Foibe, Partito Comunista di Parma polemico col Presidente dell’Anpi nazionale: “O si sta con gli antifascisti o con chi sdogana i neonazisti”

Il 30 marzo 2004, grazie alla convergenza bipartisan delle forze di destra e di centrosinistra all’interno del Parlamento, calava definitivamente il sipario sulla matrice antifascista dell’Italia Repubblicana. Da allora in avanti l’unico antifascismo accettato è stato quello di maniera, quello di facciata, mentre è stato ed è vilipeso e duramente condannato quello genuino, quello militante.

Nella nostra città, medaglia d’oro alla resistenza, diverse associazioni antifasciste, non di facciata, organizzano da anni, nella più totale indifferenza dei media sia locali che nazionali, in occasione del Giorno del Ricordo, una iniziativa che, anche con il contributo di storici, cerca di far luce su un caso di revisionismo eclatante come quello delle Foibe.

La XIV edizione di questa iniziativa, ovvero quella di quest’anno, invece sembra aver suscitato ampie polemiche, specialmente in un personaggio a cui fanno eco, prontamente, i media ufficiali servilmente prostrati, ossia all’attuale ministro degli Interni Salvini che, ancora una volta, ha avuto modo di esibire il suo grezzo anticomunismo agitando lo spettro del negazionismo contro la manifestazione e contro l’ANPI in particolare, rea di esserne promotrice.

Con la istituzione del giorno del ricordo il nostro paese ha regalato uno strumento straordinario alle forze reazionarie per sovvertire il senso della storia, per travisare tra vittime e carnefici, tra chi scatenò gli orrori della seconda guerra mondiale e chi fermò e sconfisse l’orda nazifascista.

Al presidente dell’ANPI nazionale diciamo invece che non è possibile fare appelli all’antifascismo e poi considerare “non condivisibile” quanto fanno coloro che l’impegno antifascista lo esercitano in modo costante e genuino, pagandolo anche attraverso insulti, minacce e ritorsioni.

Egregio presidente, o si sta con gli antifascisti militanti o si sta con il PD di Fassino, della Serracchiani e company o peggio ancora con chi sdogana gruppi neonazisti come casapound.

Presidente, ci vuole una buona dose di coerenza e di coraggio intellettuale, soprattutto per chi rappresenta coloro che di coraggio ne hanno avuto sino ad immolarsi per una causa che sicuramente non prevedeva esitazioni di sorta.

Per il Partito Comunista rimane sempre valida e più che mai attuale la definizione del Comitato Esecutivo della III Internazionale Comunista che definì “il fascismo come l’aperta dittatura terroristica degli elementi più reazionari, più sciovinisti, più imperialisti del capitale economico” e quindi non può che aderire senza se e senza ma all’iniziativa “Foibe e Fascismo”.

Mentre si fa un gran parlare di crimini negazionisti, chi dovrebbe applicare tale norma nel panorama legislativo italiano si è già macchiato a sua volta di negazionismo consentendo al revisionismo storico di assumere vesti istituzionali.

Perfetta sintesi di revisionismo e neo nazionalismo italiano è il monumento di Basovizza, il pozzo minerario portato a simbolo delle foibe, dove al suo interno furono ritrovati dagli angloamericani i resti di una decina di persone, per lo più soldati tedeschi caduti in battaglia, e dove ogni anno, il 10 febbraio, in barba alla vuota retorica nazionale, sono i gruppi di nazifascisti italiani a ritrovarsi per rendervi omaggio con il loro saluto romano.

Salvini, ed i fascisti nostrani ringraziano.

Partito Comunista Federazione di Parma

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