Oggi è troppo facile pugnalare Scarpa. Morire non è un crimine

E’ troppo facile dare addosso a Paolo Scarpa, soprattutto oggi che si è dimesso dal consiglio comunale.

Lo fanno tutti.

Cominciarono a farlo i segretari di circolo del Pd che, subito dopo le comunali, lo scaricarono come un brutto male additandolo pubblicamente a principale responsabile della sconfitta.

Lo fece il Pd regionale che, con il corpo di Scarpa ancora caldo, ci mise un nanosecondo a passare con Pizzarotti, delegittimando tutto quanto il candidato del centrosinistra aveva dichiarato in campagna elettorale e la sua stessa presenza in Consiglio comunale.

Lo hanno fatto alcuni membri della lista Parma Protagonista che hanno preso armi e bagagli e salutato Scarpa. Prima che lui salutasse loro.

Ieri anche il suo ex braccio destro, Nicola Dall’Olio, lo ha pugnalato (leggi), scaricandogli addosso tutte le colpe della disfatta. Sono lontani i tempi in cui i due giravano video simpaticoni in cucina alla Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Adesso che non c’è più niente da dare o da prendere. C’è solo la sconfitta, che avrà per sempre il loro volto.

Anche il sindaco Pizzarotti ha infierito senza la pietà che sarebbe buon costume riconoscere ai vinti (leggi). Un attacco che però, politicamente, ci sta tutto.

No, non seguo l’insegnamento del Grande Timoniere “bastona il cane che affoga!

Non può pagare per tutti!

E’ indubbio che Scarpa porti enormi responsabilità nella sconfitta elettorale, non sarò certo io a negarle avendole più volte evidenziate. Lui ci ha messo del suo sfidando ogni convenzione impostando un’intera campagna elettorale senza uno straccio di idea, se non la provocazione che avrebbe debellato lo spaccio cittadino in un anno, con tanto di count down attivato (leggi). Ma il più grosso errore fu di mettersi nelle mani di chi giorno dopo giorno gli stringeva il cappio al collo: i suoi generali lo affossavano mettendo alla berlina la coalizione di centrosinistra sui giornali per settimane e settimane con risse interne che nauseavano gli elettori. Arrivarono fin a chiedere deferimenti ai probiviri per regolare conti e consumare vendette. In piena campagna elettorale. Davanti agli occhi sconcertati dei parmigiani il Pd bruciava.

Non c’è poi da stupirsi se a questi perdenti va sempre tutto storto… se qualcosa va dritto è un camion.

Oggi come ieri… il raptus omicida torna fuori, incontrollabile.

L’esperienza di Scarpa si è conclusa come era iniziata, con una pubblica mattanza.

Non poteva essere diversamente.

Il suo tempo verrà ricordato come una follia collettiva.

Nessuno lo rimpiangerà.

Ma morire non è un crimine.

Andrea Marsiletti

(foto: Repubblica Parma)