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Rassegna stampa del 12/07/2010

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12/07/2010
h.08.30  

Poco da segnalare oggi.
Sulla Gazzetta: “Cari vecchi bagni pubblici «desaparecidi»”. “Tra i pochi servizi igienici del centro cittadino scarseggiano pulizia e accoglienza ai disabili”.
“Ci sono bisogni e bisogni. Una città a misura d’uomo dovrebbe saperlo. Alcuni sono indiscutibili, altri derogabili. Altri ancora talmente scontati che magari non ci si pensa.
Consideriamo ad esempio quelle impellenze fisiologiche che, quando si manifestano, c'è poco da fare, non si scappa. La natura chiama, e noi - indistintamente - dobbiamo rispondere. Se però lo vogliamo fare in maniera civile (senza dover per questo aprire il portafogli), il centro città oggi offre davvero poche alternative. Li chiamavano vespasiani, i bagni pubblici. A disposizione anche se si era lontani da casa, in tranquillità e gratuitamente.
Oggi sembrano spariti, e la nostra Parma non fa eccezione. Se si è assaliti da «una di quelle urgenze», la soluzione più semplice è sempre la stessa: infilarsi veloci in un bar, ordinare un caffè e intanto recarsi alla toilette. Facciamo così noi cittadini e sempre più spesso fanno così anche i turisti.
Per passare in rassegna i servizi igienici pubblici del centro, bastano pochi minuti. In piazzale Barezzi i wc sono al piano interrato, e la situazione «sotto» è meno sconveniente di quanto ci si potrebbe aspettare prima di scendere gli scalini: in un pomeriggio feriale qualunque la pulizia dei bagni è abbastanza buona e, anche se mancano le salviettine per le mani e per trovare la carta igienica si deve far capolino nel servizio accanto, i wc sono tanti, ben tenuti e divisi per genere. Tutto sommato non ci si può lamentare. Nessuno, però, accoglie gli utenti e l’assenza dell’indicazione del bagno per disabili, risalite le scale, lascia un po' interdetti. Per trovare un servizio adeguato alle esigenze di un diversamente abile dobbia­mo spostarci ai Giardini di San Paolo, dove però la pulizia lascia alquanto a desiderare.
Procedendo nel tour arriviamo allo Iat, il servizio di informazione turistica di via Melloni: qui c'è un piccolo bagnetto «unisex» che sicuramente non si presta ad accogliere un disabile. Per uno sprovveduto turista, poi, questo gabinetto sarebbe davvero difficile da trovare, perché, all’esterno, nessun tipo di indicazione palesa la sua esistenza.
Allo Iat, però, recuperiamo una cartina della città pensata appunto per i visitatori; tra le tante attrazioni turistiche è riportata anche l’indicazione dei luoghi in cui è possibile usufruire di bagni pubblici. Ottimo. Peccato però che alcune «dritte» non siano proprio aggiornatissime: in piazza Ghiaia non c'è più nessun servizio pubblico, e questo un turista non lo può sapere. Pazienza. Pro­cediamo in direzione viale Toschi: un accordo del Comune con il bar della pensilina permette agli utenti di usufruire gratuita­mente dei bagni all’interno del locale. E qui niente da dire: l’indicazione fuori è evidente, e i ser­vizi, compreso quello per disabili, sono puliti. L’ultima tappa in Co­mune, all’Albo pretorio. Qui un cartello preventivo sembra anticipare qualsiasi obiezione al discutibile lindore del gabinetto: «La pulizia dei servizi è affidata all’educazione dei cittadini» recita il manifesto. Alla conclusione del nostro insolito giro turistico, ci accompagna comunque un pensiero consolante: fortuna che l’urgenza si è manifestata in pieno giorno, in corrispondenza dei precisi orari di apertura al pubblico delle toilette. Se fosse stata sera... buonanotte!
Sempre sulla Gazzetta, Pinardi: «Solidarietà a Berselli»
Il capogruppo di Altra politica- Altri valori, Massimo Pinardi, si dice «sorpreso» per le dimissioni di Meuccio Berselli da presidente del consiglio della Pro­vincia e gli esprime «stima per il lavoro svolto con equilibrio e rispetto delle prerogative dei consiglieri e dei gruppi politici. Berselli ha lavorato valorizzando l’autonomia del consiglio provinciale, con grande spirito di servizio, senza far venire meno il suo apporto politico in un mo­mento in cui gli enti locali, come le Province, sono alle prese con difficoltà economiche per i con­tinui tagli sui loro bilanci da parte del governo centrale e prova ne è l’ordine del giorno approvato nell’ultimo consiglio provinciale proposto da Berselli, votato a larghissima maggioranza, con il quale si rivendicava un ruolo chiaro e definito per l’ente Provincia, organo a valenza costituzionale, nel governo di un’area vasta e trade-union tra la regione e i comuni del territorio».
Pinardi si dice convinto che «la ricerca del suo successore debba guardare a personalità presenti nella maggioranza, capaci di raccogliere il consenso della minoranza, per continuare sulla strada tracciata a salvaguardia dell’autonomia del Consiglio Provinciale, in grado di rafforzare il rapporto con le istituzioni del territorio e di apportare un propositivo contributo al dibattito politico/istituzionale nazionale per la definizione dell’architettura di uno Stato efficiente».
 


                                                                                        Andrea Marsiletti