Il silenzio degli innocenti… o dei colpevoli?

28/06/2010

Sono passati venti giorni da quando da più parti, documenti pubblici alla mano, si è dimostrata l’illegittimità e quindi la necessità di sospendere il cantiere dell’inceneritore (ndr: clicca qui per leggere l’articolo “L’inceneritore è illegittimo” di Andrea Marsiletti).
Ad oggi, dopo una lunga attesa, è pervenuta solo una striminzita e debolissima risposta di Enia che svicola il merito della conformità della convenzione AMPS-ATO e quindi degli atti successivi. Le altre istituzioni coinvolte (sia nelle componenti di maggioranza che di minoranza) si sono nascoste dietro un grande silenzio, nonostante nel frattempo il quesito sia stato più volte riproposto sui giornali e sulle TV dalle interrogazioni del consigliere comunale del PRC Marco Ablondi e dai consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle BeppeGrillo.it, oltre che dal Coordinamento Gestione Corretta dei Rifiuti e dal Partito della Rifondazione Comunista. Ciò per di più avviene in sfregio alla delibera del Consiglio Comunale di Parma del 2006 che vincolava tutte le parti a fornire ai cittadini ogni informazione sull’inceneritore… penso a maggior ragione sulla sua liceità.
E pensare gli uffici stampa di Enia, del Comune e della Provincia di Parma sono sempre molto solerti a puntualizzare le virgole, controbattere in tempo reale gli avversari, rilasciare e rilanciare dichiarazioni.
Era stata infatti ben diversa la loquacità di Enia quando rassicurava i parmigiani sulla bontà dell’impianto e sui benefici ambientali che avrebbe portato, arrivando persino a suggerirci la redditività di investimenti immobiliari nei pressi del termovalorizzatore, invitandoci a comprare casa proprio lì perché quella sarebbe diventata una delle zone più controllare e salutari della città… e nel diffondere altri messaggi di questo tenore che non oso definire demenziali ma spregiudicati nella loro considerazione dell’intelligenza dei parmigiani questo sì, mi sia concesso. E per rispondere sui giornali si scomodava spesso e volentieri lo stesso Presidente di Enia Andrea Allodi, in persona, non l’asettico Ufficio Relazioni Esterne chiamato a firmare le uscite di questi giorni… quasi che oggi nessuno voglia più metterci la faccia per difendere questo inceneritore e i suoi atti amministrativi.
Un silenzio che pone più di un interrogativo perché va contro ogni logica della comunicazione che al contrario prevede l’immediato tamponamento di una notizia avversa, ancora di più se falsa (e quindi più facilmente smentibile), non il suo diffondersi incontrollato per 20 giorni su tutti i media locali…
Evidentemente c’è qualcosa di più, ci sono dei problemi, e l’interesse di questi strateghi della comunicazione è spegnere la polemica, glissare, appaltare e scavare il più e il prima possibile, non certo confutare le obiezioni di legittimità perché da una presa di posizione formale potrebbero nascere ulteriori grane, eccezioni, ricorsi, Dio non voglia, magari anche fondati.
Oggi l’immagine di Enia in città è molto compromessa. Ho avuto la visione plastica di questa insofferenza dalla faccia schifata che ha fatto un amico mentre passeggiavamo per strada alla vista del loro logo impresso su una macchina aziendale. Un deterioramento d’immagine determinato vuoi dallo scandalo delle tangenti prese da un suo funzionario, vuoi dalle interrogazioni in Regione sui suoi appalti, vuoi dalla percezione di una Spa ormai lontana dagli interessi e dal controllo della realtà parmense, vuoi dagli argomenti di parte, paradossali se non talvolta ridicoli utilizzati nella difesa acritica dell’inceneritore, vuoi dal negato accesso a documenti essenziali infischiandosene persino delle sollecitazioni alla trasparenza del sindaco, vuoi perché i più hanno maturato la verità vera di tutta questa vicenda: fare del business con i rifiuti.
Mi rendo conto, pertanto, che oggi ogni loro dichiarazione non sarebbe creduta dai parmigiani, che non sarebbero dato alcun peso a qualsiasi cosa dicessero i vari Allodi o i torinesi di IREN in merito all’inceneritore.
Ma questa mancanza di credibilità non li esime dal dare risposte di merito e non fuorvianti soprattutto se sono in ballo questioni fondamentali come la legittimità stessa degli atti amministrativi. A meno che la strategia di questi comunicatori pagati con i soldi delle tariffe pubbliche dei rifiuti sia fare spallucce… magari perchè si ha la coda di paglia.
In questo caso il silenzio sarebbe ancora di più odioso. 

                                                                                Andrea Marsiletti



“Il silenzio degli innocenti” diretto da Jonathan Demme, interpretato da Jodie Foster e Anthony Hopkins (1991)

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