Parma-Torino 0-0. I crociati muovono la classifica

foto: parmacalcio1913.com

Parma-Torino 0-0

PARMA CALCIO 1913: Sepe, Iacoponi (cap.), Dimarco (47′ st Bastoni), Ceravolo (26′ st Siligardi), Sierralta, Barillà, Gazzola (43′ st Scozzarella), Gagliolo, Rigoni, Kucka, Sprocati.
A disposizione: Frattali, Brazao, Stulac, Diakhate, Schiappacasse, Machin, Gobbi, Dezi.
All.: D’Aversa.

TORINO FC 1906: Sirigu, Izzo, Baselli, Belotti (cap.), Ansaldi (21′ st Zaza), Berenguer, Meité, Moretti, De Silvestri, Nkoulou, Rincon (12′ st Parigini).
A disposizione: Ichazo, Rosati, Singo, Damascan, Djidji, Bremer, Konè.
All.: Mazzarri.

Arbitro: Sig. Daniele Doveri di Roma 1. Assistenti: Sigg. Fabrizio Posado di Bari e Damiano Di Iorio di Vco. IV Uomo: Sig. Livio Marinelli di Tivoli. V.A.R: Sig. Piero Giacomelli di Trieste. A.V.A.R.: Sig. Gianluca Vuoto di Livorno.

Note – Calci d’angolo: 3-4. Ammoniti: Rincon (T), Gagliolo (P), Ansaldi (T), Gazzola (P), Belotti (T), Zaza (T), Sierralta (P), Izzo (T), Kucka (P). Recupero: 1’pt, 4’st. Spettatori: 16.924 (12.959 abbonati, 3.965 paganti di cui 1.665 ospiti) per un incasso di 182.971,82 Euro.


Al termine del match concluso 0-0 al Tardini, Mister Roberto D’Aversa ha incontrato i giornalisti in sala stampa.

Ecco le sue parole:

“Oggi i ragazzi hanno fatto un’ottima prestazione, sono andati in campo con lo spirito di una squadra che vuole salvarsi a tutti i costi. La partita l’hanno fatta loro ma abbiamo avuto comunque due situazioni per andare in vantaggio, per il morale con il quale arrivavamo dalla sconfitta di Frosinone i ragazzi hanno fatto un’ottima partita. Noi adottiamo un sistema di gioco da diverso tempo ma vi posso garantire che il 3-5-2 lo abbiamo utilizzato più volte, poi chiaramente dipende dalle caratteristiche di chi hai a disposizione. Per chi ho scelto dall’inizio era meglio usare questo sistema anche se poi dipende dall’atteggiamento con il quale si affronta la gara a farti portare o meno a casa il risultato. Oggi in mancanza di tanti attaccanti era difficile schierare il tridente. Credo sia anche importante evidenziare quanto successo ieri, con i tifosi che ci sono venuti a incitare come prima del derby con la Reggiana; la compattezza d’ambiente ha portato i ragazzi a fare qualcosa in più e questo è importante per raggiungere il nostro obiettivo”.

“Questa partita è stata caricata più del dovuto, ho letto di cose che sarebbero successe all’andata di cui non mi ero accorto… Noi abbiamo interpretato la gara per cercare di portare a casa il risultato, il nostro obiettivo è diverso dal loro e quando due squadre che non l’hanno ancora raggiunto si incontrano è normale che ci sia della tensione, fa parte dello sport e della competizione, ma quando la gara finisce ci si saluta tutti. Non credo si sia andato oltre. La fase difensiva? Eravamo schierati con un 3-5-2 dove facevamo uscire da una parte sul loro terzio Kucka e dall’altra Sprocati. L’obiettivo era quello di occupare le nostre posizioni solite di gioco quando eravamo in costruzione, con Gazzola a ricoprire una zona d’ampiezza e Kuco a lavorare basso o alto e a sinistra a sviluppare come sempre con il 4-3-3″.

“Ceravolo? Sta dimostrando grande attaccamento, a Frosinone ha giocato sebbene inizialmente si era valutato anche di non portarlo per un problema fisico. Oggi finchè il fisico lo ha retto ha fatto una grandissima partita. Lui è un giocatore importante, lo scorso anno ha contribuito alla promozione, ha un attaccamento diverso alla maglia. Quando interpreta le partite così come sta facendo ora convinto dei propri mezzi, anche in Serie A può darci una grossa mano. Sono contento per lui, ha segnato mercoledì e oggi si preso una rivincita visto che su di lui c’era dello scetticismo. Era importante trovare un certo equilibrio, oggi in campo sono andati giovani come Sierralta e Dimarco o Sprocati che ha giocato meno e la volontà di fare risultato è stata maggiore di quella dell’avversario nonostante la superiorità tecnica come accaduto oggi. Poi ci può essere di mezzo un episodio come accaduto a Frosinone alla fine, non facciamo polemiche sull’arbitro ma pensiamo a migliorare noi, da qui alla fine del campionato l’obiettivo è concedere il meno possibile agli avversari, cercando se si fa gol di portare a casa la partita, non come contro la Spal o lo stesso Frosinone. Chi si deve salvare deve soffrire per non far segnare gli avversari”.

“Abbiamo nella ripresa più coraggio nell’andarli a prendere ma abbiamo anche subito un paio di ripartenze pericolose: c’erano giocatori che venivano da tre gare giocate di seguito e chi da lunga inattività, bisogna essere intelligenti nella gestione della partita. E se hai già difficoltà numeriche di formazione non puoi bruciarti dei cambi per una questione fisica, bisogna saper leggere quando è il momento di andare in aggressione e quando attendere“.