Ecco il bilancio 2011 del Comune di Parma

Le altre notizie pubblicate oggi
(non più in homepage)
___
13/11/2010
h.13.20

Il bilancio 2011 si contraddistingue da una riduzione della spesa corrente e delle entrate straordinarie, da un incremento dei servizi alla persona, da una contrazione degli investimenti, che comunque rimangono importanti, finanziati senza ricorso all’indebitamento. Tutto questo in un panorama che ci vede fra le città a più bassa imposizione fiscale (66 in Italia secondo il Ministero degli Interni) e oggetto di minori trasferimenti statali rispetto al 2010.
Questo ha imposto all’Amministrazione un bilancio di responsabilità, di rigore e di scelte. Pertanto a fianco del taglio alle consulenze, del costo al personale, a fianco di un aumento dell’efficientamento, c’è anche un taglio alla cultura e alla mobilità. Tuttavia, come detto, i minori trasferimenti imponevano una scelta, che l’Amministrazione ha deciso in modo virtuoso di far cadere sul welfare, confermando la centralità della persona e dei valori solidaristici che da sempre contraddistinguono la comunità di Parma.
Questo è un bilancio di svolta anche negli investimenti, che registrano una contrazione garantendo al Comune il non ricorso all’indebitamento. Investimenti che punteranno molto sulla scuola, sulle richieste di riqualificazione arrivate dai Quartieri e, infine, sul completamento delle opere già avviate.

IL BILANCIO IN QUATTRO PUNTI
– Minori trasferimenti dallo Stato
L’economia italiana riflette ancora la crisi che sta interessando l’intero mondo occidentale. Da qui i tagli dei trasferimenti e le inevitabili strette agli enti locali da parte di Stato e Regione. Soprattutto nel trasporto pubblico. Nell’esercizio 2011 i trasferimenti complessivi diminuiranno di 9,3 milioni, fra quelli di competenza statale, 5,5 milioni, e di altri enti, 3,8 milioni.

– Interventi sulle entrate
o Nessun aumento delle tasse
L’Amministrazione con lo 0,4% di addizionale Irpef è la seconda città in Emilia Romagna con la pressione fiscale più bassa dopo Rimini. Tutto questo a fronte di servizi alla persona molto alti e che sono fortemente aumentati negli ultimi dieci anni. Aldilà di un’addizionale Irpef bloccata dalla Finanziaria, l’Amministrazione ha deciso di mantenere le imposte invariate in quanto, in un momento di crisi, non si vuole incidere sulle tasche delle famiglie. La pressione fiscale a Parma è secondo il Ministero degli Interni al 66 posto, con una media pro capite di 340 euro per abitante.
o Riduzione entrate straordinarie
Da alcuni anni, per coprire gli alti costi dei servizi alla persona a fronte di una tassazione bassa, si fa ricorso a entrate straordinarie. Chiaro che senza disconoscere questa procedura, che beneficia i cittadini, non è possibile pensare che la medesima pratica possa ripetersi in eterno, soprattutto alla luce della contrazione dell’economia mondiale. La strada scelta dall’Amministrazione è di ridurre questa voce, che da 24 passa a 15 milioni di euro, tagliando plusvalenze e oneri di urbanizzazione.
o Aumento entrate ordinarie
Attraverso il recupero dell’evasione fiscale e grazie ad un contributo da parte di soggetti privati, quali le fondazioni bancarie, attraverso multe e dividendi si registra un aumento delle entrate ordinarie di 6,3 milioni di euro che finiscono nella spesa corrente.

– Interventi sulla spesa
o Aumento servizi alla persona
Ancora una volta, di fronte ad un maggior efficientamento delle spese, si registra un aumento del capitolo di bilancio per i servizi alla persona per 2 milioni. Si trova l’estensione del Quoziente famiglia, fino ad oggi riservato ai Servizi educativi, che si allarga al Welfare con una spesa per il Comune di 800mila euro. Incideranno sulla spesa corrente anche il nuovo progetto di Tele assistenza, i servizi di integrazione, per le giovani coppie e, inoltre, uscendo dall’ambito strettamente relativo alla persona l’estensione della raccolta differenziata, con la tariffazione puntuale. Da notare che nel 2000 la spesa corrente totale per i servizi alla persona era di 65,3 milioni, oggi è cresciuta a 111,8 milioni di euro.
o Riduzione spesa corrente
Nonostante l’aumento delle spese per i servizi alla persona, per il secondo anno consecutivo cala la spesa complessiva di 4 milioni, da 174,7 milioni a 170,7. Questo valore lo si ottiene attraverso la razionalizzazione su consulenze, personale, cultura, marketing, sviluppo territoriale, funzioni generali e mobilità. Circa questo ultimo tema c’è una riduzione per il Trasporto pubblico (derivato dal minor trasferimento dalla Regione, conseguente ai tagli governativi). Inoltre è prevista una contrazione dei trasferimenti a Infomobility, che riceverà direttamente gli introiti del Piano sosta.
o Efficientamento funzionale
Attraverso l’esternalizzazione delle entrate a società del Comune, come ad esempio Parma Infrastrutture, si ottiene un efficientamento delle spese di 8 milioni di euro per recupero di Iva e capitalizzazione delle spese.

INVESTIMENTI
o Contrazione del piano investimenti
La scelta dell’Amministrazione per quanto riguarda gli investimenti 2011 va verso tre direzioni: il completamento di opere già avviate, gli interventi per la qualità degli spazi pubblici sui quartieri e i cosiddetti progetti strategici. Quest’ultimi comprendono sia le infrastrutture, che i servizi alla persona in primis le scuole. Tutto questo senza ricorso all’indebitamento. Nonostante si parli sempre e comunque di una spesa per investimenti sostanziosa, Parma si è contraddistinta in questi anni per un significativo piano per lo sviluppo e l’attrattività, questa diminuisce rispetto all’anno scorso di 21,6 milioni di euro, segnando, anche in questo, un punto di responsabilità.
Fra le opere il Comune procede alla realizzazione, all’ampliamento e sistemazione di scuole, di nuovi centri di aggregazione e alloggi di edilizia sociale, di strutture sportive e culturali, come nel caso del Teatro Due e quello dei dialetti. C’è poi il grande tema della manutenzione, con le riqualificazioni in molte parti della città in risposta a quanto chiesto dai Quartieri e, infine, il completamento e la rifunzionalizzazione di opere già avviate, dall’ex Scalo Merci all’Ospedale Vecchio, dal Quadrifoglio allo stadio internazionale del rugby, per continuare con stazione, Pasubio, area nord ovest e tutto quello che concerne l’insediamento dell’Authority alimentare.

IL CONTESTO SOCIO-ECONOMICO DEL CENSIS
o Vitalità demografica
Il bilancio si inserisce in un contesto demografico di crescita per la nostra città, terza in Italia per aumento della popolazione residente dovuta alla tenuta del tasso di natalità, alla diminuzione di quello della mortalità e all’aumento del tasso migratorio, con un ringiovanimento dell’età media e un’alta percentuale degli stranieri (12,9% contro la media nazionale dell’8,8%, superiore anche alla media del nord est considerato molto attrattivo).
o Vitalità Socio-economico
Sempre secondo il Censis la realtà geo-economica di Parma è fra le più importanti d’Italia e arriva al 12 posto. Mentre nell’anno 2009 si sono persi 1458 posti di lavoro, il trend si è capovolto tra luglio 2009 e giugno 2010. In aumento anche l’attività imprenditoriale che nel periodo 2007-2010 registra un saldo positivo del 4% (in controtendenza rispetto a regione e nazione), con un saldo addirittura del 15,7% delle imprese di servizio. Nel 2008 il 7,9% dell’imprenditoria locale era straniera, un dato che colloca Parma al terzo posto in regione. Boom dell’export che dopo la brusca contrazione del 2009 segna quest’anno un importante +22,9% a livello provinciale contro il 3,8 regionale.

DICHIARAZIONI
Il sindaco Pietro Vignali ha detto come questo sia stato un “bilancio difficile da redigere, per il contesto economico in cui ci troviamo, contesto che determina forti tagli agli enti locali senza fra l’altro che si sblocchi la legge sul federalismo fiscale. Questo ha imposto un bilancio di rigore e di scelte. Le nostre sono andate verso un taglio generalizzato di tutte le voci, tranne che nel welfare dove la spesa aumenta di due milioni, garantendo ancora una volta negli educativi, in quelli degli anziani, diversamente abili, integrazione e nuove povertà, qualità e quantità nei servizi. Tutto questo mantenendo le tasse fra le più basse in regione. Anche negli investimenti – ha poi continuato il sindaco – c’è un’assunzione di responsabilità nel non ricorrere all’indebitamento, nel contrarre la cifra che però rimane importante e sarà rivolta alla realizzazione di scuole, del piano casa, di manutenzioni nei quartieri, per renderli belli come il centro, e per il completamento delle opere già iniziate”.
Il vicesindaco Paolo Buzzi oltre agli aggettivi rigoroso e responsabilità, aggiunge anche coraggioso: “Non si emettono Boc ma non si rinuncia agli investimenti, non si aggiungono tasse ma si aumentano i servizi alla persona. Ora inizia il confronto con le realtà territoriali”.
L’assessore al Bilancio Gianluca Broglia parla di bilancio approvato adesso per evitare l’esercizio provvisorio, anche se molte voci saranno incerte fino a quando lo Stato e la Regione non chiariranno l’entità dei tagli: “E’ un ottimo bilancio – dice – C’è un riequilibrio, non siamo mai stati a rischio crac e lo siamo ancora di meno adesso che abbiamo ridotto sensibilmente il ricorso alle entrate straordinarie”.