Unipr: accordo di cooperazione con il Corpo d’Armata Nato

Università di Parma e Nato Rapid Deployable Corps – Italy insieme per sviluppare studi e analisi negli ambiti di attività del Comando multinazionale Nato. È lo spirito di fondo dell’accordo di cooperazione che da oggi unisce le due realtà, firmato questa mattina nella sede dell’Ateneo dal Rettore Vicario Giovanni Franceschini e dal Generale di Divisione Maurizio Riccò, Capo di Stato Maggiore del Nato Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA), alla presenza di Gino Gandolfi, Pro Rettore con delega allo Sviluppo delle relazioni d’impresa e con il territorio, referente dell’Università di Parma per l’attuazione dell’intesa.

Il Rettore vicario Giovanni Franceschini ha aperto la conferenza stampa ringraziando calorosamente il Generale Riccò per l’importante occasione interdisciplinare rivolta agli studenti dell’Ateneo, che grazie all’accordo firmato oggi potranno trascorrere periodi formativi presso le strutture del Comando a Solbiate Olona, in provincia di Varese.

Il Generale Maurizio Riccò, dopo aver ricordato che il Nato Rapid Deployable Corps – Italy è un Comando multinazionale in cui l’Italia, in qualità di nazione guida, fornisce oltre alla sede circa il 70% del personale, ha affermato che «la sigla dell’accordo di cooperazione con l’Università di Parma rappresenta un passo in avanti per rafforzare la capacità di NRDC di ampliare la conoscenza e la rete di contatti del mondo accademico, sulla spinta del cosiddetto Comprehensive Approach, Nuovo Concetto Strategico adottato dalla Nato nel corso del Summit di Lisbona del 2010».

Anche il Pro Rettore Gino Gandolfi, referente dell’intesa per l’Ateneo, si è unito ai ringraziamenti, ricordando che la strada dell’accordo con il Nato Rapid Deployable Corps era già stata aperta nei mesi scorsi dal Rettore Loris Borghi e dall’allora Pro Rettore vicario Giovanni Franceschini, che avevano ospitato in Ateneo la conferenza del Generale di Brigata Luca Fontana su “Nato e Mediterraneo, scenari geoeconomici in evoluzione”.

La firma di oggi è particolarmente significativa: l’Università di Parma è infatti tra i primi Atenei italiani a siglare un accordo di cooperazione con la Nato.

Queste le Istituzioni Accademiche con cui il Comando del Corpo d’Armata di Reazione Rapida della Nato in Italia ha stretto o è in procinto di stringere intese e accordi di cooperazione:
– LUISS di Roma;
– Università “Carlo Cattaneo” (LIUC) di Castellanza (VA);
– Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”;
– Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
– European University Institute di Firenze
– Scuola Universitaria per mediatori linguistici di Milano.

L’intesa con l’Università di Parma prevede, tra le altre cose, la partecipazione di studenti selezionati dell’Ateneo, sotto la supervisione accademica, alle attività di studio e approfondimento che l’NRDC-ITA conduce a scopo esercitativo, con particolare attenzione allo sviluppo e presentazione di analisi politiche, economiche, sociali, infrastrutturali e di informazione relative a scenari fittizi di esercizio; la partecipazione di personale militare del NRDC-ITA e dell’Università di Parma a conferenze, seminari, convegni su temi di interesse comune negli spazi dell’Ateneo o di NRDC-ITA; l’integrazione di studenti selezionati dell’Ateneo, sotto la supervisione accademica, nell’attività condotta da NRDC-ITA per una più appronfondita comprensione di situazioni politiche, economiche, sociali, infrastrutturali, informative e le cause della stabilità o dell’instabilità negli scenari di crisi del nostro tempo.

Il personale di NRDC-ITA fornirà orientamento, assistenza e consulenza, e avanzerà richieste specifiche di supporto per argomento e area geografica. Fornirà poi un feedback diretto, contribuirà all’analisi e individuerà le aree per indagini più approfondite, in modo che gli studenti possano apprezzare l’applicazione diretta dello studio accademico in situazioni pragmatiche e reali.

Le attività oggetto dell’accordo si svolgeranno nell’anno accademico 2017-2018, a partire da ottobre 2017 e con una durata minima di un anno.