Asili, “basta parlare di strumentalizzazioni”

comunali2022
Lombatti

30/03/2015
h.16.00

Il comunicato dei 5 stelle sulla manifestazione organizzata dai sindacati contro la “riorganizzazione” dei servizi educativi dimostra quanto il MoVimento alla guida del Comune sia ormai totalmente scollegato dal sentire della città e lontano da quel clima di speranza nel cambiamento che lo aveva trascinato alle elezioni del 2012.
Secondo i 5 stelle, la manifestazione di sabato, come già in passato la fiaccolata sul servizio di integrazione scolastica dei disabili, sarebbe stata strumentalizzata dai partiti, in particolare dal PD. E’ ormai evidente che questa storia noiosa e ripetitiva della strumentalizzazione è divenuto un meccanismo di autodifesa per evitare di entrare nel merito delle questioni e guardare in faccia la realtà.
Se qualche consigliere comunale di maggioranza fosse stato presente, insieme a quelli di minoranza, si sarebbe accorto che in piazza c’erano soprattutto genitori, educatori, insegnanti venuti liberamente a manifestare la loro preoccupazione per le incertezze sul futuro del servizio per le scuole per l’infanzia.
Il Sindaco da parte sua replica con il solito mantra che non ci sono i soldi, che è tutta colpa dei tagli del governo. Ma qui a mancare sono soprattutto la capacità progettuale e la volontà di ascolto e confronto. La principale lamentela che viene dai genitori è infatti sul metodo, sull’assenza di un reale percorso partecipativo, come era previsto dallo stesso programma elettorale dei 5 stelle. Percorso che nulla ha a che fare con i tagli, in quanto, a differenza dei Consigli di cittadini volontari, sarebbe a costo zero.
Il Sindaco dice che attende proposte concrete e non una semplice difesa dell’esistente, ma ancora una volta confonde i ruoli. Perché è l’amministrazione che ha la responsabilità e il dovere di presentare proposte concrete e un progetto chiaro e definito, una volta ascoltati tutti i soggetti e le parti in causa. Ed è su quel progetto che poi ci si deve confrontare per arrivare infine ad una decisione definitiva il più possibile condivisa.
Ma qui, come per i disabili, come per il Teatro Regio, il progetto non c’è, non si vede. Nonostante sia stato sollecitato più volte, non esiste un documento ufficiale, uno studio che parta dall’analisi dei fabbisogni quartiere per quartiere, che definisca vincoli e opportunità, punti di forza e di debolezza del sistema educativo, aspetti organizzativi da difendere ed altri da riformare, dando infine conto dei criteri e delle ragioni delle scelte.
Ci sono solo dichiarazioni rilasciate alla stampa, comunicati e post su Facebook, cifre che ballano continuamente e che alimentano incertezza e preoccupazione in chi deve organizzare la propria vita familiare cercando di garantire il migliore servizio educativo per i propri figli.
Dopo tre anni di amministrazione ci si attendeva sinceramente qualcosa di più. L’inesperienza non può più essere utilizzata come giustificazione. E non basta gridare alla strumentalizzazione per coprire un’evidente incapacità di ascolto e di progetto. Non ci crede più nessuno.

Nicola Dall’Olio – Capogruppo PD Consiglio comunale di Parma (nella foto)
Lorenzo Lavagetto – Segretario cittadino PD Parma

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