Giorgio Pagliari sottosegretario del nuovo Governo: sarebbe la scelta più logica, la scelta più giusta

Nominati i ministri del nuovo Governo Conte Bis, adesso bisogna scegliere i sottosegretari.

Io credo che poche altre persone in Italia meritino di ricoprire l’incarico di sottosegretario come Giorgio Pagliari.

E lo scrivo per profonda convinzione, non per campanilismo o per amicizia.

Lo merita per la sua competenza assoluta riconosciuta da tutti, conquistata non solo dietro una cattedra universitaria ma sul campo prima come consigliere comunale e poi come senatore.

Lo merita perchè nell’ultima legislatura è stato il parlamentare migliore d’Italia come attestato da OpenPolis (leggi), per leggi, interrogazioni, mozioni presentate e approvate, per iniziativa parlamentare, per presenza in aula.

Lo merita perchè è una persona onesta, per davvero, non perchè se lo dice da solo urlando “onestà, onestà, onesta!”

Lo merita perchè è l’esponente del Pd di Parma più conosciuto e stimato tra la gente, probabilmente anche dal sindaco Pizzarotti col quale ha costruito (ricostruito) un rapporto positivo, e forse anche dal Movimento 5 Stelle di cui, a memoria, non ricordo una polemica contro Pagliari.

Lo merita perchè ha saputo conquistarsi la stima tanto del mondo industriale quanto di quello cooperativo.

Lo merita lui, lo merita Parma.

Parma merita una rappresentanza nel nuovo Esecutivo, considerato che è sprovvista pure di una rappresentanza parlamentare di centrosinistra o grillina. E sappiamo tutti quanto sia importante essere nelle stanze dei bottoni. Lo sa Pagliari quando è riuscito a far passare un finanziamento stabile di 1 milione di euro per il Festival Verdi e per i tanti meriti che ha avuto nella designazione di Parma Capitale della Cultura 2020, lo sa il senatore Campari che ha risolto l’annoso problema del Ponte Nord che sembrava insormontabile, lo sa l’on. Cavandoli che ha fatto mettere la realizzazione del nuovo Ponte sul Po Colorno-Casalmaggiore come priorità assoluta nazionale.

La speranza è che, una volta tanto, il Pd possa fare la scelta più semplice, più logica, che quasi sempre è anche la più giusta.

Incrociamo le dita.

Andrea Marsiletti