“Sono fiero del lavoro svolto dai tutti i nostri ragazzi”

20/04/2011

Intervista al Direttore Tecnico della Rugby Parma, Daniele Tebaldi, per tracciare insieme il bilancio della stagione sportiva 2010/11.

Con la riunione del 5 agosto 2010 negli uffici societari di via Lago Verde si è dato avvio ufficialmente alla riorganizzazione della società Rugby Parma, in che modo?
La riunione ha sancito un nuovo consiglio direttivo con la nomina dello staff tecnico, composto dal direttore tecnico (il mio ruolo), dal direttore sportivo (Riccardo Piovan), dai consiglieri (Garavaldi e Balestrieri) ed infine dai vari allenatori. Quindi il presidente Bernardo Borri ha illustrato obiettivi e tappe di un percorso che punta alla qualità. Formare i giovani, puntare all’eccellenza, accrescere e potenziare il vivaio, preparare gli atleti all’alto livello, sono gli obiettivi della Rugby Parma; dare vita ad una vera e propria scuola di rugby con un occhio alle super squadre, punto di approdo per i ragazzi di qualità.

Quali sono queste tappe per ottenere la qualità?
In primis avere uno gruppo allenatori ben formato e preparato dal punto di vista tecnico e pedagogico nell’insegnamento ai ragazzi che vanno dall’under 6 all’under 18. Seguendo questa logica ho messo a punto uno staff tecnico e organizzativo di alta qualità che oggi si avvale dell’autorevole collaborazione di Jean Bidal, il tecnico d’Oltralpe responsabile delle Accademie francesi under 16, a cui è stato chiesto un contributo nell’organizzazione generale e nella formazione di allenatori e giocatori.

In che cosa consiste il lavoro di Jean Bidal?
Nella costruzione di un gioco condiviso con lezioni teoriche ed esercitazioni in campo. Un gioco “alla francese”, con solide basi tecniche, ordine e armonia di comportamento, ma anche fantasia e personalità, come nella tradizione della Rugby Parma.
Il progetto annuale prevede un incontro ogni mese, una tre giorni in cui applicare una metodologia di allenamento verificata scientificamente: un “intensive” su un obiettivo deciso in relazione alle esigenze delle singole squadre.
Se nel primo incontro a fine agosto si era lavorato con esercitazioni per affinare la capacità di uscire dal frontale, per la trasformazione diretta del gioco senza passare dai punti d’incontro, nelle sedute successive abbiamo lavorato sull’organizzazione difensiva, ottimizzazione e la qualità della distribuzione dei giocatori nello spazio e sui punti d’incontro.

Quale è l’iniziativa che la società sta portando avanti ed è da te particolarmente apprezzata?
Il “Progetto Scuola”, ossia la collaborazione che la Rugby Parma ha intrapreso con Marco Dieci, psicologo dello sport esperto delle problematiche dell’età evolutiva. Il suo lavoro all’interno della Società consiste nel monitorare i processi relazionali ed educativi relativi alle diverse fasce d’età. L’analisi dei bisogni e delle esigenze dei ragazzi e degli istruttori è il “core” della sua collaborazione. La promozione del divertimento e della diffusione delle regole di co-esistenza sono altrettanto importanti. Le figure con le quali si rapporta sono dunque i ragazzi, gli istruttori, le famiglie e la dirigenza.

Quale squadra ti ha dato più soddisfazione per i risultati raggiunti fino ad ora?
Sono fiero del lavoro svolto dai ragazzi di tutte le nostre squadre. Dimostrano chiaramente passione e attaccamento ai colori giallo-blu. Il Mini Rugby è in assoluto numericamente la realtà più grande della regione. L’under 16 si sta preparando alle fasi finali di categoria a coronamento di un ottimo lavoro svolto dai ragazzi. L’under 18, che ho allenato, ha concluso il campionato d’elités di categoria al 4° posto, vincendo contro il Noceto e altre realtà di spicco nella palla ovale nazionale.
Infine, la squadra seniores della serie C, allenata dal giovane Berardo, sta affrontando le fasi finali per raggiungere l’agognata promozione in serie B.

Che aspettative hai per il prossimo anno?
Incrementare il numero di tesserati che attualmente sono circa 230. Continuare in un lavoro volto alla qualità e alla crescita dei giocatori e migliorare la preparazione degli allenatori. Dobbiamo infatti continuare a credere nel programma che mira a costruire un nuovo ciclo, con una prima squadra che militerà, spero già nel prossimo campionato, in serie B, e giocare a livelli sempre più alti, in un’ottica di stretto rapporto e di scambio con la franchigia degli Aironi (Celtic League) e dei Crociati (Eccellenza) a cui la Rugby Parma partecipa attivamente.

Tommaso Villani

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