12/02/2008
BlogDaily intervista Fran, blogger di Uccidi un grissino: salverai un tonno... Clicca qui per leggere le altre interviste ai blogger di Parma.
Puoi presentarti? Odio le presentazioni, perché dimentico sempre qualcosa e non sono spontanea. Fran è la contrazione di Francesca. Ho 24 anni, sono nata a Roma ma sono toscana. Sono approdata a Parma per gli studi universitari. Ora faccio medicina, una serie di lavoretti e tento di risalire dopo un periodo stile armageddon. Tempi addietro mi ero descritta come "leggermente alta, leggermente cinica, leggermente rompicoglioni". L'altezza permane, per il cinismo ancora mi accostano al Dr House sebbene io mi trovi molto più buona ogni anno che passa, sulla terza temo che stia perdendo quella qualità. Sono orgogliosamente Juventina e appassionata di musica straniera. Nonché amo viaggiare, e ho il pallino di Parigi, dove non nego mi piacerebbe traslocare qualora trovassi un buon posto di lavoro in qualche ospedale in futuro.
Cosa ti ha spinto ad assumere la decisione di aprire il tuo blog? Il caso. Un mio amico si aprì il suo spazio su splinder e io dissi: "mah, provo anche io". Non c'è stata una grossa spinta interiore, era uno spazio per scrivere qualcosa, visto che io son fortemente grafomane. Frequentavo usenet, ma scrivere sui newsgroup mi andava stretto, visto che era troppo impersonale e visto che scrivevo quasi solo di calcio e archeologia, due delle mie passioni. Il blog era un buon compromesso tra lo stile personale e l'elencare nozionismi. Alla fine è risultata anche una terapia, perché, anche se maschero benissimo, sono una persona che riflette tantissimo e si macera in pensieri. Scrivendoli aiuta a liberartene.
Quando hai aperto e di cosa parla il tuo blog? 22 aprile 2004, giorno che coincide col compleanno di mia mamma. Anche qui non ho fatto apposta. Il mio blog è una simpatica accozzaglia di cose. Cose che riguardano me, fatti accaduti nel mondo riletti a modo mio, elegie musicali ai gruppi che amo, consigli turistici, narrazioni mediche... tutto quello che mi passa per la testa, e vi assicuro che ci son davvero tante cose. Una tonnara, diciamo. Poi oltre al mio blog principale sono scatuiti tanti altri blog e spazi online che ormai non conto neanche più, compresa anche una trasmissione radiofonica. Sono sì grafomane ma anche versatile, alla fine. Credo che il blog ormai sia l'unica cosa in cui ci metta una certa costanza, e per me è un miracolo essendo una discontinua cronica. Mi ha però di certo sorpreso quando il mio blog oltre ad avere riscontri di accessi e di classifiche è comparso sia sulla Gazzetta di Parma, sia sul Corriere della sera e su altre testate. Sono sì riconoscimenti fatui, ma siccome bloggare è un hobby diciamo che pompano un po' l'ego (come del resto anche questa bella intervista, è la prima da blogger. E mi trattengo da saluti e cose simili).
Partiamo dal nome del tuo blog: "Uccidi un grissino: salverai un tonno....". Cosa vuole dire? Bella domanda. Non vuol dire nulla. Ossia, non è che c'è un ragionamento dietro, e se pensi è un po' il manifesto del blog, visto che io i post li scrivo in due-tre minuti in media (e purtroppo non mi rileggo). Venni folgorata da quella frase riportata da un quotidiano letta a tarda notte nel programma Brand:new ben sei anni fa. C'era Massimo Coppola che leggeva Il Manifesto che parlava di uno striscione comparso in una manifestazione di piazza a Firenze. Iniziai a metterla come frase in sign, dopo il mio nome. Diciamo che ho fatto un po' come Duchamp nelle sue opere. E ormai la fama del titolo del mio blog, anzi come lo chiamo io sglaps, mi precede.
Cosa cambieresti della città di Parma? Vivo a Parma da quasi cinque anni e mezzo e ormai ho preso la residenza qui. Parma è una città splendida, orgogliosa del suo passato e delle sue bellezze. Se c'è qualcosa che mi disturba è il provincialismo dipendente. Ho vissuto in posti più sonnolenti, ma non capisco questa dipendenza culturale di Parma da Milano a Bologna. Mi spiego: la musica a Parma è l'Opera e basta. Alcune tournee teatrali neppure tangono la città. Per non parlare di artisti che optano per Bologna o Rimini piuttosto che venire da noi a suonare. Manca un posto ad hoc, anche per far esprimere la creatività di giovani locali che suonano o si dedicano ad altre attività artistiche. L'amministrazione comunale punta molto sulle famiglie e ai servizi a loro destinati. Per i giovani (e i single) invece non ci sono grosse offerte. Mancano grandi spazi di aggregazione giovanile al di là di simboli e appartenenze, per ascoltare musica, per accogliere più concerti.
Hai mai pensato che dal blog potrebbe nascere una professione? Magari. Nel senso che facendo medicina è difficile portare avanti un lavoro serio nonché la gente è molto prevenuta nell'assumerti proprio perché siamo visti come studenti iperoccupati. A me piacerebbe scrivere, non lo nego, ma non credo che in Italia si possa vivere di blog. Piuttosto ammetto che mi piacerebbe più fare la blogger sociale, ma contrariamente a romani, milanesi e napoletani i blogger parmigiani non fanno ancora cene e birrate assieme... io sarei favorevole eh. Amo la convivialità, sebbene sia timida. Credo che aiuterebbe a scambiarsi idee e far partire qualche iniziativa aggregativa dal basso per migliorare la sonnolenza parmigiana.
Massimiliano Losini

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