Vent’anni di violenze: ex compagno arrestato per maltrattamenti e stalking

Nei giorni scorsi, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Parma, ufficiali di PG della Squadra Mobile di Parma hanno tratto in arresto un soggetto, gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti e stalking ai danni della moglie.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Parma – gruppo fasce deboli, sono partite dalla denunzia della vittima, una quarantenne parmigiana, la quale, nei primi giorni di febbraio, si è presentata presso gli uffici della Squadra Mobile per riferire in merito alle condotte moleste e violente da parte dell’ex compagno e padre del proprio figlio. Sin dalle prime parole, si comprendeva che la donna avesse maturato la decisione di raccontare la sua storia agli inquirenti in quanto esasperata ed intimorita dalle condotte sempre più violente dell’ex compagno, ma il legame ventennale con questi ed il timore che la sua decisione potesse esasperare ulteriormente la condizione propria e della propria famiglia le impedivano di aprirsi completamente. Tuttavia, evidentemente rassicurata dal personale specializzato della “Sezione reati con la persona” della Squadra Mobile, la donna ha iniziato a descrivere una storia d’amore, nata quanto lei era poco più che ventenne e che era stata segnata, sin dall’inizio, da violenze verbali, fisiche e psicologiche.

Le vessazioni dell’ex compagno, anch’egli quarantenne -già conosciuto per numerosi precedenti di polizia per reati contro la persona ed in materia di stupefacenti- si sarebbero concretizzate, soprattutto, in frequentissime e furiose scenate di gelosia che spesso degeneravano in aggressioni fisiche nei confronti della donna stessa, dei suoi familiari, degli amici ma anche nei confronti di sconosciuti, che in più occasioni sono intervenuti per sedare le violente liti scoppiate tra i due anche in luoghi pubblici.

Sono così emersi singoli episodi, da una aggressione risalente ai primi anni 2000 all’interno di un locale pubblico (allorquando la persona offesa ed una sua amica avevano subito l’aggressione fisica dell’uomo a causa di una conversazione con un amico protrattasi troppo a lungo), a percosse e minacce subite da lei e da uno sconosciuto passante che aveva provato a frapporsi tra i due fidanzati durante un litigio avvenuto in strada, dopo che lui l’aveva inseguita e costretta a scendere dall’auto su cui stava viaggiando.

Gli episodi di violenza narrati dalla donna, protrattisi per circa due decenni, sarebbero stati numerosi e sarebbero proseguiti anche quando la relazione si era trasformata in una stabile convivenza ed anche quando, nei primi anni del 2010, era nato un figlio.

Gli episodi verificatisi all’interno delle mura domestiche, in alcune circostanze anche dinanzi al figlio, sarebbero stati numerosi e connotati da ancora maggiore violenza ed è in questo periodo che la vittima è stata costretta a ricorrere, in più occasioni, alle cure dei sanitari senza però mai spiegare la causa delle ferite riportate.

L’uomo, tuttavia, dopo ogni aggressione, facendo leva sul sentimento della donna e sulle ripercussioni che una loro separazione avrebbe potuto avere sul proprio figlio, l’avrebbe indotta a desistere dai suoi propositi di interrompere definitivamente la relazione e ad allontanarsi dalla loro casa.

Tuttavia, circa 2 anni fa, al culmine dell’ennesima lite in cui l’uomo l’avrebbe picchiata colpendola ripetutamente al volto e costringendola a trovare riparo nell’appartamento di una vicina, la donna ha deciso di allontanarsi definitivamente, trasferendosi, insieme al figlio, nell’abitazione della propria famiglia.

Anche a distanza, tuttavia, le condotte minacciose, violente e persecutorie dell’uomo non sarebbero cessate, fino a quando -dopo l’ennesima aggressione avvenuta nei primi giorni del 2019- la donna ha deciso di rivelare la sua storia con tutti i risvolti drammatici.

IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
dott. Alfonso D’Avino

CM2000