Venditti: “Ci hanno tolto la luce. Ci hanno smettere. Ha vinto l’assessore”. Guerra: “Ci sono regole che vanno rispettate”

Antonello Venditti l’ha presa con il sorriso ma ha comunque mostrato tutto il suo stupore per quanto accaduto a Parma. Il concerto organizzato nel parco della Cittadella si è infatti concluso prima: “Ci hanno fatto chiudere. Ha vinto l’assessore. Non mi era mai capitato di finire il concerto perché qualcuno ci toglieva la luce. Mi scuso con il pubblico, è imbarazzante”, ha detto mentre, con il suo staff, leggeva i messaggi arrivati dagli organizzatori della serata.

 

 

Arriva subito la replica dell’assessore Guerra su Facebook: “Ieri sera abbiamo assistito a Parma al grande concerto-racconto di Antonello Venditti che sta raccogliendo solo commenti positivi da ogni parte per la qualità e le emozioni che ha trasmesso. Venditti ha un’energia incredibile, la stessa che ha tenuto me e altri in Cittadella fino a tarda ora a parlare con lui (post che ho pubblicato nella notte di ieri…).

Dal palco, Venditti si è lamentato delle limitazioni di orario e ha chiesto ad una “assessora” la possibilità di poter cantare oltre quei limiti. In Cittadella credo che tutti saremmo rimasti ad ascoltarlo fino a notte inoltrata (io sono rincasato dopo le 2), ma quando si organizzano questi eventi ci sono persone esperte e preposte al loro funzionamento che si riuniscono in commissione per decidere cosa è possibile fare e non fare e che limiti e regole bisogna rispettare.

Do tutto questo per scontato, ma visto che mi segnalano post, articoli e dichiarazioni in cui sembra che si sia staccata la luce o cacciato a pedate un artista di quel calibro che ci ha tenuto a lungo a parlare dei suoi rapporti con Parma e che ha detto che la Cittadella gli ha fatto un effetto stupendo, scrivo queste righe. Chi organizza, in questo caso non il Comune, è tenuto a rispettare le regole che la commissione fissa.

E scrivo anche perché Venditti, quando ieri sera ha appreso la situazione da me e dall’assessore Alinovi a fine concerto, ci ha detto di scrivere. Non pensavo fosse necessario, ma visto che anche sulle cose belle rischia poi sempre di fare più notizia la piccola polemica, eccoci qui.