L’uovo, il Pd e Wile il Coyote (di Andrea Marsiletti)

Quell’uovo lanciato contro l’atleta di colore Daisy Osakue era la prova del nove: Salvini è razzista, inietta razzismo nella società, ha inquinato le falde della democrazia.

Quella benda bianca all’occhio della ragazza inchiodava il Capitano leghista davanti alle sue responsabilità di seminatore d’odio.

La misura è colma.

Il Pd, Leu e affini hanno subito intuito che quell’uovo gli offriva l’occasione irripetibile per riscoprire il profumo della mobilitazione e delle bandiere, per tornare tra la gente, nelle piazze, “perchè chi rimane indifferente è complice”.

Anche a Parma si sono mobilitati per organizzare un presidio in Piazzale Picelli, luogo scelto per la sua forte valenza storica perchè qui in Oltretorrente le Barricate respinsero i fascisti di Balbo. Oggi come allora, contro il fascismo, contro il razzismo di Salvini e Mussolini.

Ma quando si muove il Pd, e in particolare quello di Parma, bisogna andarci sempre con i piedi di piombo, perchè la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo… e ti mette pure nel mirino. E loro sotto tiro ci sono finiti da tempo. A dispetto della legge dei grandi numeri, riescono sempre a farsi trovare nel posto sbagliato nel momento sbagliato, come Wile il Coyote che le inventa tutte per catturare Beep Beep ma ogni volta gli cade un macigno in testa o precipita nel canyon. Sono così sfortunati che se comprassero un cimitero, la gente smetterebbe di morire.

E così, proprio mentre sfilavano dietro lo striscione “Basta razzismo”, i Carabinieri diramavano la notizia che a lanciare l’uovo contro la ragazza di colore sono stati tre ragazzi italiani che avevano usato la macchina del padre di uno di loro, un consigliere comunale del Pd di Vinovo (leggi)!

Sì, da non credere, uno del Pd!

Sembra di vivere in una scena di un film, di Fantozzi.

Loro stavano aspettando Salvini lungo la riva del fiume, e lui è passato. In gondola. Con ancora più consensi di prima.

Queste mazzate tremende sono l’inevitabile conseguenza dell’assenza o della schizofrenia della loro politica sull’immigrazione, che gli fa prendere la più matura, prima le Ong, poi Saviano, poi le magliette rosse, poi gli indignati dell’uovo… e pensare che quando erano al Governo, il loro ministro Minniti pagò le milizie libiche per fermare l’immigrazione alla fonte, con i modi dei soldati africani, costi quel che costi. Anche i militari libici indossano la maglietta rossa, perchè sporca di sangue.

Mi chiedo cosa ancora debba succedere perchè il Pd ponga fine alla sua agonia, venga chiuso e si possa aprire una fase nuova per la sinistra italiana.

Ma probabilmente ciò non accadrà. Se esiste la reincarnazione, con la sfiga che si ritrovano, torneranno in questo mondo reincarnati in se stessi.

Andrea Marsiletti