L’inno della Repubblica socialista di Jugoslavia

06/02/2013

Canzoni di Lotta, la rubrica di ParmaDaily gestita dal Direttore Andrea Marsiletti in collaborazione con alcuni compagni di Rifondazione Comunista e dei Comunisti Italiani di Parma.

Josip Broz (più conosciuto con il nome di battaglia di Tito (Тито) è stato un rivoluzionario e capo di stato jugoslavo.
Cofondatore del Partito Comunista Jugoslavo (KPJ) nel 1920, membro del Partito Comunista dell’Unione Sovietica e della polizia segreta sovietica (NKVD) dal 1935, ha comandato dal 4 luglio 1941 l’Armata Popolare di Liberazione della Jugoslavia, movimento comunista della Resistenza jugoslava contro i tedeschi nazionalsocialisti, i croati ustascia e gli italiani fascisti, e ha partecipato in posizione preminente dal 26 novembre 1942 al Comitato Antifascista di Liberazione Nazionale della Jugoslavia (AVNOJ).
Il movimento antifascista titino, grazie ad un’estesa guerriglia ed all’appoggio degli Alleati, in particolare dell’Armata Rossa ed aiutato in modo particolare dalla Gran Bretagna, ha respinto l’Asse dai territori dell’ex Jugoslavia ed ha sconfitto il movimento antifascista rivale, l’Esercito jugoslavo in patria (JVUO) dei cetnici del generale Draža Mihailović, di carattere filomonarchico ed anticomunista.
Tito ed i titini sono ritenuti responsabili di massacri e deportazioni compiute tanto durante la seconda guerra mondiale quanto nel periodo immediatamente successivo a danno di oppositori politici e simpatizzanti dell’Asse, ma anche a sfondo etnico: tra queste i massacri delle foibe e l’esodo istriano.
A seguito delle elezioni dell’11 novembre 1945, tacciate di brogli elettorali, Tito ha dichiarato decaduto il re Pietro II e ha costituito la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, una dittatura monopartitica che egli ha governato come Primo Ministro tra il 29 novembre 1945 ed il 29 giugno 1963 e come Presidente della Repubblica dal 14 gennaio 1953 alla morte.
Tito è stato uno dei membri fondatori del Cominform, ma ha resistito all’influenza sovietica ed è divenuto uno dei maggiori promotori del Movimento dei Non-Allineati. Per quanto avesse costituito uno stato autoritario,[Tito è riuscito in vita a promuovere la propria immagine sia in Jugoslavia, presentandosi come simbolo dell’unione tra le nazioni jugoslave, sia in Occidente, avvalendosi, in patria, dell’instaurazione di un culto della personalità della sua figura ed, in Occidente, del peso esercitato sugli equilibri USA-URSS dalla sua politica di stato comunista ma non sovietico.

Altre canzoni di lotta pubblicate:
Inno di liberazione vietnamita
Ringraziamento al compagno Stalin
Rosso a levante e ponente
Nella terra dei padroni
Stalingrado
Noi vogliam Dio in camicia rossa
Mano alla bomba
La Zamba del Che
Non è finita a Piazza Loreto (Fabio Amodei)
Ole ole olé, con De Gasperi non se magna
Canti anarchici: “La rabbia esplose”
Cuba, che bella è Cuba!
Zapata non è morto (Casa del Vento)
Pagherete caro, pagherete tutto
Bella ciao, cantata dal Coro dell’Armata Rossa
La lotta dell’Ira in Irlanda
Unità di produzione (CSI)
Il sole rosso
A las barricadas
L’Oriente è rosso
Bella ciao (Modena City Ramblers)
Guardali negli occhi (CSI)
Robespierre (Offlaga Disco Pax)
Venceremos (Sergio Ortega)
Figli della stessa rabbia (Banda Bassotti)

L’inno di Lotta Continua (Pino Masi)
Chi non vuol chinar la testa
Auschwitz (Francesco Guccini)
Bella ciao (mondine)
Siamo i ribelli della montagna
Contessa
Con la guerriglia
Fischia il vento
Bandiera rossa punk (Angelic Upstars)
El pueblo unido jamas serà vencido (Quilapayun)
Volunteers (Jefferson Airplane)
L’Internazionale (coro Armata Rossa)
Rigurgito antifascista
La locomotiva
Procurade e moderare
Crisi di Valori
Spara Jurij
Per i morti di Reggio Emilia
Stato e padroni
Inno dei lavoratori
Mio caro padrone domani ti sparo
Amore mio non piangere
Se otto ore vi sembran poche

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