Wilson contestato dalle suffragette

Lombatti

28/08/2014

ACCADDE OGGI: 28 Agosto 1917: l’ultimo Imperatore Inca muore strangolato per mano dei conquistadores.

Nell’Agosto del 1917 proprio davanti alla Casa Bianca il presidente Woodrow Wilson venne contestato da alcune donne che chiedevano con insistenza che supportasse un emendamento alla Costituzione che avrebbe garantito loro il diritto di voto.
Wilson aveva moderatamente sostenuto il suffragio femminile e le richieste delle suffragette – così venivano chiamate le dimostranti – durante le campagne politiche e ne aveva accolte in precedenza alcune alla Casa Bianca. Ex – insegnante in un college femminile e padre di due figlie, che si consideravano a loro volta “suffragette”, era stato inizialmente ritenuto vicino alle istanze delle donne americane. Durante la campagna presidenziale del 1912 contro Theodore Roosevelt, Wilson e il suo avversario si trovarono concordi su molte proposte di riforma, quali le leggi sul lavoro minorile, ma differirono sul tema del suffragio femminile, che vedeva Roosevelt a favore di concedere il voto alle donne.
Quella mattina il presidente, che le suffragette avevano ribattezzato “Kaiser Wilson” con riferimento a quello che ritenevano ormai un atteggiamento intransigente nei confronti del riconoscimento dei loro diritti, uscì dalla Casa Bianca insieme alla moglie e si tolse il cappello in segno di saluto verso le manifestanti. A quel punto le suffragette lo contestarono apertamente in termini sempre più aggressivi, agitando all’indirizzo di Wilson dei cartelli contro l’intervento americano in guerra. Più tardi quel giorno le manifestanti e dei passanti favorevoli all’intervento delle truppe USA vennero alle mani e 10 suffragette furono arrestate – il loro numero salirà a 218 entro Novembre di quell’anno. Alcune di loro, fra cui Alice Paul, leader del Partito Nazionale per l’Emancipazione delle Donne, iniziarono uno sciopero della fame e si fu costretti ad alimentarle forzatamente. Wilson, scosso da questi fatti e preoccupato per la pubblicità negativa che ne derivava per la sua amministrazione, accettò infine un emendamento a favore del suffragio femminile nel Gennaio 1918. Nell’Agosto 1920, verso la fine del suo secondo mandato presidenziale, il Congresso approvò il 19° emendamento, dando ufficialmente alle donne il diritto di voto.

Alessandro Guardamagna