Aeroporto Verdi, adesso o mai più. INTERVISTA – Dalla Rosa Prati: “Il volo su Parigi dà la svolta definitiva, perchè da lì si va in tutto il mondo. L’Upi dimostra amore per Parma”

Guido Dalla Rosa Prati

L’Aeroporto Giuseppe Verdi è tornato di proprietà parmigiana, il primo stralcio di lavori per l’allungamento della pista, che in tre anni dovrà raggiungere i tre chilometri, è concluso, sono state annunciate nuove tratte, insomma Sogeap punta decisamente al rilancio. Ma negli ultimi 20 anni gli investimenti sono stati consistenti, perché questa dovrebbe essere la volta buona per il decollo definitivo? Lo abbiamo chiesto a Guido Dalla Rosa Prati, presidente di Sogeap.

L’infrastruttura oggi ha un valore di circa 120 milioni di euro, sommando i soldi investiti. Sarà la volta buona perché usciamo dalla trappola dei 2km di pista che consente voli di breve e medio raggio: il mercato delle low cost che obbliga gli aeroporti a pagare per avere le tratte. Uscendo dal breve medio raggio, con la pista di 3 km possiamo essere attrattivi per le grandi compagnie che fanno i voli intercontinentali. Che sono quelle che vengono a prendere il passeggero e non chiedono soldi per la tratta.

Il mall di Baganzola è una spada di Damocle?

No, è un problema di Enac e del Comune, non nostro, evidentemente l’aeroporto c’era già. La magistratura si sta occupando della questione per stabilire di chi è la responsabilità. Certo è che prima o poi si dovrà risolvere.

Cosa cambia con il fatto che oggi l’aeroporto è di proprietà al 60% dell’Unione Parmense degli Industriali?

Finalmente l’aeroporto è in mano nostra ed è tornato ai parmigiani. Io credo che sia la risorsa più importante che abbiamo per avvicinare Parma al mondo. L’Upi ha colto il messaggio e ha investito coraggiosamente nello sviluppo dell’infrastruttura. I collegamenti sono fondamentali per lo sviluppo di un territorio, l’attrattività dipende da questo. Si continua a parlare di Alta Velocità, della stazione Mediopadana che è un’infrastruttura che ti porta da Milano a Napoli. Va benissimo, per carità, ma l’aeroporto è molto di più, ti porta nel mondo. Va benissimo la fermata vicino all’aeroporto, ma dobbiamo far capire a questa area Reggio, Piacenza, Cremona e Mantova che il polo aeroportuale di Parma è importante per tutti.

A che punto è il piano di rilancio?

Il piano industriale prevede l’incremento delle attività cargo, dell’attività passeggeri, la costruzione di nuovi hangar per la manutenzione degli aerei e di hangar per ospitare aerei di privati, perché c’è forte richiesta. Parma, essendo in una posizione baricentrica e grazie all’aeroporto, potrebbe essere un punto d’incontro e di scambio di attività imprenditoriale. Evidentemente più investiamo e prima raggiungiamo l’obiettivo. L’Upi ha sottoscritto l’intero capitale deliberato a gennaio cioè 8.400.000 di euro circa, i lavori di consolidamento della pista sono stati fatti e ora siamo in attesa del via cioè della “verifica impatto ambientale”, documento che verifica che l’impatto sia accettabile nell’area. Ci sarebbe poi la possibilità di sfruttare la ferrovia: c’è un binario morto che collega l’aeroporto alla stazione, basterebbe semplicemente allungarlo di pochi metri.

L’Alta Velocità ti porta da Milano a Napoli, l’aeroporto ti porta nel mondo

Ma si farà?

Sarà da fare sicuramente, io ho allungato la pista, il prossimo presidente farà questo.

E il suo mandato quando scade?

Non ha scadenza purtroppo…

Parliamo di tratte: cosa c’è oggi e quali sono gli obiettivi per il futuro.

Oggi abbiamo le tratte Cagliari e Chisinau (Moldavia), a giorni dovrebbe partire il Tirana con Ernest Airline; si sta lavorando per il Kiev, il Trapani e per Parigi che sarà finanziato da Comune e Regione.

Parma 2020 che opportunità è?

Straordinaria per la città che se è raggiungibile vale ancora di più. Il volo su Parigi, aeroporto che fa hub, è importantissimo, vuol dire che da lì vai nel mondo. È strategico, dà la svolta definitiva all’aeroporto.

E Londra?

Un po’ per colpa della Brexit un po’ perché Ryan Air ha chiesto cifre stratosferiche abbiamo dovuto rinunciare, non è previsto per ora.

Come mai tutti questi voli verso est, Parigi a parte?

C’è grande sviluppo all’est, sono Paesi con potenzialità, che crescono a doppia cifra. Per noi sono tratte interessanti anche perché non molto coperte e Parma è punto d’interesse da cui partire verso l’est.

Per chiudere, sarà un investimento a termine quello dell’Unione Industriali? Nel senso di adesso o mai più?

Sì, adesso o mai più. Non credo che Upi possa continuare a investire nell’aeroporto, ha già fatto un grosso sforzo. Non dimentichiamo che 3 o 4 anni fa ha messo altri 5 milioni. Ma ora abbiamo deciso di non rimanere piccoli e di diventare grandi e Parma ha enorme ricchezza. Quella nel raggio di un’ora d’auto è l’area più produttiva d’Europa e nello stesso raggio ci sono 4 milioni di possibili passeggeri, siamo baricentrici. Insomma, io credo che entro 3 anni l’aeroporto potrà far parlare di sé. Vorrei ringraziare la Regione Emilia-Romagna che ha finanziato con 12 milioni l’allungamento della pista e l’Upi perché sono stati lungimiranti. Il loro sforzo certifica una volta per tutte il coraggio e l’amore per questa città, valori necessari per realizzare grandi sogni e vincere grandi sfide.

Ora mi aspetto che istituzioni, imprenditori e popolazione facciano quadrato e supportino lo sviluppo dell’infrastruttura. Così come mi aspetto che si superino i campanilismi con i territori vicini, perché non portano vantaggi a nessuno.

Tatiana Cogo