Ultima di andata (di Gianni Bandiera)

Ed eccolo il giro di boa. Un passaggio obbligatorio che potrebbe essere platonico o decisivo. Gli statistici informano che in tre quarti dei casi chi passa per primo a metà campionato si laurea campione d’Italia. Sarri se lo augura sperando di essere per una volta dalla parte giusta della classifica. In due occasioni il suo Napoli si è laureato campione d’inverno senza goderne i frutti primaverili.

La Juve supera la Roma in casa sua dopo una strana, usiamo un eufemismo, partita. In vantaggio di due reti a zero con un rigore che poteva essere anche sancito con il rosso da ultimo difensore a Veretout. La Juve controlla troppo anche se la Roma non sembra rendersi realmente pericolosa. Nel finale rigore anche per i giallorossi segnato magistralmente da Perotti che ha suggellato una prestazione deludente. La partita si ricorderà più per i due infortuni a Demiral e al giovane Zaniolo. Due crociati partiti a causa del terreno. Si era giocato solo 24 ore prima il match tra Lazio e Napoli. Se per decenni si è pensato di fare giocare squadre che usano lo stesso terreno di gioco in modo alternato un motivo ci sarà. Misteri che fatichiamo a comprendere.

L’Inter aveva pareggiato in un altro big match contro l’Atalanta. L’uno a uno sembra stare stretto agli orobici che sono partiti ad handicap – solito goal a freddo di Martinez – per poi rinculare sempre più lasciando campo e possesso palla agli assatanati atalantini. Se Muriel non avesse sbagliato il rigore (le percentuali tra errore e bravura del portiere sono 70 a 30, il rigore è pur sempre la massima espressione del tiro che agevola il tiratore…) staremmo parlando di una partita che consacrerebbe maggiormente le velleità della squadra di Bergamo ben oltre il quarto posto.

Un conto è vincere altro è giocare con la cattiveria sportiva, il talento e le idee che brillano come poche volte è successo per una squadra che dati economici e di bacino di utenza alla mano dovrebbe veleggiare qualche piano più in basso.

Il terzo match per importanza si è giocato sabato a Roma tra la Lazio e il Napoli. Usciamo dal coro che elogia la squadra di Inzaghi e non perché non ne riconosciamo la grande annata ma per una volta si è trattato di un risultato che non ha rispecchiato il vero volto della partita. Fuor di metafora il Napoli non meritava di perdere e fino all’obbrobrio della premiata ditta Ospina e Di Lorenzo immobile e company hanno sofferto il nuovo Napoli di Gattuso. Un palo ha tramortito la possibile vittoria e una giocata superficiale del portiere ha fatto rivedere i sorci verdi a un Napoli che dovrebbe raccogliere una serie di risultati positivi per togliersi da dosso la sfortuna e l’aria pesante che si respira all’ombra del Vesuvio.

Il Parma vincendo nel posticipo del lunedì così la scavalca in classifica e si pone a ridosso dei grandissimi lasciando dietro sia il Napoli che il Milan che ha sbancato Cagliari sfoggiando il potenziale di Ibra.

Si sta giocando in queste ore il torneo della Coppa Italia incombenza che andrebbe vissuta come valida alternativa per riparare i danni in classifica e puntare a un obiettivo che prenderà il vero avvio dal prossimo turno. Ma quel turno va conquistato mettendo anche in mostra i gioielli di casa che si vogliono vendere nel mercato di riparazione.

Il prossimo turno propone Juve-Parma in quel di Torino domenica sera e tante piccole trappole disseminate nei campi di provincia.

Da domenica si inizierà la lunga volata che porterà le squadre al finale di stagione e da qui agli europei.

Chiudiamo facendo un grande in bocca al lupo a Demiral e Zaniolo non sembrano potercela fare a recuperare per quell’evento che stranamente vedrà di fronte nello stesso campo che li ha visti uscire rotti l’Italia e la Turchia.

Gianni Bandiera