Cerca su ParmaDaily
 
imposta come Home Page aggiungi tra i Preferiti
Rassegna stampa del 10/03/2010

Per ricevere gratuitamente ogni mattina (dal lunedì al venerdì) la rassegna stampa di ParmaDaily direttamente nella propria casella di posta elettronica inviare un'email a info@parmadaily.it avente per oggetto "Iscrizione rassegna stampa".
___
10/03/2010
h.10.40

Sulla Gazzetta l’articolo di Marco Federici:
“Pdl, è scontro aperto tra Moine e Lavagetto”. “Il vice-coordinatore: «Aggressivo con una dirigente». Il candidato: «Falso»”.
Si legge: “Dopo le spinte, le polemiche. Che crescono di ora in ora e si fanno sempre più roventi. L'altroieri il diverbio in casa Pdl era stato ricostruito più o meno così. Moine: «No comment, nessuna polemica». Lavagetto: «Sono stato attaccato verbalmente e ho ricevuto una spinta». Il sipario sulla vicenda in scena all'Hotel San Marco, dove il partito si era riunito per ascoltare l'intervento del viceministro Carlo Giovanardi, sembrava chiuso.
E invece no. Ieri Massimo Moine, che è vice-coordinatore provinciale del Pdl, legge la dichiarazione del candidato alle regionali sui giornali, torna sull'argomento e innesca un meccanismo di repliche e controrepliche che si sono aggrovigliate nel corso della giornata. Chissà ­come si lascia intendere nemmeno troppo velatamente se questa faccenda finirà pure in tribunale: dalle spinte alle accuse alle querele in carta bollata.
La versione di Moine
«Non posso accettare il vittimismo pretestuoso di Lavagetto dichiara appunto Moine ­Basta con le polemiche, ma lui non può permettersi si distorcere la realtà».
Dunque i fatti, secondo il vice-coordinatore del Pdl: «Ci sono decine di testimoni che hanno visto e sentito Lavagetto apostrofare una dirigente del partito in modo maleducato e aggressivo, tentando di strapparle di mano dei manifesti elettorali. A quel punto sono intervenuto per allontanarlo e dividerlo da lei. Altrimenti mai mi sarei sognato di scendere sullo stesso piano di uno come lui».
La frattura tra il vertice del Pdl provinciale e Giampaolo Lavagetto, uno dei quattro candidati alle regionali, è ormai tanto nota quanto profonda. Ogni giorno di più. «Il punto vero ­aggiunge Moine è che noi facciamo una campagna elettorale a favore della Bernini (La candidata presidente, ndr), per il Pdl e contro il centrosinistra. Lavagetto, al contrario, non fa altro che attaccare i vertici provinciali del partito e l'amministrazione comunale. Un comportamento non coerente con la sua presenza nel Pdl e che né i dirigenti né gli elettori possono condividere». Non solo: dietro le sue accuse di essere vittima di un complotto, secondo Moine, «si cela solo il tentativo di giustificare la sua posizione giudiziaria (il riferimento è all'accusa di peculato, ndr) che invece avrà una sua evoluzione e un epilogo autonomi rispetto alla politica. Il complotto esiste solo nella sua testa».
La replica di Lavagetto
Polemica finita? Nemmeno per idea. Nel primo pomeriggio arrivano le dichiarazioni di Giampaolo Lavagetto. Che definisce «strumentale falsificazione» la ricostruzione di Moine. «Lo invito a presentarsi davanti al collegio probiviri del partito per spiegare il suo comportamento aggiunge il candidato alle regionali ­Inoltre se continuerà con questa strumentale diffamazione mi vedrò costretto a tutelare la mia persona in sede legale».
Poi Lavagetto accusa Moine di essere «scorretto fin dai tempi in cui militava nel Msi» e srotola una lettera di un coordinatore comunale del Pdl che denuncia «un grave modo di fare politica a livello locale».
Nel testo, tale coordinatore si lamenta del fatto che non viene informato delle iniziative del partito perchè appoggia Lavagetto. E sempre nel testo si denuncia che «la sede del Pdl non è ora attiva in quanto la segreteria del partito si è trasferita nella sede del comitato elettorale di Villani».
La controreplica
Alla fine della giornata da Moine arriva la replica della re­plica: «Le ultime dichiarazioni di Lavagetto? Sono le farneticazioni di un disperato. Inoltre sono parole risibili e in chiara malafede. Ribadisco che ci sono decine di testimoni dello squallido episodio che lo ha visto protagonista. Pertanto non è certa­mente la persona più adatta a dare lezioni di stile e correttezza. Inoltre se sarà necessario non avrò alcun problema ad agire attraverso le vie legali».
Su Polis l’articolo di Gabriele Franzini: “La grande crisi fa ancora male”. “Nel 2009 sono andati in fumo 7.000 posti di lavoro, dice il sindacato, e il 2010 potrebbe essere peggiore. Timori per i tagli annunciati dalle due Bormioli e la riorganizzazione della Sidel.
“La grande crisi per l’occupazione continua. Anzi, secondo la Cgil di Parma non ha ancora mostrato il suo volto peggiore. «Tra ottobre 2008 e settembre 2009, secondo i dati diffusi dalla Provincia, ha cancellato 4.747 posti di lavoro a tempo indeterminato, ma dalle nostre stime, considerando anche il terzo trimestre e i contratti di collaborazione che non sono stati rinnovati, si arriverà a quota 7.000», dice il segretario provinciale della Cgil Paolo Bertoletti che non riesce ancora a vedere il bicchiere mezzo pieno. «E siamo convinti che le difficoltà continueranno anche per tutto il 2010 – aggiunge –. In questo primo trimestre ci troviamo infatti a dover fare i conti con altre situazioni di crisi significative in diverse aziende parmensi».
L’ultimo bollettino di guerra riguarda soprattutto il settore del vetro – la Bormioli Luigi ha già annunciato di voler scaricare 145 lavoratori e la Bormioli Rocco altri 75 – ma proprio oggi Sidel, la più grande industria metalmeccanica parmense leader nel settore dell’imbottigliamento, illustrerà ai sindacati il suo piano di riorganizzazione e si vocifera che la multinazionale francese abbia l’intenzione di eliminare 150 posti di lavoro. «Per il momento sono soltanto voci – precisa Bertoletti – ma sappiamo che Sidel intende ristrutturare e si finisce sempre con il dover discutere di mobilità. Nonostante il portafoglio ordini di tutte le aziende sia in ripresa, qui si continua a voler licenziare e questa è una contraddizione che indica una chiara responsabilità del sistema industriale di Parma» […].

Andrea Marsiletti