Pezzuto (Parma Unita): “No alla fusione delle Fiere di Parma con Bologna e Rimini”

Recentemente si è discusso del ruolo dei privati in relazione alla gestione di Parma 2020, un tema certo importante e meritevole di approfondimento.

Per mia formazione personale sono abituato a non gridare allo scandalo quando il privato subentra alla gestione pubblica di progetti o servizi: appartengo alla schiera di chi ritiene che quando ruoli e intenti sono chiari e alla luce del sole, pubblico e privato possono trarre vantaggio l’uno dalla presenza dell’altro.

In questi casi per me il soggetto pubblico ha due compiti essenziali da svolgere: vigilare attentamente sull’operato dei privati e non intralciare la loro iniziativa, se migliore di quella privata.

Ecco, io non so cosa sarà di Parma 2020, ma ho in mente un paio di casi in cui il Comune di Parma non mi pare abbia adempiuto egregiamente a questi compiti. Nel primo caso penso ad esempio all’Aeroporto, realtà rispetto alla quale non posso dire che le informazioni circolino in modo puntuale ed esaustivo.

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Per quanto riguarda poi il tema del non intralciare o ingerire nella gestione dei soci privati il caso più eclatante è quello delle Fiere di Parma.

Questa società da oltre un anno vive sotto la spada di Damocle di una “minaccia” di fusione con le altre fiere emiliano romagnole, Bologna e Rimini. Una fusione che ritengo personalmente non auspicabile e credo che nessuno in città auspichi. Le Fiere di Parma godono infatti di ottima salute, hanno diversi brand che funzionano e non si capisce bene quale sarebbe il ritorno nell’agganciarsi a strutture che invece possono vantare in primo luogo la consistenza dei propri debiti e gestioni molto più ingessate della nostra.

Negli anni le politiche perseguite sono state all’insegna delle collaborazioni “leggere” su singoli eventi o marchi. Penso ad esempio a quella con Fiera di Colonia o quella con Fiere di Verona, che ha permesso o permetteranno (nel caso di Verona) operazioni vantaggiose per entrambe le società senza doversi sobbarcare unioni complicate, con soci più forti e invadenti.

In questo caso non solo il sindaco Pizzarotti sta evidentemente giocando una partita regionale sulla pelle di una società sana e fiore all’occhiello del nostro sistema produttivo, ma, non bastasse, ci aggiunge il “carico”, come nel caso dell’escussione di una fideiussione della società Fiere per un contenzioso causato da ritardi accumulati dal Comune stesso sulla realizzazione di nuovi parcheggi.

Ecco, questo mi pare il caso emblema di un rapporto malsano in cui la parte pubblica, al contrario di quanto paventato per Parma 2020, minaccia di essere un freno se non peggio.

Le Fiere di Parma hanno bisogno di opere pubbliche, di una viabilità che non “vada in tilt” ad ogni appuntamento, di maggiori parcheggi, di riprendere il discorso “interconnessione ferroviaria con l’alta velocità”, di stringere alleanze strategiche e possibilmente variegate, non certo di un socio – il Comune di Parma – che sia pronto a barattarle per far cassa o, peggio, per sedersi a qualche tavolo che possa supportare le ambizioni politiche del Sindaco.

Fabrizio Pezzuto
Parma Unita- Centristi