“Caro Villani, non dire sciocchezze quando parli di Pagliari”

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25/08/2010
 
Qualche giorno fa il coordinatore provinciale del PDL Luigi Villani ha introdotto nel dibattito un nuovo termine con cui bollare gli avversari: “l’accattone politico”.
Con i tempi che corrono questo epiteto non è certo tra i più duri e offensivi tra quelli utilizzati sui media, ma appare totalmente fuori luogo perchè attribuito ad una persona come Giorgio Pagliari, capogruppo del PD di Parma, che negli anni ha dimostrato tutt’altre caratteristiche.
So bene che un direttore di un giornale dovrebbe sempre evitare di buttarsi nella mischia e prendere parte addirittura in queste minute schermaglie lessicali, ma l’intervento di Villani è così stonato, al di là della legittima vis polemica e ricerca del termine ad effetto da piazzare nel titolo di un articolo, da apparire privo di credibilità, soprattutto alle orecchie di chi Pagliari lo conosce personalmente.
La correttezza, il confronto nel merito (anche quando gli capita di prendere delle cantonate) e la buona fede di Pagliari nulla ci azzeccano con l’accattonaggio politico, né il rispetto delle regole che al limite in lui è a tal punto presente da diventare un difetto: se mai Pagliari diventasse sindaco, pur di attenersi scrupolosamente a tutte le normative, secondo me a Parma ci sarebbe il rischio di non riuscire più a costruire neppure un cesso, perchè ci sarà sempre uno sciacquone con un parametro fuori tabella o uno scarico troppo vicino ad un palazzo storico.
A propositivo di accattonaggio politico, se proprio vogliamo fare i polemici, tale definizione mi pare più appropriata se riferita allo slogan elettorale coniato dallo stesso Villani alle ultime regionali, “Io sto con Silvio”, con il quale si vanno a chiedere delle preferenze non tanto per quello che si è fatto da consigliere regionale uscente o per quello che si intende fare in futuro, ma per un’adesione incondizionata al Capo, confidando con questa professione di fede di essere beneficiato da qualche voto in più.
Conosco Pagliari dagli anni ’90 quando militavamo insieme nel Partito Popolare Italiano; lui era un notabile del partito, io prima segretario dei Giovani Popolari e poi vice segretario provinciale.
Sperando di non sconvolgere le certezze e l’equilibrio psico-fisico di Ernesto Casolari e Marino Giubellini che mi prendono sempre in giro perché sarei un “feticista pagliariano”, faccio una rivelazione auto-scoop: ai tempi del PPI io e Pagliari non andavamo neppur d’accordo!
Non saprei dire le motivazioni di tale reciproca antipatia, ma ai congressi di partito io e lui ci trovammo sempre su fronti opposti, e quindi il sottoscritto in maggioranza insieme a Massimo Passera, Alessandro Sozzi, Giovanni Agostini, lui in minoranza con i suoi fedelissimi tra cui spiccava l’indomito Pietro Baga. Noi a scandagliare i tabulati degli iscritti e a fare telefonate ai delegati, lui immacolato seduto nel suo ufficio avvocatesco di Borgo Antini che non si contaminava con queste pratiche congressuali. Ma in un partito se non ti sporchi le mani finisci quasi sempre in minoranza.
Poi io e Pagliari siamo diventati amici e il merito di ciò è stato di Alicenonlosa che mi diede l’occasione di proporgli un’intervista per una delle prime uscite della testata nel lontano 2002 e di scambiarci quindi qualche email. Va bè, per farla breve (anche perchè non vorrei mai essere querelato dall’avvocato per violazione della privacy), da lì la ruota è girata e da allora mi tocca portare la croce additato come un “pagliariano di ferro”.
Pagliari sindaco di Parma del 2012?
Difficile da dire, certo per gli speculatori edilizi e per i furbi che si annidano dentro al centrosinistra in astinenza dagli affari da quindici anni sarebbero tempi grami, gramissimi…. ma per i parmigiani sarebbe un onore avere un sindaco come Pagliari. E poco male se i turisti domenicali a zonzo per la nostra città si ritroverebbero con qualche vespasiano pubblico in meno perché con una consumazione in più al bar questo disagio sarebbe risolto. Anzi, in tempi di crisi questo potrebbe essere un modo per aiutare i commercianti del centro Ecco, Giorgio, ti ho già fatto il primo punto del tuo programma elettorale!!! :-), mi pare più serio che accordarsi alla protesta contro i varchi elettronici in difesa di chi entra in macchina in centro in modo abusivo!!!
                             
                                                                                   Andrea Marsiletti


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