TiBre, Pinardi: “Bene il completamento dell’autostrada A15”

Il Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna ha votato il documento sulle infrastrutture del Piano Regionale 2025.

Un atto politico di straordinaria importanza che conferma la visione strategica dell’amministrazione regionale di una delle più avanzate e sviluppate regioni d’Europa.

La provincia di Parma vede, tra gli obiettivi prioritari, il completamento dell’autostrada A15 fino al collegamento con la A22 in Veneto, che ridurrà notevolmente i tempi di collegamento tra i porti del Mar Ligure e Tirreno e il Brennero, rendendo strategico il territorio parmense per le attività di servizio alla logistica che potranno essere potenziate.

Inevitabilmente la scelta del Consiglio Regionale porterà il suo carico di polemiche da parte di coloro che si sono schierati, anche negli anni più recenti, contro il completamento della TiBre. Sindaci e amministratori comunali, e associazioni ambientaliste , faranno sentire la loro voce per contestare l’opera. Nelle recenti elezioni comunali, comprese quelle del Comune di Parma del 2017, il tema non è stato trattato adeguatamente da nessuno dei candidati sindaci di qualsivoglia schieramento. Un segnale di debolezza della classe politica che non aiuta a favorire il confronto, nel rispetto delle legittime diverse opinioni , sulle scelte strategiche per favorire crescita e progresso del territorio parmense. Ora si apre una fase in cui è auspicabile che maturino idee e proposte per il completamento autostradale che prevede, tra l’altro, un nuovo ponte sul fiume Po.

Nel Prit si ribadisce anche il potenziamento della linea Pontremolese, opera probabilmente mai veramente voluta dalle Ferrovie dello Stato. Su questa linea ferroviaria andrebbe aperto un capitolo a parte – auspicando che le forze politiche , economiche e sociali, raccolgano l’invito a discuterne – perché l’attuale tracciato, anziché congiungersi con la linea Milano-Bologna in prossimità del Centro di Interscambio (CEPIM), attraversando il tratto Fornovo-Medesano-Noceto, come apparirebbe logico essendo il raddoppio fondamentalmente motivato dal trasporto merci da e per il Tirreno e da e per il Nord Europa , prevede lo sbarco diretto nella stazione di Parma, non attrezzata per la gestione dei carichi. Con in più, la necessità di realizzare l’attraversamento di un intero quadrante della città attraverso percorso interrato di quasi due chilometri in zona Crocetta, che comporterà inutile violenza sul tessuto urbano e prevedibili disagi e costi inevitabilmente molto superiori.

E’ previsto inoltre, il completamento della Cispadana entro il 2024 che consentirà di collegare il casello dell’A15 di SissaTrecasali con la superstrada regionale in direzione Ferrara.

Il Prit 2025, su cui si tornerà, è un documento naturalmente ricco di scelte strategiche che riguardano altre infrastrutture importanti per Parma, come l’Aereoporto, ma non fa nessun cenno all’utilizzo della interconnessione tra la stazione di Parma e la linea dell’Alta Velocità, che in virtù di accordi tra il Comune di Parma e le Ferrovie Italiane, causa la perdita della Stazione Mediopadana, doveva garantire diverse fermate delle Frecce nella Stazione di Parma. Cosa mai avvenuta fin’ora per la debolezza o la sottovalutazione, da parte delle istituzioni locali,nel far rispettare gli accordi sottoscritti.

Massimo Pinardi
Presidente LibertàEguale Parma