A presto Dott.ssa Russo! (di Andrea Marsiletti)

In questi giorni il plenum del CSM ha nominato il pubblico ministero Lucia Russo procuratore aggiunto di Bologna.

Nel congratularmi per la promozione, non posso non esprimere il mio rammarico perchè la Procura di Parma, e più in generale la nostra città, perde una così stimata e competente professionalità.

Come tutti ricordano, la Russo è stata protagonista del caso Parmalat e poi di numerose inchieste soprattutto sul tema della violenza sulle donne. A seguito del pensionamento del dott. Rustico, ha svolto per un anno il ruolo di Procuratore Capo della Procura pro tempore.

A Parma la Russo ha saputo farsi apprezzare, tanto come magistrato quanto come persona. Nonostante le condanne ricevute, alcuni suoi imputati mi hanno confessato di essersi trovati davanti una persona “umana”, attenta, rispettosa… ma, ahiloro, rigorosa. Anche tra i funzionari della Procura e tra le forze dell’ordine è sempre stata molto alta la considerazione nei suoi confronti.

Opinione che confermo, per il giudizio che ho maturato nelle occasioni in cui ho avuto la possibilità di parlarle, avendola conosciuta due anni fa. Poche occasioni, purtroppo… ma anche per fortuna, visto che non mi sono mai dovuto imbattere in lei in un’aula del Tribunale.

Mi è stata simpatica, a pelle, mi sono subito “innamorato”. Sicuramente avrà influito il fascino della toga, ma ancor di più i suoi modi, umiltà, intelligenza, cultura non solo giuridica.

Non abbiamo mai parlato di questioni di Parma. La sua riservatezza professionale è nota a tutti. Era però curiosissima di conoscere la mia esperienza in Corea del Nord… figuriamoci, uno come me non aspetta altro, è come quando un toro vede il rosso, le avrei raccontato tutto per ore! Mi sono pure avventurato in discussioni legislative…. mi guardava un po’ allucinata quando le esponevo le tesi della giurisprudenza stalinista sintetizzata nel motto “quando si tagliano le teste, non si bada ai capelli”. In effetti la perplessità era la reazione minima che potesse avere. Mi è andata bene che non mi abbia arrestato su due piedi!

E a lei che ho portato una delle prime copie del mio libro “Se Mira, se Kim”, chiedendole però, preventivamente, la garanzia di un corridoio protetto che mi assicurasse, quantomeno nel breve periodo di presenza nello stabile della Procura, l’immunità dal reato di diffusione di letteratura rivoluzionaria.

Scherzi a parte, la speranza è che la partenza della Russo sia solo temporanea e che, prima di concludere la sua carriera, possa tornare nella nostra città. Col ruolo apicale, che merita.

A presto Dottoressa Russo!

Andrea Marsiletti