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"Mi è piaciuto prendere in giro l'isola felice di Parma e i media locali"
Intervista a Paolo Minelli, scrittore parmigiano autore de "Un uomo è felice tutta la città ne parla": "Ho descritto una città molto provinciale, altro che europea!".

05/07/2009

Paolo parlaci del tuo ultimo libro.
La trama di “Un uomo è felice tutta la città ne parla” parte dall'assurdo di un parmigiano felice dalla nascita, Luca Costello, che partecipa ad un concorso dedicato alla felicità intitolato “Noi Felici”.
Non vince ma attrae l'attenzione di uno dei giurati in quanto l'opera presentata parla della sua vita.
Nasce così un'inchiesta condotta da una giornalista di una Tv privata di Parma che vuole capire come mai è felice dalla nascita.

Come è strutturato?
Ogni capitolo è scritto da un personaggio diverso che fa andare avanti la storia mentre ragiona su questo ragazzo. Nel libro è lui il protagonista ma è solo un protagonista ombra. Ci sono altri che in qualche modo hanno a che fare con lui. Viene sempre mantenuto un velo di mistero sulla sua vita con la giornalista che fa la sua inchiesta per saperne di più.

Come nasce il titolo?
Il titolo e la dedica all'interno riassumono molto bene la storia.
Il titolo sembra tratto da un fatto di cronaca, una notizia che puoi leggere sulla Gazzetta. C'è anche un doppio senso nel titolo stesso.
Un primo senso potrebbe riferirsi al fatto che un uomo è felice e tutta la città ne parla, intendendo con questo che siamo messi talmente male da meravigliarci se un uomo è sempre felice.
Un secondo senso potrebbe invece riferirsi alla sensibilità di Parma tanto da dare spazio ad una vicenda, alla felicità della persona.

Il protagonista può avere un riscontro reale?
Ho descritto il protagonista come una persona anonima molto tranquilla che non si presenta come un santone o un guru e che vive la felicità come una cosa ingombrante, che in qualche modo gli ha pure complicato la vita. Non viene preso sul serio, le ragazze lo lasciano, non riesce a trovare un lavoro adeguato e i genitori sono disperati. Volevo sottolineare che non è una persona speciale solo per il fatto che è sempre felice.

Che rapporto hai con la città di Parma?
Io amo molto Parma, la mia città.
Già il mio primo libro parlava di una sua via, via Isola. La periferia è al centro dell'attenzione anche questa volta con vie reali ed altre inventate. La copertina, ad esempio, riporta un albero di cachi di una via reale. Rappresenta la metafora della felicità per il protagonista nel senso che è una pianta che durante la maggior parte dell'anno è anonima, priva di un tratto riconoscibile.
Quando maturano i suoi frutti invece si distingue da tutto il resto che è grigio e triste. La pianta di cachi c'è sempre ma si nota solo quando tutto intorno c'è tristezza.

Perchè la periferia?
Perchè sono nato e vissuto in periferia. Quando vado in libreria vedo solamente libri sul centro, sul battistero. Non esiste solamente via Repubblica, via Farini e via Mazzini ma anche una realtà che se non considerata tra cinquant'anni verrà dimenticata completamente. Mi piacciono molto le leggende metropolitane, i personaggi di quartiere.

C'è qualche riferimento autobiografico?
Non c'è nulla di autobiografico se non l'ultimo capitolo che è firmato da me. Volevo creare uno stile di scrittura originale per sottolineare la coralità della vicenda. Scritta da una persona singola non avrebbe molto significato mentre da più persone stimola il lettore a farsi una propria idea della felicità.
Il vero ultimo capitolo è quello che il lettore scrive nella propria mente.
Lo scopo è proprio quello di stimolare una propria versione della felicità.

Come viene presentato il concetto di “felicità”?
Vengono passati in rassegna differenti tipologie di felicità secondo gli interventi dei personaggi.
Si passa da questo personaggio un po' assurdo fino ad arrivare alla vita di tutti i giorni. Tutti coloro che si incontrano con il personaggio principale elaborano un proprio concetto di felicità.
Mi è piaciuto prendere in giro “l'isola felice” di Parma e i media locali descrivendo una città molto provinciale in contrapposizione con la tanto decantata impostazione europea. Ho preso anche un po' in giro il mondo accademico dedicando un capitolo ad uno scienziato che vuole analizzare il personaggio dal punto di vista psicologico. Un aspetto quantitativo più che qualitativo.
Il tema centrale rimane quello di una felicità mascherata con l'inevitabile divario generazionale tra i vecchi abituati a ragionare in modo pratico e i giovani più sognatori. Fondamentalmente è un libro divertente. Fa riferimento a quell'umorismo alla Simpson, un po' cinico ma non cattivo.

Qual è il tuo punto di vista sulla felicità?
La dedica iniziale “La felicità non mia, non tua ma nostra per sempre” richiama un senso collettivo della felicità. La felicità può essere solo condivisa e quindi è necessario che ci sia qualcun altro che possa ascoltare. Non posso dire neppure che di aver conquistato o perduto la felicità in quanto non mi appartiene. Posso affermarlo solamente nel momento in cui condivido la felicità con gli altri.

Quindi è collegata ad una visione universale?
La felicità è un concetto universale ma allo stesso molto individuale. La pensiamo tutti alla stessa maniera ma ridiamo in modo diverso. Secondo me è più probabile comportarsi allo stesso modo di fronte ad una scena triste che in una situazione felice. Nonostante questo la felicità richiama sempre una partecipazione collettiva, universale. Gli stessi cachi della copertina saranno pur belli da vedere ma se non cadono nel fango e non germogliano alla fine non servono a nulla, non avrebbe senso la loro bellezza.

Può esistere un mondo felice?
Un mondo felice secondo me è realizzabile anche se non ho fatto alcun riferimento ad una realtà politica o religiosa. Non ho neppure utilizzato sinonimi del termine “felicità”. Questo è un libro che parla di felicità e non di altro. Non ha la pretesa di sondare ambiti più estesi.
Allo stesso non potremmo neanche essere sempre felici. Bisognerebbe trovare una via di mezzo.


Un uomo è felice tutta la città ne parla - Paolo Minellli
Un uomo è felice tutta la città ne parla
Pagine 166 - Narrativa

Massimiliano Losini

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