Corteo fascista a Predappio, “dove giace il corpo del Duce per un Camerata è Terra Santa”. FOTO e VIDEO

Queste ultime e calde giornate di autunno sono un richiamo troppo forte per trascorrere un pomeriggio sulle spiagge delle Romagna.

Avevo letto da qualche parte che domenica 27 ottobre a Predappio si sarebbe commemorato l’anniversario della Marcia su Roma dei fascisti. L’ammassamento sarà in piazza Sant’Antonio, da qui il corteo si incamminerà verso il cimitero dove è sepolto Mussolini.

Per l’occasione sarebbe stata aperta la cripta del Duce… “Certo, non lo dico solo io, ma lo dicono gli operatori economici del comune: la riapertura della tomba riporterebbe tanti turisti sul territorio, con un beneficio per la nostra ricettività, specie per i bar e i ristoranti. L’aumento del turismo gioverebbe dell’indotto di tutto il circondario, che stiamo sviluppando con percorsi enogastronomici e altre iniziative mirate” ha dichiarato una settimana fa il sindaco di Predappio Roberto Canali suscitando l’indignazione dell’Anpi.

Predappio era sulla strada per Cervia… quindi mi sono detto, “perchè non partecipare, da cronista, a questo evento così trash per raccontarlo ai lettori di ParmaDaily e agli amici a cena o davanti alla macchina del caffè?”

A futura memoria, ho voluto distinguermi visivamente, cromaticamente, dal resto del corteo, e mi sono messo un maglione rosso e il cappellino di Fidel. Loro sono quasi tutti vestiti di scuro, chi in camicia nera, chi con in testa il Fez dei giovani fascisti, chi con T-Shirt con i fasci littori, bandiere con l’aquila romana, ecc. No, non si sono fatti mancare nessuna evocazione o simbologia fascisti.

Prima di prendere la parola, l’oratore urla: “Camerati, attenti! Siamo in una marea, in 3.000! Sbaglia chi ci considera dei nostalgici, noi siamo i continuatori della Rivoluzione fascista. La nostra bandiera è più nera della notte”. Al “Camerati, riposo!”, mi aspettavo che i numerosi poliziotti presenti li andassero ad arrestare per apologia del Fascismo o, quantomeno, che un sindaco gli facesse un TSO. Niente. Continuano a vaneggiare di Patria, Cristianità, a glorificare l’azione salvifica di Mussolini. Recitano persino le preghiere del Legionario e del Duce, con tanto di accompagnamento delle campane a festa. “Dove il tuo corpo giace per un camerata è Terra Santa. Duce, continua a vegliare sulla tua Patria. Noi camerati saremo sempre i tuoi profeti. E se un giorno il nostro sangue dovesse scorrere accoglilo nel tuo calice”.

“No, Mussolini è ancora vivo!” grida uno dal pubblico che proprio non vuole rassegnarsi, subito rincuorato da un altro camerata: “No, il Duce non è mai morto. E’ sempre qui con noi.” Benito Mussolini come Jim Morrison.

E quando finisce di suonare la fanfara parte l’urlo ossessivo “Duce, Duce, Duce!”, con i saluti romani che si levano al cielo, con gli occhi che hanno delle visioni soprannaturali.

Dulcis in fundo la visita alla cripta del Duce ma bisogna fare una fila lunghissima per accedervi. C’è da aspettare forse qualche ora. “Basta così, ho già dato” mi sono detto. “Meglio una bella passeggiata sulla spiaggia.”

Nessun oratore ha detto “con Mussolini i treni arrivavano puntuali” nè ha ricordato che “ha bonificato le paludi intorno a Roma”… peccato, ma hanno già fatto ridere abbastanza.

Andrea Marsiletti