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07/07/2010
Per ricevere gratuitamente ogni mattina (dal lunedì al venerdì) la rassegna stampa di ParmaDaily direttamente nella propria casella di posta elettronica inviare un'email ainfo@parmadaily.it aventeper oggetto "Iscrizione rassegna stampa". ___ 07/07/2010 h.08.20
DIBATTITO E' POLEMICA SULLA STRUTTURA CHE SORGERA' IN VIA BUDELLUNGO
Sulla Gazzetta:“Wcc:muro contro muro in Consiglio comunale”. “La maggioranza: progetto innovativo. Il Pd: scelte incredibili”. Si legge:“Lo scontro è duro. Il muro e contro muro che ci si aspettava alla vigilia. Al centro del dibattito il Welfare community center di via Budellungo. Giunta e maggioranza (ed eccezione di Elvio Ubaldi) sostengono che il progetto «è innovativo e moderno», le opposizioni che la scelta nasconde «un'operazione immobiliarista ». Il confronto di opinioni - richiesto dalla minoranza - va in scena in coda al consiglio comunale. Ad avviarlo sono gli assessori che illustrano le funzioni ospitate dal Wcc. Le zone verdi ACristina Sassidell'Ambiente tocca la parte destinata alla «Fabbrica del verde» e alla «Fattoria urbana»: la prima struttura, attraverso attività didattiche e di promozione, avrà il compito di promuovere uno stile di vita sano; l'altra avrà la funzione di promuovere la cultura agricola. Quindi, prosegue la Sassi, saranno realizzate una piscina coperta di 700 metri quadrati, e una scoperta di 800 metri quadrati, più campi da calcetto, da basket, un percorso per la corsa e uno per mountain bike. Gli anziani Per illustrare il pianeta anziani interviene l'assessore ai Servizi socialiLorenzo Lasagna. Questi i numeri. Nella struttura residenziale troveranno posto 282 persone convenzionate (oggi a Villa Parma), 40 fuori convenzione e 12 con gravi disabilità. In più saranno realizzati 30 appartamenti per anziani autosufficienti. Nella struttura non residenziale troveranno posto 40 persone al centro diurni (attualmente a Villa Parma) e 20 anziani in uno spazio collettivo. «Ma non va dimenticato - precisa Lasagna - che attorno a queste persone c'è soprattutto una città che sta crescendo: non siamo di fronte ad una struttura isolata». Quindi nel wcc è previsto un centro giovani di avviamento professionale e di creatività. Il project financing dell'opera è di circa 59 milioni di euro (36 arrivano dall'alienazione di immobili Asp). L'infanzia Il vicesindacoPaolo Buzziinterviene poi per sgranare le funzioni destinate ai bimbi: una scuola dell'infanzia per 80 piccoli alunni, un polo con servizi creativi, una casa aperta per bimbi da zero a sei anni, uno spazio di incontro intergenerazionale e uno spazio maternage per neo-genitori. Lo scontro in consiglio Il dibattito - che si protrae sino a tarda sera - si fa subito aspro. Anche nel linguaggio non si va per il sottile.Franco Torreggianidel Pd parla di «scelte incredibili» e di «sciocchezze». Dietro l'alienazione del patrimonio Asp (Villa Parma, Stuard e Palazzo San Tiburzio) «c'è solo una speculazione edlizia». PerGiuseppe Crialesi(Pd) concentrare 400 anziani in una struttura «va contro un modello di welfare che invece dovrebbe rafforzare i servizi nei quartieri». Critiche anche daMarco Ablondi(Prc) («Operazione immobiliarista ») e daDanilo Amadei(Pd): «Occorre abbinare domiciliarità e residenzialità: qui si fa il contrario». Il più duro èElvio Ubaldi: il presidente del consiglio si siede sui banchi consiliari e attacca: «Questo atto chiude la cultura politica liberaldemocratica che ha giustificato la nostra presenza a Parma. Abbiamo sempre sostenuto che le persone devono avere la libertà di scelta. Così si crea invece un unico centro per un unico gestore e tutti sanno già chi è». Dietro questo modello, aggiunge Ubaldi, «c'è una cultura comunista. Il vero vincitore qui è l'assessore Lasagna perchè è riuscito ad imporre la cultura da cui proviene». Anche Massimo Iotti (Pd) critica il fatto che « ci sarà un unico gestore per parecchi anni: un errore, perchè poi non si torna più indietro». La difesa del Wcc arriva daGiuseppe Pantano(Impegno per Parma): «Si tratta di un modello innovativo e moderno che va a sostituire strutture obsolete. Modelli simili sono stati realizzati in molte città del Nord Europa: a Torino ne sorgerà uno simile. Sarà un recinto per anziani? Dall'opposizione arrivano solo falsità». Poi la minoranza presenta una mozione di indirizzo in cui si chiede di superare il Wcc a favore di tante strutture nei quartieri: non passa la richiesta rimandare la votazione avanzata da Franco Cattabiani e una volta messa ai voti viene a mancare il numero legale”. Su Polis:“Asp Fidenza, è profondo rosso. I debiti ora toccano i 400mila euro”. Si legge: “Non migliora la situazione finanziaria dell’Azienda servizi alla persona Distretto di Fidenza. Lo stato delle finanze del colosso dei servizi della bassa ovest sembra anzi peggiorare ogni giorno di più. L’ultima mazzata è contenuta nel bilancio consuntivo d’esercizio 2009 ed è di quelle pesanti da digerire per i politici locali. Nel documento emerge infatti una perdita d’esercizio pari a poco più di 393mila euro. Una somma considerevole, che i comuni soci saranno chiamati a versare nelle casse dell’ente allo scopo di far quadrare il bilancio, ognuno per la propria parte e secondo i parametri stabiliti in precedenza. Per fare solo un esempio Fontanellato, che partecipa all’azienda per il 10%, dovrà pagare quasi 40mila euro. Ma il problema vero è il trend. Nel 2008 la perdita era di 270mila euro: risulta un incremento di 123mila euro, ma nel deficit. In tempi di vacche magre e di casse comunali vuote non certo bruscolini, e qualcuno se n’é già accorto. Ad esempio l’arrabbiatissimo consigliere comunale di FontanellatoGiuliano Morelli. Il rifondarolo, che siede nella massima assemblea all’ombra della rocca San Vitale a nome e per conto della lista civica Fontanellato e i cittadini, quando si parla di Asp non si tira mai indietro, e questa volta men che meno. «Ci avevano promesso un recupero, io non lo vedo – sostiene Morelli – Ci avevano detto che il buco era per il primo anno e poi sarebbe diminuito, che le cose sarebbero andate meglio, invece il deficit è raddoppiato. L’Asp assomiglia sempre di più ad un rifugio per politici trombati e sempre meno ad un servizio ai cittadini, visto che non aumentano le prestazioni ma i debiti». Dello stesso avviso ancheGrazia Cavanna, sindaco di Sissa. «Che dire? Sono cifre parlano da sole – attacca la Cavanna – Sono stata accusata, quando criticavo Asp, di fare un discorso partitico e politico, a quanto pare non era così. L’evidenza è quella. Agli altri sindaci, a quelli che mi accusavano, in una lettera pubblicata da Polis, di parlare male di Asp solo per la mia appartenenza politica, ora chiedo a loro cosa ne pensano di Asp. Adesso chi è che ragiona sulla base dell’appartenenza?». Per la Cavanna, esattamene come per Angela Fornia prima di lei, Asp è una spina nel fianco, un peso di cui liberarsi. Ma come fare, visto e considerato che la creazione delle stesse è un obbligo stabilito dalla legge regionale? «Uscire da Terre Verdiane una volta fatti i conti e visto che non era più conveniente è stato abbastanza semplice – conferma il sindaco di Sissa – ma per l’Azienda servizi alla persona il discorso è ben più complesso. Vedremo se sarà in qualche modo possibile andarcene». L’ingresso di Sissa in Asp era stato quanto mai movimentato, anche perché il Comune portava in dote la casa protetta Don Prandocchi – Cavalli. Alla fine l’allora sindaco Fornia dovette bere l’amaro calice e consegnare nelle mani del direttore generale dell’aziendaMaria Teresa Guarnieril’adorato gioiellino, ma non senza avere espresso tutto il suo malumore. Ora che i fatti e i conti sembrano dar loro ragione gli amministratori locali possono tornare ad insorgere. Barral: «L’idea non funziona». A criticare con durezza Asp per i debiti accumulati anche il consigliere salseseLupo Barral. Il pidiellino e villaniano però non se la prende tanto con la gestione, quanto con la struttura in sé. «L’idea è sbagliata a monte – afferma – non ci voleva un’aquila per capire che l’appesantimento della struttura amministrativa avrebbe portato a servizi uguali a quelli di prima e per niente migliori, ma con un ulteriore aggravio dei costi». Dell’argomento Barral e gli altri esponenti del centrodestra parleranno ancora tra qualche settimana, quando i vari consigli comunali saranno chiamati a votare il trasferimento nelle casse di Asp dei fondi destinati a coprire i buchi.
Andrea Marsiletti

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