La parata degli ex fascisti, nuovi eroi del PD

28/07/2010

Quando si è dei disperati come il PD ci si attacca a tutto, quando si è allo sbando e non si ha nessuna idea concreta da esprimere si arruola dalla propria parte ogni cosa che si muove contro Berlusconi.
Così in queste settimane sui giornali e sulle televisioni assistiamo alla sfilata dei nuovi eroi della sinistra che un tempo erano Che Guevara e Berlinguer e oggi sono Casini quando va di lusso, Fini, Bocchino fino al più insignificante dei peones come Granata.
Ai democratici non importa nulla se codesti paladini della demcrazia e della Costituzione fino a qualche anno fa erano degli ex fascisti, se come Fini sostenevano che “Mussolini è stato il più grande statista del secolo”, se questi ha dato il suo nome alla legge sull’immigrazione “razzista” e “inumana”, se negli ultimi 15 anni hanno votato tutte le “leggi vergogna” contro cui la sinistra si è strappata le vesti indignata chiamando la sua gente in piazza a mò di resistenza civile ad oltranza.
Un comportamento non solo incoerente, ma fazioso, disonesto. Gridavano allo scandalo quando l’allora Pivetti da Presidente della Camera, e quindi da carica istituzionale, partecipava ai raduni padani di Pontida, ma oggi plaudono alle quotidiane irruzioni politiche di Fini e all’organizzazione della sua guerriglia dentro il PDL condotta dai sub comandanti Bocchino e Granata. Con la Lega che per loro diventa “una costola delle sinistra” o un “partito nazista” a seconda delle convenienze politiche del momento.
Il PD ha scoperto persino un’improvvisa smania di festeggiare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia a suon di parate militari e di retorica nazionalista… perché questa era una delle critiche che il compagno Fini faceva al Governo nel bel mezzo dei giorni del crollo finanziario della Grecia. 
A Parma il PD non è messo meglio e sono tante le analogie con il livello nazionale.
Anche qui ci si affida a figure esterne alla storia della sinistra da sempre osteggiate quali Ubaldi (quello che ha fatto la metropolitana, l’Ospedale Vecchio, la Ghiaia e una miriade di altre opere contro le quali hanno inveito per 10 anni) e la Guarnieri (quella dell’accreditamento dei servizi sociali all’epoca da loro avversatissimo, l’ex assessore comunale alle cui delibere si sono opposti nel 90% dei casi, mentre lei, senza eccezione alcuna, votava a favore a tutte le decisioni tanto vituperate delle amministrazioni Ubaldi). Addirittura in queste settimane stiamo assistendo ad una sorta di riabilitazione di Giampaolo Lavagetto perché sta attaccando a testa bassa la sua coalizione sebbene fino a qualche mese fa lo deridessero pubblicamente.
E anche qui, specularmente al caso di Fini, non solo si tollera ma si incita al sangue e alla discesa sul ring del Presidente del Consiglio Comunale che al contrario nella nostra città nel passato ha sempre svolto il ruolo di arbitro super partes che gli attribuisce lo Statuto e il buonsenso e mai di fustigatore, di giustiziere della notte, se non di Pierino scalpitante in cerca d’autore.
Percependosi improponibili ma assolutamente indisponibili a farsi da parte per lasciare spazio a personaggi più presentabili, queste classi dirigenti perdenti del PD, tanto a livello locale che nazionale, per salvarsi sono pronte a qualsiasi alchimia tattica e voltafaccia, per rimanere a galla ad aggrapparsi ai più improbabili salvagenti… l’unica cosa che non svendono sono le loro idee, questo va detto per onestà intellettuale… perché per svendere delle idee prima bisogna averle. E purtroppo loro non ne hanno alcuna su nulla.
Dico purtroppo perché di una sinistra riformista decente in Italia c’è la necessità, e forse l’urgenza.
La sinistra di Rifondazione e del PDCI è più seria e di contenuto (sebbene a Parma debba sforzarsi di essere più sul pezzo nelle questioni amministrative locali) di questa brodaglia democratica insipida se non indigesta, a dispetto del suo presunto massimalismo irresponsabile, così come lo è la spinta radicale al cambiamento portata avanti dai grillini… ma pur con tutta la loro buona volontà, più di tanto queste forze politiche da sole non possono fare se il mattone numericamente più importante è anche quello più scassato. 

                                                                                Andrea Marsiletti


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