcun rimborso.

In sostanza le prestazioni della polizza di questo tipo sono correlate ai fondi di investimento che non hanno un valore realizzabile ed è molto chiaro, quindi, che ci troviamo di fronte ad una strategia di investimento poco limpida e soprattutto inaffidabile, pertanto occorre valutare attentamente di non incorrere in questo tipo di polizza che non consente il recupero del capitale investito che, oltretutto, di solito deve essere di importo non inferiore ad € 25.000,00.

Avv. Eletta Tucci, Consulente legale di Federconsumatori Parma