Sanità parmense: condividere gli impegni

30/07/2013
h.13.40

Un tavolo di confronto – confederale e di categoria – sulla sanità, quale sede condivisa per verificare ogni tre mesi l’andamento della programmazione sanitaria 2013 per la nostra provincia. E’ l’impegno assunto dalle Aziende sanitarie Usl e Ospedaliero-Universitaria insieme alle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil con la firma del Protocollo d’intesa “Gli impegni della sanità provinciale”.
Se da un lato la sanità parmense deve far fronte a un contesto operativo condizionato da vincoli finanziari e da diminuzioni delle risorse, a causa dei recenti provvedimenti nazionali di contenimento e razionalizzazione della speza (non ultima la spending review), a Parma e provincia la situazione è migliore che altrove. Le aziende sanitarie, nonostante il minor finanziamento, hanno confermato anche per il 2012 una positiva gestione economico-finanziaria, che trova riscontro anche nel costo complessivo pro-capite provinciale di 1.843 euro, inferiore alla media regionale pari a 1.850 euro secondo gli ultimi dati. L’anno in corso, tuttavia, presenta complessità e difficoltà maggiori dei precedenti: le recenti indicazioni della Regione Emilia Romagna, per effetto delle riduzioni di spesa decise a livello nazionale, comportano nel 2013 per la sanità provinciale una diminuzione del finanziamento regionale di ulteriori 16 milioni di euro.
Proprio il difficile contesto impone l’adozione di nuove strategie, che non comportino riduzioni dei livelli assistenziali, e una maggior condivisione delle decisioni e del percorso da intraprendere, le cui tappe e le aree intervento sono stati indicati nel Protocollo d’intesa firmato dalle Aziende e dai sindacati confederali, i cui contenuti sono stati presentati oggi in Provincia dalle parti insieme alla presidenza della Conferenza territoriale sociale e sanitaria.
“Come Conferenza siamo impegnati a garantire servizi di qualità al territorio – ha detto il presidente della Ctss Vincenzo Bernazzoli aprendo l’incontro – Di fronte ai tagli l’obiettivo è quello di non vanificare un sistema sanitario riconosciuto come uno dei migliori e accordi di questa natura permettono di proseguire il percorso avviato”.
“Il protocollo prevede che sui servizi amministrativi e di supporto si vada a integrazioni molto strette – ha spiegato il direttore generale dell’Ausl Massimo Fabipensiamo alla gestione del personale, ai servizi telematici, o alla politica del farmaco, ma anche nell’area clinica per dare quella continuità fra ospedale e territorio che è sempre più indispensabile”.
“Il protocollo si inserisce in un accordo regionale – ha continuato il direttore generale dell’azienda Ospedaliero Universitaria Leonida GrisendiGli impegni che assumiamo sono quelli per la programmazione di questi anni difficili nei quali l’integrazione fra aziende, la consultazione periodica e la condivisione delle scelte sarà di aiuto al perseguimento dell’obiettivo della qualità, pur in presenza di una riduzione consistente di risorse”.
Questo protocollo è una esperienza innovativa – ha sottolineato Massimo Bussandri segretario provinciale Cgil – abbiamo deciso di affrontare insieme l’emergenza, con l’obiettivo di confermare il carattere pubblico e universalistico del sistema sanitario, garantire i livelli assistenziali e la qualità dei servizi.”
“Per noi è stato molto importante il metodo perché solo attraverso il confronto si possono governare le ricadute dei tagli nazionali che penalizzano soprattutto i sistemi più virtuosi come il nostro che aveva già operato nel senso della razionalizzazione” ha aggiunto Angela Calò, segretario confederale Cisl.
“E’ stato bello lavorare insieme, abbiamo trovato nelle aziende un terreno competente, una integrazione vera. Portiamo a casa un accordo che va valorizzato in tutte le sue parti” ha detto concludendo l’incontro Giuliana Rossi, segretaria pensionati Uil.

IL PROTOCOLLO “GLI IMPEGNI DELLA SANITÀ PARMENSE”
Innovazione e revisione organizzativa sono le strategie che presentano le maggiori opportunità di intervento, da realizzarsi con processi di integrazione di strutture, sia all’interno di ognuna delle due Aziende sia tra le stesse Aziende sia in ambito di area vasta, facendo leva sulla valorizzazione del lavoro e sul coinvolgimento diretto delle migliaia di professionisti che operano nella sanità pubblica parmense.
Il Protocollo richiama i settori di intervento prioritari sui quali agire:
– nell’ambito delle risorse umane, dove a fronte della limitazione del turn over al 25% dei posti vacanti per tutto il 2013, le parti si impegnano a sottoporre al tavolo di confronto, nonché al tavolo sindacale di categoria, tempi e modi dei piani assunzioni decisi dalle Aziende
– per i servizi della sanità territoriale, l’impegno è il miglioramento dell’appropriatezza delle prescrizioni, l’uniformità delle modalità di prenotazione specialistica delle due Aziende e la continuazione del programma di realizzazione delle Case della Salute, puntando a servizi fruibili nelle 24h
– per l’assistenza ospedaliera, ferma restando l’autonomia gestionale dei due ospedali di Vaio e Borgotaro a gestione diretta Ausl, è stato avviato il percorso per la trasformazione degli attuali dipartimenti intra-ospedalieri in dipartimenti integrati con competenze su entrambi i nosocomi; per l’ospedale Maggiore di Azienda Ospedaliero-Universitaria, si prevede una revisione dei Dipartimenti per ridurne il numero in relazione alla riduzione dei Dipartimenti universitari
– integrazione di area vasta, con al creazione di strutture unificate nell’area logistica, acquisti, approvvigionamento farmaci (l’ingresso operativo delle due Aziende parmensi in questo ambito è previsto nel primo semestre 2014)
– integrazione provinciale tra le due Aziende, che prevede interventi per l’area sanitaria (polo unico distribuzione diretta farmaceutica, percorsi unificati di riabilitazione e di laboratorio analisi, Centrale 118 unica a Parma anche per Piacenza e Reggio Emilia, ecc) e per l’area amministrativa e tecnica, dove sono in corso di avvio analisi di fattibilità per gestioni unificate, o integrate o collaborazioni comuni per settori aziendali quali l’acquisto di beni e servizi, la direzione lavori, l’informatica e il personale.