Potere al Popolo candida Marta Collot alla Presidenza dell’Emilia Romagna. I candidati a Parma

Ventisei anni, lavoratrice precaria e laureanda al conservatorio, una militanza di lungo corso che la ha portata a vivere contesti come quello catalano o quello in Rojava durante lo scontro fra Isis e curdi a Kobane: questo in sintesi il profilo di Marta Collot, candidata di Potere al Popolo alla carica di governatrice per le prossime elezioni regionali del 26 gennaio.
Nel presentare nei giorni scorsi a Bologna «la più giovane candidata alla carica di governatore dell’Emilia-Romagna che si sia mai vista», il portavoce nazionale di Potere al Popolo Giorgio Cremaschi ha spiegato la decisione del movimento di correre autonomamente. «Crediamo che gli schieramenti odierni – ha detto Cremaschi − rappresentino gli stessi interessi. Tutti stanno con il profitto, con i ricchi. Noi vogliamo fare un’altra politica. Quello per Potere al Popolo è il voto utile per chi non si sente rappresentato, ormai la metà della popolazione».

Di conseguenza, «Nessuna alleanza con Pd o M5s − ha incalzato Collot−, la nostra forza è la proposta di rottura con il sistema portato avanti da questo genere di partiti». Rottura che nel programma si evidenzia principalmente attraverso tre temi: lavoro, ambiente e servizi pubblici. «Salario minimo a 9 euro per tutti gli appalti – ha spiegato Collot −, una nuova legge urbanistica con vincoli molto più stringenti rispetto a quella recentemente approvata dalla giunta Pd e il No all’autonomia differenziata, che se realizzata porterebbe solo «un ulteriore smantellamento dei servizi pubblici».

Presentati anche i candidati sul territorio di Parma: le ricercatrici precarie Sofia Bacchini (28 anni) e Chiara Pollio (32 anni); l’operaio e sindacalista Usb Domenico Colaninno, 45 anni; il lavoratore precario e consigliere comunale di Busseto Stefano Carosino, 33 anni.

Primo obiettivo: la raccolta delle quasi diecimila firme necessarie per la candidatura.