“Sconcertante, edizione speciale crisi” (di Alberto Padovani)

Il Presidente Mattarella ha parlato non più di 5 minuti.

Ancora più asciutto, conciso e preciso, se possibile, rispetto al suo stile usuale, già di per se poco propenso all’allungamento del brodo nell’arte oratoria.

Evidentemente non ha gradito molte cose dell’ultimo periodaccio politico. Non ha gradito le tante mancanze di stile (eufemismo) balneari e non. Non ha gradito lo stile da reality del dibattito al Senato.

Evidentemente è piuttosto incazzato e preoccupato.

In questo rappresenta molto bene il sentire dell’italiano medio. Ha dato 4 giorni alle forze politiche per trovare un’intesa e una proposta. Non uno di più. Poi ci dovrà essere un governo. O il voto. Entrambe le opzioni fanno parte del funzionamento della principale istituzione politica italiana.
Se governo sarà, la sua azione di arbitro potrebbe essere più presente, visto che la sua proverbiale compostezza ha portato ad un primo tempo finito in rissa.

Credo che il Presidente ci conti, non per simpatie politiche, ma per una questione di conti, appunto.

Le scadenze sono improrogabili, Finanziaria in primis. L’IVA incombe come una spada di Damocle… e Zio Sergio sa che sarebbe una misura molto impopolare, che produrrebbe un aumento della tensione sociale, già alta di per se, e già pompata da dichiarazioni irresponsabili di alcuni politici.

Ecco allora che la parola “Responsabilità” torna a bussare alle porte delle forze politiche in campo.

Tutti devono assumersene una parte in questi giorni.

Salvini sa che fare lo splendido, se fino ad oggi ha pagato, da domani potrebbe essere controproducente. La sua prudenza odierna, che gli ha fatto rimangiare parole solenni, è il segno che nessuno può atteggiarsi a guascone.

Renzi ha già rinunciato da tempo al suo sport preferito, l’imitazione di Fonzie, per dedicarsi ad un umile esercizio della politica, da Senatore (ricordate… quello che doveva abolirlo sto Senato!).

Ognuno si sta rimangiando qualche certezza, in vista di mediazioni indispensabili, se non si vuole lasciare l’Italia col sedere scoperto negli ormai vicini freddi autunnali e invernali.

Zingaretti ha già detto e contraddetto diverse volte diversi concetti. Ma nessuno ci fa caso più di tanto, visto che il suo carisma è paragonabile a quello di un impiegato dell’INPS.

Di Maio continua a giocare la parte di chi ha schivato il Tir, nonostante abbia manovrato per il frontale, di chi ha schivato il cazziatone di Conte, nonostante lo meritasse, di chi ha schivato insomma… un vero guaglione fortunato, che fa la faccetta da promosso, mentre si merita una sonora bocciatura.

Eppure l’arbitro coinvolge tutti nel gioco, perché è suo dovere, lasciando solo intendere che i cartellini più importanti li ha in mano l’Europa.

Puoi odiarla questa Europa, ma uscirne significherebbe essere la nuova Grecia… e in Grecia la gente sta male davvero. Molto più che in Italia. Quindi tutti i soloni che alzano la voce contro l’Europa, in questo periodo farebbero bene a lavarsi i denti e a contare fino a 2020 prima di emettere frasi sconfessabili in due secondi, dati alla mano.

A proposito, il grande Savona, il magnifico Savona… Chi l’ha visto? Ci sarà un programma su Rai 3 dedicato a questa cariatide plutocratica, che doveva risolvere tutti i problemi e non ha toccato palla?

Non sarà che anche lui si è sentito sotto osservazione di un arbitro tanto irreprensibile quanto severo?

Tutti hanno sottovalutato Sergio Mattarella, durante l’appello negli spogliatoi. Tutti lo stanno temendo all’ingresso in campo per questo difficile, ma non impossibile, secondo tempo.

Alberto Padovani