Rassegna
stampa del
28/07/2010
Per ricevere gratuitamente ogni mattina (dal lunedì al venerdì) la rassegna stampa di ParmaDaily direttamente nella propria casella di posta elettronica inviare un'email ainfo@parmadaily.it aventeper oggetto "Iscrizione rassegna stampa". ___ 28/07/2010 h.10.20
Su Polis: “Iren nel futuro di Villani”. “Il consigliere regionale del Popolo della Libertà sostituirà Andrea Allodi, attuale vice presidente. L’assemblea dei soci prevista per la fine del mese”. Si legge: “Da tempo si mormorava che per il consigliere regionale e coordinatore provinciale del Pdl fosse pronto il passaggio ad un incarico di rilievo nella multi utility Enìa. Gossip che era deflagrato alla vigilia della campagna elettorale per le regionali, nel marzo scorso, tanto che il diretto interessato intervenne con vigore per smentire tutto. Passati 20 giorni dalla incorporazione per fusione di Enìa dentro alla torinese Iride, il tam tam si è rimesso in moto e dipinge uno scenario dai contorni ben delineati: il Comune di Parma chiederebbe la nomina di Villani a vicepresidente di Iren e, calendario alla mano, c’era tempo fino a lunedì per indicare le proposte di nomina in vista dell’Assemblea dei soci di fine agosto. L’operazione, va da sé, non è indolore, a cominciare dal fatto che, dopo la fusione, vicepresidente di Iren è diventato Andrea Allodi 8già presidente di Enìa). L’amministrazione guidata da Pietro Vignali sarebbe pronta a puntare su un cambio della guardia per tre ragioni. Innanzi tutto, pesano i rapporti non certo idilliaci tra Allodi e Vignali registrati negli ultimi tempi, almeno da quando il Municipio ha preso una posizione attendista sul tema dell’inceneritore, culminata con l’istanza di una maggiore trasparenza di Enìa sul piano economico dell’opera, presentata a mezzo stampa il 7 giugno. Poi, gioca un fattore squisitamente politico: al sindaco farebbe comodo avere ai vertici del neonato gruppo di servizi – in cui il Comune è socio per appena il 6% – un mastino di fiducia, e Villani (la sua designazione sarebbe stata sponsorizzata da un pezzo da Novanta del Pdl come il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi) proprio su questo gioca. Il dilemma, casomai, sarebbe un altro: chi potrebbe opporsi nella compagine al governo del ducato all’ascesa di Villani? Nel suo partito l’ex senatore ed architetto Vittorio Guasti sembra altrettanto intenzionato a puntare all’entrée in Iren. Che ne pensano, poi, i neocivici del sindaco o i centristi dell’Udc? Terzo e ultimo elemento d’analisi: ad Allodi viene imputata dai sostenitori di Villani – per il momento ben cauti nel dichiarare ufficialmente – la responsabilità di aver svenduto ai reggiani, fin dai tempi di Enìa, la governance dell’area vasta pur di mantenere a Parma la sede della multiutility. Una posizione che, giurano i bene informati, non sarebbe del tutto aliena nemmeno a Torino, patria sinistrorsa dell’ex Iride. Stante questa situazione, c’è chi è pronto a scommettere che se il primo cittadino chiedesse ad Allodi di farsi da parte, il vicepresidente non potrebbe, come si suol dire, “restare in chiesa a dispetto dei santi”. Altro è il discorso sulla posizione di Villani. Nel Pdl sono in molti ad essere convinti che qualcosa di grosso stia bollendo intorno al grande capo. Qualcosa di talmente grosso che Villani non dovrebbe nemmeno rinunciare al suo incarico di parlamentare regionale e al generoso emolumento mensile corrisposto dall’Emilia-Romagna. Infatti, la Regione non ha nessuna partecipazione dentro a Iren e non si pone punto il caso di una incompatibilità dell’azzurro o della sua rinuncia, se approderà alla vicepresidenza Iren, ad una delle due “paghette”. Altro discorso, invece, vale per il seggio da consigliere comunale a Noceto. Il mantenimento di quella carica, visto che Noceto è socio di Iren, avrebbe comportato la rinuncia da parte di Villani del maxi stipendio di vicepresidente della multiutility (si aggira introno ai 220mila euro). E infatti, elemento in più che conferma che la designazione ai vertici della società di servizi è ormai prossima, Villani la settimana scorsa si è dimesso dal consiglio del suo comune di origine. Il matrimonio Villani-Iren, questa la vulgata ricorrente nel Pdl, metterebbe in palio, invece, la leadership del partito berlusconiano. Cosa non del tutto sgradita ai vertici romani, cui la politica muscolare del “Villo” non ha mancato di creare grattacapi vicini all’imbarazzante. Una su tutte, la gestione dell’affaire Giampaolo Lavagetto, rimasto impigliato nella vicenda delle porno bollette appena in tempo per essere sputtanato da candidato alla presidenza della Provincia (2009) e poi da sfidante proprio di Villani al Consiglio regionale, nel marzo scorso. Se di gossip bisogna andare, tanto vale aggiungere che tra i nomi più gettonati per la successione a Villani al vertice del Pdl circola con insistenza il nome di Vittorio Guasti. Una nomina che suonerebbe come una sorta di compensazione visto che lo stesso Guasti, come detto, sarebbe stato uno dei papabili per la vicepresidenza di Iren. Altro nome nella griglia dei candidati alla guida del Pdl sarebbe poi quello del delfino di Villani Fabio Fecci, ex sindaco di Noceto (la patria di Villani) e attualmente assessore alla Sicurezza nella Giunta di Parma. Il diretto interessato giura di non saperne niente, ma nel suo partito fanno notare che Fecci sarebbe l’uomo giusto un po’ per tutti: per chi vuole addolcire il clima nel Pdl e per chi, lasciandone la guida, sa di poter contare su un fedelissimo. In questo caso partire non farebbe rima con morire”. La Gazzetta risente del clima estivo. Faccio un’eccezione al taglio politico della presente rassegna stampa per segnalare l’articolo “Le parmigiane dicono «no» al topless”. Sara: «Non mi ci metterei nemmeno su un'isola deserta. Elena: «Non mi piace». “Il topless è andato in pensione. Basta fare un giro per le più note spiagge italiane per rendersi conto che sono sempre meno, e sempre meno giovani, le ragazze che scelgono di prendere il sole senza la parte sopra del proprio bikini. Una scelta dovuta al cambiamento della moda o a un ritrovato pudore della società? Le parmigiane hanno opinioni divise sulla reale causa della fine dell’era topless, ma una cosa è certa: nessuna è più disposta a mostrarsi senza un pezzo del costume, soprattutto se in compagnia degli amici. «Non mi piace mettermi in topless, non mi sento a mio agio con tutte le persone che guardano - spiega Elena Di Carlo, 23 anni -. Potrei farlo solo in un posto totalmente isolato. Non credo comunque che il topless sia una moda: una persona prende il sole come si sente, non in base alla moda. Forse dipende molto da chi ci sta intorno, nella spiaggia in cui ci si trova». Non la pensa così Sara Arduino, sempre 23enne: «Penso che ognuno sia libero di prendere il sole come vuole - spiega -, ma io in topless non mi ci metterei mai, nemmeno in un’isola deserta. Non mi sento tranquilla». «Io sono totalmente contraria al topless - commenta invece Eleonora Failoni, 21enne -. Mi mette in imbarazzo e non mi piace mostrarmi. Se le altre ragazze sono in topless non mi dà fastidio, ma non chiedetemi di seguirle… Poi la moda sta cambiando». «Devo ammettere che qualche volta mi sono messa a prendere il sole in topless, ma ero con la mia famiglia in una spiaggia isolata confessa Diana Ledo, 27 anni . Non mi toglierei mai il pezzo sopra del costume quando sono con gli amici. Secondo me se la moda sta cambiando è per questioni di salute: il sole sul seno fa male, le donne hanno capito che bisogna stare attente». Topless bocciato anche per Anna Fornaciari, 17 anni: «Mi sentirei troppo in imbarazzo, non mi piace spiega -. Penso comunque sia tutto legato alla moda: una volta andava, ora no». E la pensa così anche Veronica Zirri, 30 anni: «Penso che dipenda dal carattere delle persone. Io, per esempio, non ho mai preso il sole in topless, mi vergognerei. Forse, se avessi un gran bel seno lo metterei in mostra… - scherza -. Secondo me questa inversione di tendenza è dovuta a un cambio della società: abbiamo ritrovato il pudore che una volta non avevamo, forse anche a causa dell’eccessiva ostentazione fatta negli anni scorsi…».
Andrea Marsiletti

|