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"Una terapia riparativa? No, serve una legge contro le discriminazioni"
La replica dell'associazione gay Rosa Arcobaleno ad Alleanza Cattolica di Parma.

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15/01/2008
h.09.10

ParmaGaily

Le gravissime affermazioni di Luca Ghirardi (Alleanza Cattolica di Parma), rilasciate nell’intervista pubblicata oggi su ParmaDaily.it col titolo "L’omosessualità è una tendenza disordinata. Un sacerdote può aiutare ad uscirne", impongono una dura replica da parte di chi come noi di Rosa Arcobaleno si batte quotidianamente anche nella nostra regione per i diritti delle persone omosessuali.
La riproposizione in chiave locale di tali “teorie riparative” non rappresenta che la triste eco della ancor più triste campagna di odio in atto di questi tempi a livello nazionale da parte di chi si propone di curare gli omosessuali, giudicando l’orientamento sessuale reversibile e non connesso alla natura profonda della persona.
A tutti costoro, e soprattutto agli omosessuali che potrebbero restare vittima di tali affermazioni, occorre ricordare che il 17 maggio 1990, dopo secoli di persecuzione culminata tra l’altro nell’internamento nei lager nazisti, l’Organizzazione mondiale della sanità ha definito l’omosessualità una variante naturale della sessualità, depennandola dall’elenco delle malattie mentali. Quindi, molto semplicemente, non c’è nulla da curare.
Inoltre, sempre in materia di cura dell’omosessualità, a seguito delle polemiche suscitate dal reportage di Davide Varì pubblicato su “Liberazione”, il presidente dell’ordine italiano degli psicologi, Giuseppe Luigi Palma, ha espresso con grande chiarezza la posizione della comunità scientifica, ribadendo che nessuno psicologo può in nessun caso prestarsi a nessuna “terapia riparativa” dell’orientamento sessuale di una persona.
La situazione, in altre parole, non è quella propagandata dalle associazioni clericali fomentate da gerarchie ecclesiastiche sempre più aliene dalla realtà sociale e al tempo stesso sempre più duramente ingerenti nella vita politica italiana, forti anche degli ingentissimi finanziamenti pubblici di cui si avvalgono in maniera non del tutto trasparente.
Nell’Italia illiberale dei nostri giorni, in cui anche il maggiore partito della sinistra ha sacrificato la il valore della laicità alla nascita del partito democratico, il concetto di peccato continua a confondersi con quello di reato. Di qui la negazione, sulla base di convinzioni filosofico-religiose individuali, del riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali.
Le parole di Ghirardi da un lato parlano di rispetto per le persone omosessuali, dall’altro attraverso l’improbabile quanto ipocrita distinzione tra “omosessuali” e “omosessualisti” continuano a propagandare teorie altamente lesive della dignità delle persone omosessuali e ad opporre argomenti di fede alla tutela legale dei diritti.
Occorre per parte nostra sottolineare che, ogniqualvolta ci si abbandona a dichiarazioni di questo tipo, forse non si valutano con sufficiente consapevolezza le conseguenze che esse possono avere in termini discriminazione ed emarginazione per le persone omosessuali.
Proprio ieri, a Roma una bella manifestazione ha reso omaggio alla memoria di Alfredo Ormando, lo scrittore siciliano di 40 anni che il 13 gennaio 1998 si diede fuoco in piazza San Pietro (morì dieci giorni dopo) per denunciare le discriminazioni nei confronti dei gay.
Franco Grillini, deputato socialista candidato a Sindaco di Bologna, ha definito Ormando “lo Jan Palach della laicità”. Il livello di garanzia da parte delle leggi e delle istituzioni della dignità delle persone omosessuali è oggi in Italia tanto basso, che il paragone con il regime comunista cecoslovacco non poteva essere più calzante. Mai come in questo periodo la libertà in Italia ha avuto così pochi proseliti.
Davanti all’ostinata riproposizione di tali volgari e pericolose menzogne, si chiede alla stampa locale il ripristino di una corretta informazione, nel rispetto delle determinazioni della comunità scientifica internazionale in materia di orientamento sessuale, nonché della libertà, dell’autodeterminazione e dell’autonomia delle persone omosessuali. In attesa che sia una legge antidiscriminatoria a sancirne la tutela.

Michelangelo Stanzani
portavoce regionale E-R Rosa Arcobaleno
associazione socialista lgbt




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