Contro le mafie “E’ il noi che vince”

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30/11/2010
h.20.00

“La cosa pubblica è noi stessi…il nostro interesse e la cosa pubblica coincidono”. Sono passi della lettera di Giacomo Ulivi agli amici, scritta nel ’44 poco prima di essere fucilato dai fascisti in piazza Grande, a Modena. Il presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli legge alcuni brani a Don Luigi Ciotti e a Roberto Montà vicepresidente di “Avviso pubblico”, la rete degli enti locali per la formazione civile contro le mafie alla quale la Provincia di Parma oggi ha aderito sulla base di un atto deliberativo unanime del Consiglio provinciale.
“Un atto simbolico non formale ma che pone un punto di vista sul mondo in cui la dignità della persona sta al primo posto”, ha detto l’assessore provinciale alle Politiche sociali Marcella Saccani aprendo l’incontro con i rappresentanti delle istituzioni e le tante autorità locali e delle Forze dell’Ordine intervenute oggi all’incontro promosso per l’ingresso dell’Ente in “Avviso pubblico”.
“E’ il frutto di dell’esperienza maturata negli ultimi anni – ha spiegato Bernazzoli – partendo dai diritti delle persone abbiamo sviluppato molte iniziative per promuovere la cultura della legalità. Il tema delle infiltrazioni mafiose è un tema che abbiamo anche qui, va inquadrato nella giusta dimensione e va contrastato, e ognuno deve fare la propria parte, assumersi la propria responsabilità. Noi vogliamo giocare la partita scegliendo con determinazione da parte stare”
“Abbiamo bisogno di amministratori che condividano un impegno e scelgano di fare proprie le migliori buone pratiche contro la criminalità” – ha sottolineato Roberto Montà illustrando l’attività svolta da Avviso pubblico verso l’educazione alla legalità attraverso progetti per attività di formazione nelle scuole o di sostegno alle politiche giovanili. Nata nel 1996 l’associazione è di fatto una costola di Libera, fondata e presieduta da Don Luigi Ciotti. Intenso e concreto come sempre il suo intervento, un forte richiamo a riappropriarsi insieme della legalità.
“ C’è impoverimento etico e sociale, e c’è impoverimento culturale. Siamo chiamati tutti a trasformare la paura, la fatica e lo smarrimento in speranza – ha detto Don Ciotti – la legalità è innanzitutto responsabilità e corresponsabilità e non la si può chiedere solo agli altri ma anche a se stessi. Non c’è legalità senza uguaglianza, che vuol dire i diritti delle persone, il lavoro, le politiche sociali, il sostegno alla famiglia, questo grande protagonismo che i ragazzi chiedono nella scuola, la grande sfida culturale ed educativa”.
Ancora: “Il miglior testo alla lotta alle mafie è la Costituzione italiana, se uno la rilegge vi trova dentro trova tutte le dritte. La lotta alla criminalità e alla mafia comincia dal lavoro, dalla giustizia sociale non usciremo mai se non cambia un certo modo di fare la politica che deve creare quelle condizioni e se non cambiamo noi. La legalità è la saldatura tra responsabilità individuale e giustizia”.
E commentando l’adesione della Provincia di Parma: “Avviso pubblico è una stupenda realtà, sono 200 comuni in Italia che devono crescere insieme e costruire dei percorsi di trasparenza, una politica con la P maiuscola,veramente al servizio del bene comune”.
Don Ciotti ha anche consegnato al presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli la prima cartolina dell’imminente iniziativa promossa dalle due associazioni. “L’Italia non ha ratificato i trattati e le direttive comunitarie sulla lotta alla corruzione e per la confisca dei beni sottratti ai mafiosi. Ecco allora che partirà nella giornata mondiale contro la corruzione, una cartolina al Presidente della Repubblica, un invito dei cittadini di firmarla e inviarla per chiedere al Governo e al Parlamento di fare la propria parte. Quando la Corte dei Conti ti dice che il furto della corruzione è stimato in 60 miliardi di euro, 1000 euro per persona, vuol dire che c’è un problema che dobbiamo sentire dentro perché è denaro che potrebbe servire per le fasce più deboli, per il bene comune. E’ questa coscienza che deve allargarsi, il cambiamento ha bisogno di ciascuno di noi. E’ il noi che vince”: