"Non si può creare lavoro saccheggiando la natura"

Serioli (Reteambienteparma) interviene sulla centrale a biomasse di Neviano.

04/08/2012
h.10.30

E' solo una caldaia, ha detto Dall'Olio. Nient'altro che una grossa stufa che inquinerà molto meno di sette vecchie stufe di potenza equivalente.
Ma il capogruppo Pd dovrebbe sapere che la grande maggioranza della gente si è già dotata di moderne stufe a pellet o miste legna-pellet. Stufe automatizzate che hanno emissioni dieci volte inferiori della centrale a cippatio che verrà costruita.
Un articolo sul "Sole 24 ore", infatti, conferma il boom di vendita di stufe a pellet nel nostro paese nel 2011: 200.000 unità. Perchè, abbiamo chiesto al sindaco Garbasi, non incentivare la sostituzione completa delle vecchie stufe, invece di impegnare mezzo milione di euro tra centrale e teleriscaldamento?
Perchè, hanno chiesto altri, non impiegare quei finanziamenti europei per il risparmio energetico, a partire dagli edifici pubblici ? Non sarebbe meglio pensare prima a come ridurre i consumi? Chiedevano altri ancora.
Nessuna risposta.
Il perchè ci è chiaro, la decisione viene dall'alto. Regione e Provincia hanno deliberato di spingere queste centrali, finanziandole.
Dall'Olio ha fatto notare l'esiguità dei consumi delle centrali: solo 4.000 tonnellate di cippato, tra quelle già funzionanti e quelle in cantiere rispetto alla quantità di legna tagliata nel 2009, 150.000 tonnellate. Ha anche dichiarato, però che c'è il progetto di arrivare a 24 centrali.
Ma allora quelle tonnellate cresceranno. Cresceranno molto di più se tutte, poi, seguiranno l'esempio di Monchio che vuole fare anche cogenerazione, cioè produrre energia elettrica.
Il rendimento di una centrale a cippato per produrre elettricità è molto basso, tra il 12 a il 15%, per cui quelle tonnellate di cippato delle 24 centrali dovranno essere moltiplicate per 6, che vuol dire arrivare a 70-80.000 tonnellate.
Infatti, una volta che queste centrali saranno impiantate, questi amministratori si chiederanno perchè non sfruttarle a pieno. Siamo convinti che avverrà questo. E non perchè perchè a pensar male ci si azzecca, ma perchè era il progetto Bresso e del Pd per il Piemonte ed oggi è il progetto del governo Monti.
In assemblea i tecnici chiamati dal comune, tra cui l'ingegner Francescato direttore nazionale di AIEL (azienda italiana energia dal legno), hanno subissato la platea per due ore con relazioni e slides su come siano efficienti e non iquinanti le caldaie che le loro aziende costruiscono ed impiantano.
E' roba loro, devono venderla, non potevano dire che quello! Insomma, per loro c'è da star tranquilli. Ma sulle polveri hanno dovuto ammettere che le emissioni sono tra i 40 e i 70 mg/ Nm3, cioè da 6 a 10 volte più inquinanti delle moderne caldaie automatizzate familiari.
Certo quei valori rientrano nei 100 mg/Nm3 stabiliti dalla normativa italiana, ma l'Europa sta spingendo per portare quei limiti a 30 mg/Nm3, perchè c'è grande preoccupazione.
Le polveri da camino, che il filtro meccanico a multiciclone non abbatte minimamente, cosa confermata dallo stesso Francescato, contengono carboni organici volatili (COV), idrocarburi policiclici aromatici (IPA), ossidi di metalli pesanti e diossine.
Queste sostanze sono velenose e mutagene e si attaccano alle particelle di polvere che poi noi respiriamo.
Questo non è terrorismo, è sapere scientifico compravato.
Questo è il motivo per cui nella nostra città la gente ha votato contro l'inceneritore!
Ma c'è un'ultima cosa che ci preme far rilevare con forza. Lungo le strade di montagna, tutti possono vedere le cataste che fanno ormai da contorno all'asfalto. Dappertutto.
E' in atto un taglio forsennato dei boschi prodotto da una domanda speculativa del mercato della legna da ardere. Tali tagli hanno ormai superato la stessa domanda e il prezzo dei tronchetti accatastati è crollato dagli 8 euro al quintale di tre anni fa agli attuali 5,5 euro.
Tutti sono convinti che tale scempio non si fermerà. Anzi, il crollo stesso del prezzo spingerà molti a tagliare di più per intascare almeno gli stessi soldi dell'anno prima.
Non ci stiamo riferendo ai boscaioli, che fanno correttamente il loro lavoro di sempre, ma a tutti coloro che assoldano extracomunitari in nero per farli lavorare al posto loro e per il proprio profitto.
Ebbene, l'altra sera abbiamo sentito amministratori e tecnici affermare che oggi c'è il doppio di legna rispetto a quarant'anni fa e che non sarebbe un male se la si tagliasse, recuperando i prati di una volta e la biodiversità che questi rappresentavano.
Qualcuno, Bricoli, si è permesso di usare la biodiversità contro l'ambiente nel suo complesso. Veramente il colmo!
Tecnici che non si rendono conto che non si può tornare indietro, ma che soprattutto non si deve farlo per non riinnescare il degrado idrogeologico imperante in quei tempi.
Non si può creare lavoro saccheggiando le risorse naturali e mettendo in forse la salute della gente.

Serioli Giuliano
Reteambienteparma




Giovedì 20 Giugno 2013
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