Essere o non essere malato mentale: i transgender di Parma hanno tanti dubbi sulle novità

Da qualche settimana nella nuova classificazione fatta dall’OMS, tra disordini mentali e comportamentali non risulta più la disforia di genere.

Se fino a poco tempo fa la disforia di genere era ritenuta un disturbo dell’identità di genere, ora essere transgender non è più una malattia mentale e così viene cancellato lo stigma che da anni perseguita tali persone. Solo un anno fa l’OMS aveva continuato ad annoverare la disforia di genere nell’elenco cosiddetto ICD, ciò per assicurare a coloro che avevano bisogno di cure importanti di poter avere l’assistenza medica gratuita.

Tale decisione dell’OMS entrerà in vigore solo da Gennaio 2022, ma già da ora spinge tutti i governi nazionali a modificare le loro legislazioni in materia.

A Parma nell’ambito dell’Associazione LGBT Ottavo Colore c’è un gruppo denominatosi TIP, ( trans in Progress) che ha colto la notizia con gioia, ma che al tempo stesso attende chiarimenti e delucidazioni circa gli effetti che tali novità avranno sulla garanzia o meno di spese mediche finora ad appannaggio delle istituzioni. Infatti, le cure ormonali sono molto care e costose e non tutti coloro che vogliono migrare sessualmente possono permettersele. Ciò creerebbe una profonda ingiustizia perché consentirebbe solo alle persone facoltose di avere accesso a tali interventi e alle cure ormonali necessarie.

Il gruppo TIP tiene mensilmente degli incontri di mutuo aiuto ai quali sono invitate persone che si riconoscono no-binary, gender queer, e genderfluid e che si frequentano spesso anche per socializzare tra di loro. Sono in tanti in Parma e nel territorio coloro che vivono con la percezione che il proprio sesso biologico non corrisponda alla propria identità. Così, tali persone non verranno più considerate ” disturbare mentalmente” ma, solo sofferenti di una forte e continua incongruenza tra il proprio sesso biologico e l’identità di genere vissuta.

Ci si augura che l’OMS a seguito di tale novità che riconosce civiltà, faccia seguire un ulteriore progresso civile, invitando tutti i governi locali a continuare a garantire l’accesso a quelle cure e a quegli interventi che possono “realmente cambiare ” la vita di una persona.

Raffaele Crispo – Ronzoni Elvis

CM2000