Mollare tutto: istruzioni per l’uso

28/07/2009

Massimo Dallaglio è nato a Reggio Emilia nel 1966. Dopo studi scientifici e diverse attività in campi artistici, si laurea in sociologia. Contemporaneamente trasforma il suo hobby, la fotografia, nell’attività principale diventando fotografo professionista iscritto TAU visual e giornalista pubblicista grazie alle sue innumerevoli pubblicazioni fotografiche. Fra le fotografie più note quelle dei ritratti di personaggi famosi realizzati per i book e i magazine del Billionaire, il locale di Flavio Briatore per il quale Dallaglio ha lavorato per tre anni.
Massimo, che ha anche un proprio sito internet (www.massimodallaglio.it) ha creato un portale particolarmente innovativo e di successo, www.mollotutto.com dove si narrano le storie di chi ha lasciato tutto ciò che stava facendo per cambiare vita altrove.

Massimo, parlaci della tua idea di creare un portale internet (www.mollotutto.com) sugli italiani che decidono di cambiare improvvisamente vita mollando tutto il loro presente in Italia.
L’idea mi venne nel 1998, quando mi interessai ai diversi aspetti del doversi trasferire per tanto tempo in un paese straniero. Mi sembrò quindi una buona idea raccogliere in un portale tutte le storie e le informazioni raccolte in merito. Successivamente, visto il grande interessamento dei media per la mia iniziativa, decisi di registrare il marchi MOLLOTUTTO e di registrare il portale come magazine on line. Insieme alla regista romana, Francesca Fini, abbiamo inoltre realizzato un documentario che ha recentemente concorso al Ostia film Festival.

Perché secondo te ad un centro punto in una persona scatta la voglia di mollare tutto?
E’ il sogno di molti: mollare tutto in Italia e andare a vivere stabilmente in un paese tropicale dov’è sempre estate, ricominciando con una nuova attività magari in campo turistico. Qualcuno ci riesce.
«Due anni fa ho lasciato Milano, dove facevo l’impiegato, per aprire un bar nella capitale cubana» racconta un milanese. «Ho trasferito in banca all’Avana tutto ciò che avevo: 48.000.000 delle vecchie lire. Mi sono comprato un piccolo alloggio sul mare e ho aperto il locale in società con un cubano». A questo signore è andato tutto bene, ma non a tutti quelli che tentano questa avventura va altrettanto bene: alcuni sono costretti a rientrare in patria, doppiamente frustrati perché hanno perso, insieme ai risparmi, anche la speranza.

Quindi ci sono anche dei rischi. Come fare per scongiurarli?
Innanzitutto è bene concedersi una lunga vacanza – almeno un mese – nel Paese che interessa per svolgere un profondo sopralluogo. Un tempo necessario per farsi un’idea sulla realtà locale ed anche sui business possibili. Occorre informarsi bene su quali studi legali affidarsi per tutelare gli interessi organizzando tutto d’intesa col commercialista di fiducia in Italia.
La scelta della destinazione è importantissima: va scelto un Paese dove il costo della vita sia molto più basso che in Italia, possibilmente uno che sia in fase di sviluppo turistico, ma comunque sempre con una situazione politica stabile e sicurezza sociale.
Infine la cittadinanza: prima di fare qualsiasi scelta, anche se reversibile, è bene fare le valutazioni considerando non solo le agevolazioni fiscali e finanziarie in ordine all’eventuale residenza od attività da svolgere all’estero, ma anche vari altri aspetti, tra cui, il tipo ed il livello dei servizi offerti dal Paese o dai Paesi prescelti, ad esempio quello dell’assistenza sanitaria, previdenziale, etc.

Poi funziona la “nuova vita”?
Ce la fa solo chi si è mosso in maniera intelligente, facendo diversi sopralluoghi nel paese di destinazione acquisendo quindi diverse conoscenze e diversi contatti in loco. Ricevo tante email da parte di persone che desiderano trasferirsi all’estero, purtroppo devo ricordare a tutti che io raccolgo solo testimonianze di altre persone con le quali redigo articoli come un normale “giornale” e quindi non sono in grado di dare consigli direttamente e tantomeno dare indicazioni o giudizi.
Tuttavia mi sembra di capire che in tanti abbiano dei ricordi meravigliosi legati alle vacanze trascorse in paesi stranieri, magari in luoghi tropicali dove la vita costa meno che da noi. Ricordi che potrebbero fare pensare che esistono dei posti migliori dove vivere, ma non sempre è così…

A te non è mai venuta voglia di fare la stessa cosa? Cioè di andare a costruirti una nuova vita altrove?
Sì, però ho avuto alcune contingenze familiari che non mi hanno consentito di andarmene all’estero.. o meglio, non mi hanno consentito di rimanere all’estero sereno e senza preoccupazioni…