Aggressione capotreno stazione Parma, Cosenza (Fit Cisl ER): “Subito tornelli e porte con codice biglietto”

“Lo ripetiamo per l’ennesima volta. La vera, grande soluzione per il problema aggressioni deve riguardare l’accesso alle infrastrutture. Non ci stancheremo mai di chiederlo a tutte le parti in causa, vale a dire RFI, Regione ER e Aziende: accedere ai binari delle stazioni, e quindi salire sul treno, deve essere consentito solo a chi ha in mano il biglietto. Otto aggressioni su dieci non ci sarebbero più. Bisogna istallare i tornelli, ma non basta, servono anche porte che si aprono solo se si inserisci il codice del biglietto. La situazione è davvero disperata e nello stesso tempo grottesca, ancora una volta siamo nel pieno dell’emergenza, ancora una volta siamo inascoltati. Capitreno e tutto il personale delle stazioni non ne possono piu, sono terrorizzati e scoraggiati. Un treno, così come una stazione, è e deve essere per i ferrovieri semplicemente un posto di lavoro e non un campo di guerra: servono subito tutele e sicurezza”.

Così Aldo Cosenza, segretario generale Fit Cisl ER dopo l’ennesima aggressione ai danni di un capotreno avvenuta ieri sera sera, intorno alle 21. Stavolta a farne le spese è stato un lavoratore del trasporto regionale della sede di La Spezia in sosta a Parma, ferito in pieno volto da una bottiglia di vetro che gli si è frantumata in faccia dopo essere stata lanciata da persone che bivaccavano nei pressi del treno.

“Questo ultimo grave episodio si somma alle decine di casi analoghi avvenuti in regione negli ultimi mesi, un’escalation di violenza inaccettabile. Nell’esprimere solidarietà al collega vigliaccamente colpito, ancora una volta richiediamo un intervento serio e urgente da parte di imprese di trasporto, forze dell’ordine, Regione Emilia-Romagna e Prefetture del territorio a tutela sia dei lavoratori del settore sia degli utenti del trasporto pubblico locale. Arrestare il fenomeno delle aggressioni è una necessità, è tempo che ognuno si assuma le proprie responsabilità”, conclude il dirigente Cisl.