† Terra Santa 9 – Nei Vangeli portò la croce di Gesù, per gli gnostici morì in croce al suo posto. Simone di Cirene entra nella Storia (di Andrea Marsiletti)

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TeoDaily – Reportage dalla Terra Santa. La “Via Dolorosa” è una strada di Gerusalemme che, secondo la tradizione, coincide col tragitto lungo il quale Gesù portò la croce fino alla crocifissione sul Golgota.

Nella mia visita a Gerusalemme ho percorso, ovviamente, questa strada che parte dalla Chiesa della Flagellazione e culmina nel Santo Sepolcro.


La 5° tappa della via Dolorosa è una di quelle che più mi intrigavano.

Ma evidentemente intrigava solo me, visto che non c’era nessun altro.

E’ la stazione di Simone di Cirene, detto anche il Cireneo, colui che venne obbligato dai romani ad aiutare Gesù, ormai senza più forze, a trasportare la croce.

L’episodio è raccontato nei tre vangeli sinottici di Marco, Matteo e Luca: ” … costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce. Condussero dunque Gesù al luogo del Gòlgota, che significa luogo del cranio” (Mc 15,21-22).

Non c’era nessuno, grazie a Dio, neppure a sovrapporre pateticamente la sua mano con l’impronta di quella che si ritiene sia di Gesù.


Dopo qualche foto di rito, mi sono concentrato sull’affascinante figura di Simone di Cirene che nei secoli ha saputo conquistarsi la pietà popolare, al punto che l’appellativo cireneo è entrato nel linguaggio comune per indicare la capacità e il coraggio di farsi carico delle sofferenze altrui.

Simone è uno straniero che viene da lontano, l’uomo qualunque che passa di lì per caso, nel momento sbagliato, e carica su di sè, suo malgrado, il peso terrificante della crocifissione del Messia, del Figlio dei Dio, che stava morendo per la salvezza dell’Umanità.

Un incrocio di destini pazzesco!

E’ lui a portare la croce, quando gli apostoli erano fuggiti, quando Pietro lo aveva rinnegato, quando solo le donne erano lì con lui, la Vergine Maria e Maria Maddalena prime tra tutte.

Simone ci insegna che la croce di un lutto, di una malattia, di un’ingiustizia può diventare l’occasione per incontrare Gesù, che compare all’improvviso nella nostra vita, chiede il nostro aiuto e ci chiama al sacrificio.

Simone, uno sconosciuto che nessun profeta aveva previsto, diventa un protagonista della Passione di Cristo, entrando nella Storia.

Ma c’è qualcuno che ha innalzato Simone ancora più in alto e lo ha messo addirittura in croce, al posto di Gesù.

Già, è la storia raccontata nel “Secondo trattato del grande Set”, uno scritto apocrifo del II secolo di matrice gnostica ritrovato a Nag Hammadi che rivela la “vera” storia del Cristo narrata da questi in prima persona, il suo incarico celeste, la sua discesa nella materia e il suo ritorno al Pleroma: Gesù sarebbe fuggito alla sua esecuzione perchè, proprio mentre Simone lo stava aiutando, tra loro ci fu uno scambio di persone (“Era un altro, il loro padre, che ha bevuto la bile ed l’aceto; non ero io.Chi fu percosso con la canna, era un altro, Simone, colui che portò la croce sulle sue spalle. Era un altro colui cui hanno messo la corona di spine”).

Gesù, quindi, per gli gnostici, si sarebbe salvato.

Nella visione docetista dello gnosticismo cristiano delle origini la materia è il male, la carne è il male, quindi Gesù non poteva essere un uomo ma solo divinità. E la divinità non può morire. Del resto non si poteva credere nella “dottrina di un morto”. In questo modo gli gnostici spiegavano perché Cristo fu visto ancora vivo da centinaia di testimoni dopo la sua condanna a morte.

La versione di Gesù che sopravvive venne ripresa secoli dopo dall’Islam per il quale non era ammissibile la crocifissione di un profeta.

A morire in croce è quindi quel poveraccio di Simone, mentre Gesù è descritto in piedi a guardare la scena “ridendo della loro ignoranza” perchè i romani e gli ebrei non avevano capito cos’era successo.

Siamo davanti alla negazione della morte e resurrezione di Cristo.

Un’eresia gravissima.

Tanto avvincente quanto fantasiosa.

Andrea Marsiletti

REPORTAGE TERRA SANTA

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