La doppiezza dei democratici, i “maestri del doppio incarico”

07/09/2010

Mi ero riproposto di non polemizzare con il PD in merito alla questione dei “doppi incarichi” per non apparire quello che dà sempre addosso all’ipocrisia di alcuni dirigenti democratici parmigiani o, peggio, che spara sulla Croce Rossa.
Ma alla fine non riesco a tacermi davanti a cotanta doppiezza che non accenna a placarsi ma che addirittura è assunta dal segretario provinciale del PD Roberto Garbi a punta di diamante della strategia politica di queste settimane.
Lo dico subito chiaro: non mi piacciono i doppi incarichi e quindi, pur comprendendo che la classe dirigente locale del PDL è quella che è ed avendo apprezzato la natura politica e non tecnica della nomina (clicca qui!), ritengo sbagliato che Luigi Villani sia insieme consigliere regionale e vice presidente di Iren (oltre ad essere, tra l’altro, ancora coordinatore provinciale dei berlusconiani). E così mi ritrovo nel merito delle critiche avanzate dai grillini, da Rifondazione Comunista e dal Pdci di Parma, che ritengo credibili perché coerenti con il vissuto di quei movimenti e partiti. Ma sentire quelle accuse provenire dalla bocca del PD ha un che di stravagante se non di paradossale, perché se ci sono dei “maestri del doppio incarico” questi sono proprio loro.
Gli esempi sono molteplici, mi limito ad alcuni che mi vengono in mente, lasciando perdere le cariche di revisori dei conti nelle società pubbliche assegnate ai professionisti d’area democratica perché in questo campo magari gli incarichi fossero doppi, perché purtroppo sono tripli, quadrupli, se non quintupli!
Il primo doppio incarico che mi viene in mente è quello di Alfredo Peri che nel precedente mandato amministrativo ricopriva sia il ruolo di consigliere che di assessore regionale. Ricordo bene quella vicenda, perché all’epoca la vissi da dentro la Margherita che a più riprese chiese il rispetto degli accordi pre-elettorali ovvero le dimissioni di Peri per fare subentrare in Consiglio regionale Massimo Passera. Macchè, Peri non fece una piega; nessuno seppe mai dire se per motivi di equilibri politici interni alla coalizione o di indennità vitalizia o di contributi previdenziali, ma di fatto fu negata la rappresentanza politica alla Margherita di Parma. Non mi pare che all’epoca Garbi si fosse scandalizzato troppo per questo accumulo di cariche del suo collega, forse perché sapeva bene che sia il Presidente Errani che Peri non la pensavano allo stesso modo.
Poi c’era Antonio Vicini, all’epoca contemporaneamente Senatore DS, Presidente della Comunità Montana Est e sindaco di Langhirano. Anche qui non rammento l’ira moralizzatrice di Garbi, perché probabilmente quel clamoroso tris di tortelli gli era passato sotto il naso.
Altro esempio: Vincenzo Bernazzoli è oggi sia Presidente della Provincia e che Vice Presidente dell’Autocammionale della Cisa. Ve lo immaginate Garbi azzardarsi ad intimare a Bernazzoli di sloggiare da una delle due poltrone? Io no.
Altro caso: Maria Teresa Guarnieri, consigliere comunale di Parma e nominata direttrice dell’azienda pubblica ASP di Fidenza… ah, è vero, la sua chiamata non è politica, pardon!
Ma questo vizietto dell’accumulo ha contagiato pure lo stesso tribuno del popolo Garbi che correttamente in questi giorni lamenta che essere impegnati su più fronti sottrae tempo al compito per il quale si sono chiesti i voti ai cittadini e per il quale si riceve un’indennità pagata con i soldi pubblici. Peccato che oggi lui svolga contemporaneamente le funzioni di consigliere regionale e di segretario provinciale del PD… a giudicare dal lavoro svolto non saprei davvero dire quale sia la sua attività principale…
Mi fermo, anche se l’elenco potrebbe essere molto lungo.
Ma nel PD sono andati oltre e si sono specializzati pure nella “candidatura al doppio incarico” in barba al rispetto del voto popolare che a parole dicono vada sempre tutelato.
Ricordo che gli ultimi due candidati a sindaco di Parma del centrosinistra si sono presentati alle elezioni del 2002 e del 2007 ricoprendo già un altro compito istituzionale: Albertina Soliani era senatrice della Repubblica in carica e Alfredo Peri consigliere (+ assessore) regionale. Il problema alla fine non si è posto perché entrambi le elezioni le hanno perse, ma il principio non cambia. Qualora fossero stati eletti, infatti, delle due l’una: o avrebbero mantenuto il doppio ruolo (se compatibile con la normativa vigente) o si sarebbero dimessi da uno tradendo il mandato popolare ricevuto. Anche su questo Garbi non ha detto “bau”.
Non per infierire, ma un altro “candidato al doppio incarico” è stato lo stesso Garbi che nel 2005 corse per diventare consigliere regionale da sindaco di Soragna in carica. Essendo le due poltrone incompatibili per legge fu poi costretto a dimettersi da sindaco in anticipo con buona pace di chi lo aveva votato.
Va bè, siamo alle solite: la regola del doppio incarico e della sacralità del rispetto del voto elettorale vale sempre per gli altri, ma non per loro.
Che dire, ormai sono diventato molto laico e disincantato… fino a che trovano qualcuno che crede alla loro panzane fanno bene a fare i furbi… quando non gli crederà più nessuno saranno solo patetici. 

                                                                                          Andrea Marsiletti

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